Penso che mai sia riuscito a vedere più in là di quel chilometro di mare, il buio si inghiottiva ogni piccola luce, quelle lontane dei pescherecci, che tracciavano percorsi strazianti inseguendo chissà cosa e quelle vicine dei locali, fisse e immobili, quasi vuote.
Ma noi le seguivamo tutte, ancorati a terra da due o tre birre di troppo, prima di vedere quanto la notte sarebbe resistita alle nostre ansie da godimento.
Quanto eravamo belli dentro quelle pelli scure, le facce raggianti e i corpi robusti. Non ci sarebbero stati inverni da passare al caldo o lunghi istanti ad attendere che qualcuno si affacciasse dalla finestra del nostro cuore.
Sempre fermi da qualche parte, in un luogo che può esser solo periferia, abbiamo visto quegli orizzonti dai punti più disparati della terra, chè basta una luna e forse due stelle per ridarti quella scia. Non arriveremo mai alla capanna col bue o l'asinello, ma forse è meglio così, perchè anche lì non ci farebbero entrare. Però potremmo arrivare al prossimo bar, quello in cui parlando ci scopriremmo sempre più simili, quello dove pisceremo fuori tutto il nostro sapere perchè avremo sempre più sete. Sete di sapere, sete di conoscere, sete di...sì, di quella cosa che nessuno accosterebbe a noi perchè troppo pulita, troppo candida. Pura. Troppo diversa dal sapore salmastro che abbiamo addosso.
Ma finchè una luna e forse un paio di stelle saranno in alto a farci l'occhiolino, nessuno potrà tenerci lontano dai nostri discorsi, i nostri sorrisi, le nostre lacrime.
Anche quando alzando gli occhi il buio avrà coperto tutto, da qualsiasi spiaggia, vedremo sempre la stessa cosa. La stessa identica cosa.
Finchè sarà così, niente ci prenderà per sempre con sè. Neppure la morte...staremo già pisciando fuori tutto, al bar successivo. Avremo già sete di nuova vita.
KREPA'S KORNER
