Una nuova rubrica, anzi la prima. Apro settimanalmente il blog ad un amico o amica che non ne ha uno. Persone interessanti che hanno cose più o meno interessanti da dire, ma sempre meglio delle mie stronzate. La sigla è quella di "Aggiungi un posto a tavola", ma cambian le parole. Ovviamente non metto becco su scelte e argomenti.
Bene, esco di scena e buona lettura...
Gli uomini vengono da Marte, le donne vengono da Venere.
E’ il titolo di un libro che nel mio ufficio pare abbiano letto tutte, scritto da un americano e basato sulle differenze che contraddistinguono i due modi di vedere e di pensare delle rispettive categorie di appartenenza, presumibilmente diverse in ogni minima sfaccettatura.
Chi mi conosce sa che ritengo che queste siano cazzate, che non si possa generalizzare, e che dovendo scegliere in base alle affinità probabilmente mi inserirei nella categoria degli uomini.
Però. Però è capitato che ultimamente io stia leggermente cambiando idea su alcune cose. Una volta mi è capitato di incontrare e perdermi per una persona che:
1. mi identificava come persona speciale e meravigliosa, il genere di tipa che non ti fa mai paranoie per niente, che ti rende la vita facile e magica;
2. mi seduceva con dolci parole e lunghi giri di frasi, circuendomi con poesie e lenti colorate rosa;
3. mi ha portata a letto (anzi, “a fare l’amore”) dopo una nottata passata a guardare le stelle riflesse sull’acqua di un lago….e dopo tutto ciò…..;
4.…non si è fatto più sentire.
Ora, non è che io sia particolarmente complicata come persona, lo giuro, non è solo una posa. Però mi è difficile comprendere come alcuni uomini possano sprecare fiumi e fiumi di parole, decine di mail, e tutto sommato un sacco di tempo per qualcosa che, guarda caso, avrebbero avuto anche senza tutte queste grosse ansie.
Una delle persone che più ho stimato nella mia vita, malgrado si trattasse di un gran figlio di buona madre, è un ragazzo che con la sua schiettezza mi ha reso la vita molto meno incasinata. Il suo approccio era molto semplice: “io non sono innamorato di te e non lo sarò mai, però con te mi diverto, quindi se ti va andiamo a letto insieme, ma niente paranoie, né chiamate, né smancerie.” Tre mesi fantastici e senza complicazioni.
Ma chi ve l’ha detto che le donne preferiscono “Ti amo” a “Dammela e zitta”???
Che poi non si limita tutto al rapporto uomo-donna. Anche i rapporti fra persone dello stesso sesso non sono poi cosi diversi (leggi: meno complicati). Anche li, c’è chi affronta tutto con leggerezza e trasparenza, e chi invece non si sente pronto e tergiversa. C’è chi mente e fugge, e chi spera e resta ad aspettare. Secondo il libro che ho menzionato all’inizio, queste relazioni dovrebbero invece essere molo più semplici, proprio perché fra “marziani” o “venusiane” ci si dovrebbe capire.Ma per tornare alla mia situazione personale… ammetto di non aver preso in considerazione il fatto di essere una chiavica a letto e che questo possa essere il motivo dell’improvvisa volatilizzazione del mio “buon amico”. E se non l’ho preso in considerazione è solo perché SO che, modestamente parlando,…..hehehe, scherzi a parte: se solo smettessimo di prenderci per il culo e dicessimo una buona volta quello che veramente pensiamo, piuttosto che quello che l’altra persona vorrebbe (a nostra opinione) sentirsi dire, allora forse non verremmo più da due pianeti diversi, ma vivremmo entrambi, uomini e donne (uomini e uomini, donne e donne) in un meraviglioso, unico pianeta chiamato Terra. Un pianeta dove le persone trovano ciò che cercano, a prescindere dal fatto che coincida o meno con l’opinione socialmente accettata di ciò che è o non è giusto e approvabile. Un pianeta con i suoi innamoramenti, ma anche con le scopate di una notte, che non avranno il merito di farti camminare a dieci centimetri da terra, ma non importa, quello spetta ad altre storie, ad altre persone. Nel frattempo, tanto vale passare una serata piacevole con qualcuno che non andrà bene per la vita, ma per una notte si cazzo.
L'angolo adatto per nani, ballerine, cantanti, troie, alcolizzati e illusi. Ovviamente qui nulla è serio...se sei dei nostri...benvenuto, entra pure
mercoledì, gennaio 10, 2007
lunedì, gennaio 08, 2007
Ieri. L'altro ieri. Insomma sempre al passato.
Ieri o forse prima. L'altroieri, non oggi. E' tornato Jack e una sicurezza è tornata. Ora sarà dura andare a letto presto la sera.
Ieri, molto più probabilmente l'altro ieri. Forse venerdì. Tornavo a casa dal lavoro e sulla metropolitana, fermata Sant'Agonistino sento un bambino che mi saluta. Io stavo leggendo, ero preso dalla cosa e non gli presto molta attenzione. Lui alla domanda della sciura che lo accompagnava dice "era il mio allenatore". Io lo guardo e ricordo. Quel bimbo mi ha fatto passare uno dei quarti d'ora pù freddi della mia vita. Consegnandoli una lettera una sera, io e un amico, gli dicemmo di darla alla mamma. Lui con la tranquillità di un vecchio esperto ci disse, continuando a fare la borsa "La mamma non c'è...non viene...è morta quando ero piccolino". Il sangue si congelò nelle vene mie e di P. Due adulti che rimasero lì, come imbecilli. Povero L., ho rivisto quella scena in due secondi.
L'altro ieri, ma molto probabilmente sabato ho visto la mostra di Chagall e Mirò. Bella ricca e interessante. Il problema è che prima di andare, per un'ora e mezza non ho visto nulla dall'occhio sinistro. Tutto era appannato, tutto non era nulla. Poi è passato, ma è un chiaro segnale che me ne sto andando. Vi lascerò presto, ma tranquilli, prima mi dovrò divertire ancora un pò e lasciare qualche altra testimonianza.
Oggi, ma tra poco sarà ieri. Ho fatto forse la mia solita cazzata, ma sono stato sincero. Ho espresso solo sentimenti e forse spesso è sbagliato. Qualunque siano le decisioni e i risvolti futuri, un grosso abbraccio e la speranza di non perderTi.
Un post su Ieri. Su cose accadute, fatte e ormai passate. Non si torna sul passato, i ricordi servono solo a far crescere l'albero della nostalgia, che ha per foglie le foto e per frutti i resti del nostro passato. Ieri è ormai andato e tornare indietro, pensare al potevo fare...avrei potuto dire...non serve a un cazzo.
Domani, forse, cercherò di essere un uomo migliore.
Ieri, molto più probabilmente l'altro ieri. Forse venerdì. Tornavo a casa dal lavoro e sulla metropolitana, fermata Sant'Agonistino sento un bambino che mi saluta. Io stavo leggendo, ero preso dalla cosa e non gli presto molta attenzione. Lui alla domanda della sciura che lo accompagnava dice "era il mio allenatore". Io lo guardo e ricordo. Quel bimbo mi ha fatto passare uno dei quarti d'ora pù freddi della mia vita. Consegnandoli una lettera una sera, io e un amico, gli dicemmo di darla alla mamma. Lui con la tranquillità di un vecchio esperto ci disse, continuando a fare la borsa "La mamma non c'è...non viene...è morta quando ero piccolino". Il sangue si congelò nelle vene mie e di P. Due adulti che rimasero lì, come imbecilli. Povero L., ho rivisto quella scena in due secondi.
L'altro ieri, ma molto probabilmente sabato ho visto la mostra di Chagall e Mirò. Bella ricca e interessante. Il problema è che prima di andare, per un'ora e mezza non ho visto nulla dall'occhio sinistro. Tutto era appannato, tutto non era nulla. Poi è passato, ma è un chiaro segnale che me ne sto andando. Vi lascerò presto, ma tranquilli, prima mi dovrò divertire ancora un pò e lasciare qualche altra testimonianza.
Oggi, ma tra poco sarà ieri. Ho fatto forse la mia solita cazzata, ma sono stato sincero. Ho espresso solo sentimenti e forse spesso è sbagliato. Qualunque siano le decisioni e i risvolti futuri, un grosso abbraccio e la speranza di non perderTi.
Un post su Ieri. Su cose accadute, fatte e ormai passate. Non si torna sul passato, i ricordi servono solo a far crescere l'albero della nostalgia, che ha per foglie le foto e per frutti i resti del nostro passato. Ieri è ormai andato e tornare indietro, pensare al potevo fare...avrei potuto dire...non serve a un cazzo.
Domani, forse, cercherò di essere un uomo migliore.
domenica, gennaio 07, 2007
La catena
Prendo la catena in mano...dopo qualche tempo dall'invito.
No, non ti preoccupare, non devo picchiare nessuno.
Sono molto peace&love.
La catena è un gioco (posso definirlo tale?!?) per diffondere un pò i propri gusti letterari.
Dunque in primis ringrazio l'amico whitedog per l'invito, poi in secundis spiego la questione.
1. Prendere il libro più vicino.
2. Sfogliare sino a pagina 123.
3. Contare le prime 5 frasi della pagina.
4. Riportare nel blog le 5 frasi seguenti.
5. Suggerire il gioco ad altri 3.
Il libro è "Quando Teresa si arrabbiò con Dio", di Alejandro Jodorowsky.
Non sto a dire che è un capolavoro, perchè non sono all'altezza neppure di dire se il retro del cartone del latte sia ben scritto. Però descrive atmosfere paradossali, magiche e profonde, con ironia e un pò di magia. Tratta temi seri come la religione, la povertà, l'emarginazione e il tutto in modo a stupendo. Premessa conclusa...eseguo l'ordine.
"Cercò di odiarla ma non ci riuscì. Allora provò a odiare Faccia di Scimmia. Non ci riuscì. Quell'innocente, orfano come lui, non era consapevole. Nell'amore ardente non vi sono colpi; è un dono di Dio."
Un uomo tradito, che nella bontà non riesce a odiare la moglie e l'amante, ma se ne assume la colpa, perso nell'immenso amore...c'è molto di più. Che libro.
Ora non dico a nessuno di farlo, perchè tutti i blogger che conosco mi pare abbiano tutti già aderito. Per cui chiunque voglia può farlo nei commenti, sarebbe bello avere consigli e parlare di chi sa davvero scrivere su questo blog. Un invito a tutti.
No, non ti preoccupare, non devo picchiare nessuno.
Sono molto peace&love.
La catena è un gioco (posso definirlo tale?!?) per diffondere un pò i propri gusti letterari.
Dunque in primis ringrazio l'amico whitedog per l'invito, poi in secundis spiego la questione.
1. Prendere il libro più vicino.
2. Sfogliare sino a pagina 123.
3. Contare le prime 5 frasi della pagina.
4. Riportare nel blog le 5 frasi seguenti.
5. Suggerire il gioco ad altri 3.

Il libro è "Quando Teresa si arrabbiò con Dio", di Alejandro Jodorowsky.
Non sto a dire che è un capolavoro, perchè non sono all'altezza neppure di dire se il retro del cartone del latte sia ben scritto. Però descrive atmosfere paradossali, magiche e profonde, con ironia e un pò di magia. Tratta temi seri come la religione, la povertà, l'emarginazione e il tutto in modo a stupendo. Premessa conclusa...eseguo l'ordine.
"Cercò di odiarla ma non ci riuscì. Allora provò a odiare Faccia di Scimmia. Non ci riuscì. Quell'innocente, orfano come lui, non era consapevole. Nell'amore ardente non vi sono colpi; è un dono di Dio."
Un uomo tradito, che nella bontà non riesce a odiare la moglie e l'amante, ma se ne assume la colpa, perso nell'immenso amore...c'è molto di più. Che libro.
Ora non dico a nessuno di farlo, perchè tutti i blogger che conosco mi pare abbiano tutti già aderito. Per cui chiunque voglia può farlo nei commenti, sarebbe bello avere consigli e parlare di chi sa davvero scrivere su questo blog. Un invito a tutti.
giovedì, gennaio 04, 2007
Milano mia, portami via, fa troppo freddo tutto solo e i miei perchè...
“Beato te che vieni da Milano...”
Quante volte mi sono sentito dire questa frase da chi non sa cos’è Milano. 25 anni di Milano mi hanno aiutato a capire cos’è, ma sinceramente non so bene cosa sia. Milano è una ma ha anche mille facce. Città di destra e del LeonKavallo, dove non luoghi tuoi se non li tagli dal cemento.
Città delle Kolonne e dell’Hollywood, dove si predica nel deserto in attesa di un prato in fiore.
Dura la vita a Milano città.
E costa tutto molto caro. Una birra 5 euro, allora cerchi pub che faccian doni di Natale dando birre un pò annacquate a 3 euro e 50, che ti servono per uscire dall’ombra di una giornata passata senza sole. Perchè a Milano non c’è il sole, è grigio e spento o ti fa pezzare fino al culo.
Dura la vita a Milano città.
E tutto è più grande di un paese, anche intorno a te ti costruisci il tuo Mondo. Io ho i miei amici, che son tanti, il bar vicino a casa, un paio di locali da frequentare, la mia squadra, la mia palestra, i miei “piccoli”, in fondo è anche questo un paese, no? Certo ho più scelta, più locali, concerti, SanSiro e tanta, ma tanta gente di merda in più. Tanta spazzatura da rigettare e merda da scaricare.
Dura la vita a Milano città.
E tanta troppa gente intorno a te che schizza veloce, va di qua, va di là. Senza interesse, senza preoccuparsi di chi ha vicino. Pensa alla stazione e quanti destini che si incrociano. In metropolitana sei immerse tra mille persone e sei più solo che nelle tue mutande. Purtroppo è tutto molto vero. A Milano alla domanda: “come va tutto bene?” si risponde “perchè? c’è qualcosa che non va!” in maniera stizzita.
Dura la vita a Milano città.
E troppa gente non ce la fa a pagarsi l’affitto, la simmhental o le scarpe di pezza, perchè tutto è caro. Io con 400 euro al mese e senza spese vivrei appena, ma solo grazie ai miei. A Milano ti viene voglia di andartene via verso città dove i giovani sono valorizzati.
A Milano hai voglia di avere un abbraccio caldo, da innamorati di paese, ma il cinicmo ti uccide. E diventi stronzo.
Milano ti odio. Ma in fondo per odiare bisogna anche amare tanto.
Milano ti odio. Ma in fondo per odiare bisogna anche amare tanto.
A malincuore lo dico...ti amo...
Dura la vita a Milano città.
Dura la vita a Milano città.
Ma domani torna "Jack from London"...forse a voi non frega, ma qualcosa cambierà.
Ps:domani sera non so dove(lo scriverò nei commenti) ma venite a salutare il grande ritorno!!!
mercoledì, gennaio 03, 2007
Simone e G
Sono G. Non sono uomo e neppure donna. Non ho corpo e neppure Dio.
E adesso non ho alcuna voglia di ridere.
Riempio la bocca delle persone, copro lo scempio e giustifico le malefatte.
Alle volte.
Ma sono al Mondo per l’opposto, per regolare la vita e la morte.
La morte, sì…spesso inflitta in nome mio. Io che regolo la vita.
Sono i paradossi dell’uomo.
Quelli che quando mi vogliono morale o religiosa vietano la fine di un incubo a un anima viva in un corpo di stenti e dolore. Che copre e cela le mire arriviste di stronzi in divisa di preti armati del loro ruolo dei potenti.
Spesso gli stessi mi oppongono al mio stesso essere e mi trovo a uccidere per dimostrare che esisto, che c’è democrazia, che siamo in pace. Ma io ho una certa età e di cose ne ho viste. Ho visto venirmi accostate guerre mondiali, deportazioni e genocidi.
Ormai ci faccio poco caso e pochi fanno caso a cosa sono realmente, ormai tutto è Giustizia, tutto quello che fa comodo a noi…a Voi.
Sono Simone e in pochi giorni ho visto analizzare la vita in modo diverso.
In entrambi i casi il tema era il finale, il senso ultimo, la morte.
Ho visto giustiziare un uomo che ha compiuto crimini, un uomo ripagato con la stessa moneta che per anni aveva usato: la violenza bruta.
Un uomo come certi che lo hanno voluto ammazzare e per anni accompagnato nelle sue tragedie.
Ma spesso è facile dare addosso all’untore e sentirsi puliti dopo. Ma una vita ha valore di un’altra vita, mi dicono che di fronte al Signore tutti abbiamo pari valore. La livella diceva Totò.
Già, se solo tutti avessero il punto di vista di un comico, di un clown, nel vedere il Mondo, ci renderemmo conto di ciò che davvero è tragico e di ciò che fa ridere.
Non dico che Saddam fosse santo, lungi da me farlo.
Dico che la democrazia e la pace non nascono da un’impiccagione.
Sono Simone e prima di Natale vedo scoppiare un caso enorme sulla morale di una morte.
Una morte annunciata, una morte voluta. Una spina.
Dieci anni in cui non si è vissuto e si è sofferto coi propri cari.
Ma la morale dei belli fuori è forte. Io nel mio piccolo ho vissuto momenti simili.
Vedere i nonni star male, care persone che non sarebbero più tornate alla vita.
Il mio cinismo mi ha portato a sperare la fine del loro male, del dolore di tutti.
Del non vederli più vivi. Io l’ho sperato perché li amavo.
E’ brutto dirlo, ma lo faccio.
Piangevo nel vederli così, non l’ho fatto al momento dell’addio.
Non so se sia giusta l’eutanasia, non so cosa sia giusto e cosa no.
Sono portato a lottare sempre, non mollare mai.
Ma in certi casi, di fronte a certe cose si deve sentire l’idea dell’interessato e si non intende dei suoi cari. Sono discorsi duri,ma Simone ci teneva a dirle, per l’amore verso i suoi nonni e per queste parole, che in fila tra Rimini e Ancona hanno fatto scendere una lacrima dal suo cuore di merda:
E adesso non ho alcuna voglia di ridere.
Riempio la bocca delle persone, copro lo scempio e giustifico le malefatte.
Alle volte.
Ma sono al Mondo per l’opposto, per regolare la vita e la morte.
La morte, sì…spesso inflitta in nome mio. Io che regolo la vita.
Sono i paradossi dell’uomo.
Quelli che quando mi vogliono morale o religiosa vietano la fine di un incubo a un anima viva in un corpo di stenti e dolore. Che copre e cela le mire arriviste di stronzi in divisa di preti armati del loro ruolo dei potenti.
Spesso gli stessi mi oppongono al mio stesso essere e mi trovo a uccidere per dimostrare che esisto, che c’è democrazia, che siamo in pace. Ma io ho una certa età e di cose ne ho viste. Ho visto venirmi accostate guerre mondiali, deportazioni e genocidi.
Ormai ci faccio poco caso e pochi fanno caso a cosa sono realmente, ormai tutto è Giustizia, tutto quello che fa comodo a noi…a Voi.
Sono Simone e in pochi giorni ho visto analizzare la vita in modo diverso.
In entrambi i casi il tema era il finale, il senso ultimo, la morte.
Ho visto giustiziare un uomo che ha compiuto crimini, un uomo ripagato con la stessa moneta che per anni aveva usato: la violenza bruta.
Un uomo come certi che lo hanno voluto ammazzare e per anni accompagnato nelle sue tragedie.
Ma spesso è facile dare addosso all’untore e sentirsi puliti dopo. Ma una vita ha valore di un’altra vita, mi dicono che di fronte al Signore tutti abbiamo pari valore. La livella diceva Totò.
Già, se solo tutti avessero il punto di vista di un comico, di un clown, nel vedere il Mondo, ci renderemmo conto di ciò che davvero è tragico e di ciò che fa ridere.
Non dico che Saddam fosse santo, lungi da me farlo.
Dico che la democrazia e la pace non nascono da un’impiccagione.
Sono Simone e prima di Natale vedo scoppiare un caso enorme sulla morale di una morte.
Una morte annunciata, una morte voluta. Una spina.
Dieci anni in cui non si è vissuto e si è sofferto coi propri cari.
Ma la morale dei belli fuori è forte. Io nel mio piccolo ho vissuto momenti simili.
Vedere i nonni star male, care persone che non sarebbero più tornate alla vita.
Il mio cinismo mi ha portato a sperare la fine del loro male, del dolore di tutti.
Del non vederli più vivi. Io l’ho sperato perché li amavo.
E’ brutto dirlo, ma lo faccio.
Piangevo nel vederli così, non l’ho fatto al momento dell’addio.
Non so se sia giusta l’eutanasia, non so cosa sia giusto e cosa no.
Sono portato a lottare sempre, non mollare mai.
Ma in certi casi, di fronte a certe cose si deve sentire l’idea dell’interessato e si non intende dei suoi cari. Sono discorsi duri,ma Simone ci teneva a dirle, per l’amore verso i suoi nonni e per queste parole, che in fila tra Rimini e Ancona hanno fatto scendere una lacrima dal suo cuore di merda:
“Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa”Piergiorgio Welby
lunedì, gennaio 01, 2007
non lo so, NON LO SO
non lo so, non lo so, cosa mi devo aspettare
non lo so, non lo so, cosa mi devo meritare
sono qui tutto sporco dal giorno di festa
occhio spento testa piena e nulla mi resta
non lo so, non lo so ma ho voglia di cantare
fuori è brutto tutto grigio ma mi va di cantare
una donna un bel lavoro non credo di meritare
la mia strada, quella strada, porta solo a stare bene
sono qui tutto fiero stanco ma sempre contento
era piazza era piena, quanta gente ho abbracciato
era Roma era eterna, quanto alcol viaggiava
tra bottiglie abbracci e mani, amici vicini e lontani
non lo so sono qua e mi va di cantare
anno nuovo vita vecchia e io me la tengo stretta
domattina mi alzo presto, devo andare a lavorare
la mia strada non la so
per solo 400 euro al mese
puzzo di vino, ho male ai piedi, ma fanculo a quei cenoni
avevo Roma ed era mia, per i miei sogni e i miei amori
era lì, la città eterna, mentre qui fa troppo freddo
tutto è grigio tutto triste
non mi importa, non lo so, io son contento dentro
non lo so, non lo so cosa mi meriterò
non lo so, non lo so, ma davvero non mi importa
la mia strada, questa strada, non prevede previsioni
previo avviso farò i tarocchi per sapere dei miei amori
sono qua che scrivo zitto e guardo il monitor perplesso
non lo so, non lo so perchè ma son troppo contento
ora mi spoglio, non mi lavo, di mangiare non ho voglia
dormo, sogno e resto lì e stasera tiro tardi
lo farò col cuore bello, sì lo so sono contento e non lo so
non lo so, non ho motivo ma lo sono
sono qua a scrivere
potrei andare avanti ore e lo faccio
solo per me, senza niente da insegnare
ora però devo andare inizio l'anno a cagare
non lo so, non lo so, cosa mi devo meritare
sono qui tutto sporco dal giorno di festa
occhio spento testa piena e nulla mi resta
non lo so, non lo so ma ho voglia di cantare
fuori è brutto tutto grigio ma mi va di cantare
una donna un bel lavoro non credo di meritare
la mia strada, quella strada, porta solo a stare bene
sono qui tutto fiero stanco ma sempre contento
era piazza era piena, quanta gente ho abbracciato
era Roma era eterna, quanto alcol viaggiava
tra bottiglie abbracci e mani, amici vicini e lontani
non lo so sono qua e mi va di cantare
anno nuovo vita vecchia e io me la tengo stretta
domattina mi alzo presto, devo andare a lavorare
la mia strada non la so
per solo 400 euro al mese
puzzo di vino, ho male ai piedi, ma fanculo a quei cenoni
avevo Roma ed era mia, per i miei sogni e i miei amori
era lì, la città eterna, mentre qui fa troppo freddo
tutto è grigio tutto triste
non mi importa, non lo so, io son contento dentro
non lo so, non lo so cosa mi meriterò
non lo so, non lo so, ma davvero non mi importa
la mia strada, questa strada, non prevede previsioni
previo avviso farò i tarocchi per sapere dei miei amori
sono qua che scrivo zitto e guardo il monitor perplesso
non lo so, non lo so perchè ma son troppo contento
ora mi spoglio, non mi lavo, di mangiare non ho voglia
dormo, sogno e resto lì e stasera tiro tardi
lo farò col cuore bello, sì lo so sono contento e non lo so
non lo so, non ho motivo ma lo sono
sono qua a scrivere
potrei andare avanti ore e lo faccio
solo per me, senza niente da insegnare
ora però devo andare inizio l'anno a cagare
domenica, dicembre 31, 2006
...30 notte...
E parte per chissà quale meta...e se ne va già
pelle sbiancante...
E sento dentro tante mie emozioni, risordi di
vacanze e sogni...
ma sono solo un povero ME
sognatore e affabulatore insonne.....
pervaso dall'idea di una giustizia
casigato poi da donna errante
che resta fermo con la sua corazza
coglione che al vento dà...colpi di spada
vedere un treno che lontano va, con un sogno in scia...
o eran mostri...
il mio volermi bene sempre è
cattiveria pura ma...resta esperienza
resto certo non sia facile però...
è la mia vita...
tante bottiglie a cena bastano
a malapena per...
sentirmi vuoto...
persone e amore vero ad amici che...
non colmano vuoti di discorsi sui miei perchè...
fantasie che poi non son risorte...
Dopo una cena con amici che non finiva più...
alcol e gioia
mi resta semplice dire che tu
forse in altro vita e altro perchè, saresti Lei
ma l'alcol confonde...
mi rest la mia vita e la testa e...
la mia gente che...in fondo amo...
pelle sbiancante...
E sento dentro tante mie emozioni, risordi di
vacanze e sogni...
ma sono solo un povero ME
sognatore e affabulatore insonne.....
pervaso dall'idea di una giustizia
casigato poi da donna errante
che resta fermo con la sua corazza
coglione che al vento dà...colpi di spada
vedere un treno che lontano va, con un sogno in scia...
o eran mostri...
il mio volermi bene sempre è
cattiveria pura ma...resta esperienza
resto certo non sia facile però...
è la mia vita...
tante bottiglie a cena bastano
a malapena per...
sentirmi vuoto...
persone e amore vero ad amici che...
non colmano vuoti di discorsi sui miei perchè...
fantasie che poi non son risorte...
Dopo una cena con amici che non finiva più...
alcol e gioia
mi resta semplice dire che tu
forse in altro vita e altro perchè, saresti Lei
ma l'alcol confonde...
mi rest la mia vita e la testa e...
la mia gente che...in fondo amo...
sabato, dicembre 30, 2006
!!!Buon Anno!!!
Sarà dura fare un sunto di ciò che è stato il 2006.
Almeno per me. Ho vissuto tutto l'anno, senza paure forse qualche remora.
Ma ho vissuto tutto l'anno e non è facile.
Mi son lasciato fantasmi alle spalle, rigettandoli nel vecchio anno, quel
2005 che a tratti mi aveva illuso di poter essere importante.
Ma l'avevo detto...il 2006 avrebbe spaccato e così è stato.
E' stato l'anno in cui mi sono laureato e almeno i miei li ho fatti felici.
E' stato l'anno in cui sono cresciuto di più e che forse mi lancerà nella vita.
Ho vissuto emozioni enormi, immense e capito alcune cose.
Ho "vinto" il campionato con la mia squadra, il Muggiano, ma ancor di più
con amici che anche ora che siamo penultimi, sento di amare sempre più (forse sto diventando ricchione...).
Ho vinto i Mondiali e quella sera ancora non la capisco, non la ricordo....non...troppo, troppo anche per chi vive sui sogni, sulle piccole emozioni.
Ho visto sposarsi vecchi amici e ho capito che altri non cresceranno mai, insieme a me.
Ho visto i Rolling Stone e dico solo questo.
E' stato un anno lungo e intenso...ho conosciuto persone fantastiche, ho imparato ad amare e non solo ad odiare il blog, ho conosciuto storie e alcune le ho fatte mie.
Spero di esserci stato sempre nel momento in cui altri avevano bisogno, altri ci sono stati quando io ne avevo...
E' stato Messico.
Ma adesso basta pensare al passato, è stato un bel 2006, ma il 2007 sarà migliore.
Avrò tanto da fare, esperienze da vivere, una testa da mettere a postoe altro ancora.
Una salvezza da centrare.
Uno scudetto che sembra materializzarsi e sarà peggio del 9 luglio.
Sarà... e solo perchè sarà...già mi piace.
Buon anno a tutti quelli che leggono e leggo.
A chi conosco e voglio bene.
A chi conosco e cui voglio un pò meno bene.
A chi non vuole mollare quest'anno...
...a chi affoga nelle sue paure...
...a chi le affoga nell'alcol...
a chi soffre per una donna o un uomo...
...a chi ama...
...a chi ha la corazza
a chi sarà a Roma con me...
...a chi vorrebbe esserci...
...a chi non ci sarà
...............insomma buon anno a tutti, il 2007 sarà ancora meglio.................
Almeno per me. Ho vissuto tutto l'anno, senza paure forse qualche remora.
Ma ho vissuto tutto l'anno e non è facile.
Mi son lasciato fantasmi alle spalle, rigettandoli nel vecchio anno, quel
2005 che a tratti mi aveva illuso di poter essere importante.
Ma l'avevo detto...il 2006 avrebbe spaccato e così è stato.
E' stato l'anno in cui mi sono laureato e almeno i miei li ho fatti felici.
E' stato l'anno in cui sono cresciuto di più e che forse mi lancerà nella vita.
Ho vissuto emozioni enormi, immense e capito alcune cose.
Ho "vinto" il campionato con la mia squadra, il Muggiano, ma ancor di più
con amici che anche ora che siamo penultimi, sento di amare sempre più (forse sto diventando ricchione...).
Ho vinto i Mondiali e quella sera ancora non la capisco, non la ricordo....non...troppo, troppo anche per chi vive sui sogni, sulle piccole emozioni.
Ho visto sposarsi vecchi amici e ho capito che altri non cresceranno mai, insieme a me.
Ho visto i Rolling Stone e dico solo questo.
E' stato un anno lungo e intenso...ho conosciuto persone fantastiche, ho imparato ad amare e non solo ad odiare il blog, ho conosciuto storie e alcune le ho fatte mie.
Spero di esserci stato sempre nel momento in cui altri avevano bisogno, altri ci sono stati quando io ne avevo...
E' stato Messico.
Ma adesso basta pensare al passato, è stato un bel 2006, ma il 2007 sarà migliore.
Avrò tanto da fare, esperienze da vivere, una testa da mettere a postoe altro ancora.
Una salvezza da centrare.
Uno scudetto che sembra materializzarsi e sarà peggio del 9 luglio.
Sarà... e solo perchè sarà...già mi piace.
Buon anno a tutti quelli che leggono e leggo.
A chi conosco e voglio bene.
A chi conosco e cui voglio un pò meno bene.
A chi non vuole mollare quest'anno...
...a chi affoga nelle sue paure...
...a chi le affoga nell'alcol...
a chi soffre per una donna o un uomo...
...a chi ama...
...a chi ha la corazza
a chi sarà a Roma con me...
...a chi vorrebbe esserci...
...a chi non ci sarà
...............insomma buon anno a tutti, il 2007 sarà ancora meglio.................
martedì, dicembre 26, 2006
Il MIO natale pagano
Un anno che non passavo 48 ore a "casa". Dallo scorso anno.
Abito sempre qui da me, non ho cambiato mai, ma proprio perchè abito da me, è da qui che vengo. E l'uomo ha sempre bisogno delle proprie radici. Può andare per il mondo, tornare a casa sempre vivo o sempre PIU' vivo. Ma ci saranno sempre momenti, giorni, attimi, in cui servono i ricordi, l'aria di casa e gli stronzi pranzi con parenti e amici.
Nell'ultimo anno non ero mai stato tanto a "casa". Un giorno per un funerale. Un altro per matrimonio. Paradossi, la vita e la morte, tutte persone care e amici che avranno futuro.
Anche per questo mi piace "casa".
Così invece di parenti e pranzi ho basato tutti sugli amici.
Perchè ci si vede una volta l'anno e dobbiamo dimostrare che si beve come a 15 anni.
Con Carlo e Andrea per motivi vari potevo stare solo 1 ora e un quarto.
Arriva anche Ruspa...cazzo pesante...manca solo Urbino...
una birra per attendere le decisioni e poi...sbam sbam sbam...
2 negroni e due spritz in un'ora e silenzio perchè a parlare sono i soliti ricordi e gli scherzi.
Quei tre mesi estivi moltiplicati per 10 anni fanno tanto tempo. Troppo.
Andarsene è come vedersi...sappiamo che passeranno mesi prima di un prossimo incontro, ma è come se ci dovessimo vedere dopo poche ore.
"Ciao, stammi bene, ricordati di passarmi a trovare..."
Già...uno studente fuoricorso a Bologna, l'altro militare in carriera a Trento, uno operaio a Treja e io...io...
La sera, perchè c'è sempre una sera dopo un aperitivo finito alle 8 e mezza...
La sera torno a "casa" e sento Matteo.
"Stasera sono tuo"...gli scrivo
"Bene. Mettiti una camicia che ti porto a ballare"
"Dove cazzo mi porti a ballare alla vigilia di Natale? in Chiesa?"
"Qui non è come Milano...fidati"
Morale, esco bello come il sole e vado al bar. La testa gira, ma il modo migliore è berci sopra.
Matteo mi offre un Vodka Orange. Beviamo, raddoppiamo e poi non ricordo.
Nessuno sa che fare. Discoteche ovviamente chiuse e solita battuta.
"Annamo a puttane"...dialetto
Io so com'è Matteo, scherza sempre. Quest'anno diceva di trasferirsi a Londra, è ancora lì col sussidio di disoccupazione. Diceva di odiare i bambini(quando avevamo 8 anni....) e l'estate dopo mi ha costretto a giocare davanti casa sua per proteggere la sorella appena nata dai nemici...
insomma, è bello, non credevo fosse un puttaniere...
Altra morale...dopo avermi fatto stare due ore al bar a vedere ubriachi che giocavano a carte, alle 2e30 mi porta, insieme ad amici, al Night Club...
Esperienza da altri tempi. Niente ingresso. Bevo gratis...il bello di girare con abituè.
Nonostante sia riuscito a evitare tentazioni, giusto perchè non mi piaceva l'ambiente, mi sono fatto grandi risate vedendo gli avventori. Eran molto messi male, anche se poi non so chi sia messo male e chi no.
Il fatto è che io a Natale ero in un Night Club...
Anche per questo mi piace "casa" mia.
Abito sempre allo stesso posto, stesso numero e domicilio.
Ma anche questa è casa mia.
Abito sempre qui da me, non ho cambiato mai, ma proprio perchè abito da me, è da qui che vengo. E l'uomo ha sempre bisogno delle proprie radici. Può andare per il mondo, tornare a casa sempre vivo o sempre PIU' vivo. Ma ci saranno sempre momenti, giorni, attimi, in cui servono i ricordi, l'aria di casa e gli stronzi pranzi con parenti e amici.
Nell'ultimo anno non ero mai stato tanto a "casa". Un giorno per un funerale. Un altro per matrimonio. Paradossi, la vita e la morte, tutte persone care e amici che avranno futuro.
Anche per questo mi piace "casa".
Così invece di parenti e pranzi ho basato tutti sugli amici.
Perchè ci si vede una volta l'anno e dobbiamo dimostrare che si beve come a 15 anni.
Con Carlo e Andrea per motivi vari potevo stare solo 1 ora e un quarto.
Arriva anche Ruspa...cazzo pesante...manca solo Urbino...
una birra per attendere le decisioni e poi...sbam sbam sbam...
2 negroni e due spritz in un'ora e silenzio perchè a parlare sono i soliti ricordi e gli scherzi.
Quei tre mesi estivi moltiplicati per 10 anni fanno tanto tempo. Troppo.
Andarsene è come vedersi...sappiamo che passeranno mesi prima di un prossimo incontro, ma è come se ci dovessimo vedere dopo poche ore.
"Ciao, stammi bene, ricordati di passarmi a trovare..."
Già...uno studente fuoricorso a Bologna, l'altro militare in carriera a Trento, uno operaio a Treja e io...io...
La sera, perchè c'è sempre una sera dopo un aperitivo finito alle 8 e mezza...
La sera torno a "casa" e sento Matteo.
"Stasera sono tuo"...gli scrivo
"Bene. Mettiti una camicia che ti porto a ballare"
"Dove cazzo mi porti a ballare alla vigilia di Natale? in Chiesa?"
"Qui non è come Milano...fidati"
Morale, esco bello come il sole e vado al bar. La testa gira, ma il modo migliore è berci sopra.
Matteo mi offre un Vodka Orange. Beviamo, raddoppiamo e poi non ricordo.
Nessuno sa che fare. Discoteche ovviamente chiuse e solita battuta.
"Annamo a puttane"...dialetto
Io so com'è Matteo, scherza sempre. Quest'anno diceva di trasferirsi a Londra, è ancora lì col sussidio di disoccupazione. Diceva di odiare i bambini(quando avevamo 8 anni....) e l'estate dopo mi ha costretto a giocare davanti casa sua per proteggere la sorella appena nata dai nemici...
insomma, è bello, non credevo fosse un puttaniere...
Altra morale...dopo avermi fatto stare due ore al bar a vedere ubriachi che giocavano a carte, alle 2e30 mi porta, insieme ad amici, al Night Club...
Esperienza da altri tempi. Niente ingresso. Bevo gratis...il bello di girare con abituè.
Nonostante sia riuscito a evitare tentazioni, giusto perchè non mi piaceva l'ambiente, mi sono fatto grandi risate vedendo gli avventori. Eran molto messi male, anche se poi non so chi sia messo male e chi no.
Il fatto è che io a Natale ero in un Night Club...
Anche per questo mi piace "casa" mia.
Abito sempre allo stesso posto, stesso numero e domicilio.
Ma anche questa è casa mia.
venerdì, dicembre 22, 2006
Dipende
Dipende dal caso e alle volte dipende e basta.
Certo non sempre dipende da te, a volte sei di peso da altri.
Ma spesso sei di peso per altri.
L'aveva detto anche quel cantante che tutto dipende e certo ha detto una cazzo di cosa profonda. Semplice ma comunque vera.
Perchè poi ciò che ti sembra normale per altri non lo è.
Adoro i folli, i matti, i fuori di testa...ma il loro mondo è diverso dal mio, forse più bello.
Scrivo cazzate da sinistra verso destra, ma da qualche parte c'è chi lo fa al contrario. Oppure sono io a farlo al contrario? vedi...punti di vista.
Poi potremmo parlare ore se un albero caduto senza che nessuno l'abbia visto sia caduto davvero. Ma potremmo anche evitare visto che non mi frega un cazzo.
Non dell'albero, del resto. Insomma è un esempio.
Però ogni cosa dipende da un'altra cosa, che dipende...
anche quando ti pende, dipende dal fatto che non te la dia, altrimenti sarebbe retto. Forse.
anche la spada che ti pende sulla testa ogni volta che sei a un bivio e tutto dipende dalla scelta che farai. Io ho sempre la sensazione di sbagliare, ma dipende da come vanno le cose dopo. A volte la scelta sbagliata al momento non è detto che lo sia per futuro, ma cazzo...dipende...
Insomma "dipende da che dipende...da che punto guardi il mondo tutto dipende"
Bastava dire questo, invece che tutte queste inutili parole.
Ma forse dipende...
Auguri....di cuore e di panza da tutta la redazione del kRepa'SKoRnEr
Certo non sempre dipende da te, a volte sei di peso da altri.
Ma spesso sei di peso per altri.
L'aveva detto anche quel cantante che tutto dipende e certo ha detto una cazzo di cosa profonda. Semplice ma comunque vera.
Perchè poi ciò che ti sembra normale per altri non lo è.
Adoro i folli, i matti, i fuori di testa...ma il loro mondo è diverso dal mio, forse più bello.
Scrivo cazzate da sinistra verso destra, ma da qualche parte c'è chi lo fa al contrario. Oppure sono io a farlo al contrario? vedi...punti di vista.
Poi potremmo parlare ore se un albero caduto senza che nessuno l'abbia visto sia caduto davvero. Ma potremmo anche evitare visto che non mi frega un cazzo.
Non dell'albero, del resto. Insomma è un esempio.
Però ogni cosa dipende da un'altra cosa, che dipende...
anche quando ti pende, dipende dal fatto che non te la dia, altrimenti sarebbe retto. Forse.
anche la spada che ti pende sulla testa ogni volta che sei a un bivio e tutto dipende dalla scelta che farai. Io ho sempre la sensazione di sbagliare, ma dipende da come vanno le cose dopo. A volte la scelta sbagliata al momento non è detto che lo sia per futuro, ma cazzo...dipende...
Insomma "dipende da che dipende...da che punto guardi il mondo tutto dipende"
Bastava dire questo, invece che tutte queste inutili parole.
Ma forse dipende...
Auguri....di cuore e di panza da tutta la redazione del kRepa'SKoRnEr
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