L'angolo adatto per nani, ballerine, cantanti, troie, alcolizzati e illusi. Ovviamente qui nulla è serio...se sei dei nostri...benvenuto, entra pure

mercoledì, gennaio 17, 2007

Un giorno qualunque

Devo cambiare la sveglia delle 6 sul mio cellulare.
Ecco uno degli obiettivi per il mio 2007, che ormai ha perso quel senso di novità e sembra un anno come gli altri. Ma forse perchè lo è.
Quando approderò nel nuovo nel nuovo nido, metterò la sveglia collegata allo stero e sceglierò, a seconda dei giorni “Una giornata senza pretese” o “Che coss’è l’amor”, entrambe di Capossela ed entrambe mie, adesso.
Il perchè le senta mie, ora, è facilmente comprensibile se conosceste le canzoni. Oltre alle mie vicende. Troppo confuso per capirle io stesso.
Di certo non è sbocciato l’amore con la finanza, mondo che sento sempre più lontano da me, anche se mi trovo bene nel ruolo che dovrò presto abbandonare.
Già i ruoli. Come si parlava ieri con Malla, davanti a quella birra e quelle polpette turche (non bulgare mi raccomando) al kebabbaro di fiducia, lì sulla tangenziale.
Perchè in fondo è sempre tutta una questione di ruoli, di rispetto, di impegno. Sangue e sudore. Ma anche qualche altro liquido corporeo.
Ma quello non basta mai, perchè se è vero che c’è chi dice di fare sempre e solo l’amore, c’è anche chi spesso prova a cercarlo, riducendosi a continuare nel suo sensatissimo nulla, cioè nel continuare a cercare affetto a tempo, che come l’affettato, prima o poi scade.
Ci vorrebbe un...ma anche una...insomma un paio di...
Credo che così starei meglio, ma in fondo sto bene.

E’ solo quella cazzo di sveglia che non mi attira l’attenzione e vorrei tanto girarmi dall’altro lato e continuare a dormire invece di farmi inghiottire da una città che non mi digerisce, uscendo nel buio dell’alba che fa tremare anche i mezzi pubblici, cercando il caldo nella metropolitana, ridendo delle cose più insensate e vedendo più gente possibile, andando a dormire tardi.
Solo così posso stare meno tempo possibile con me stesso.

lunedì, gennaio 15, 2007

Le 5 cose che non sapete di me

Mi hanno incastrato...e ad un invito di una pulzella (come dissi già l'altra volta) non posso dir di no. Anche se confesso di non aver molta voglia di questo post. Non per snobbismo o chissà che altro, ma non saprei che dire. Però ci provo...per cui, anche se a molti non fotterà nulla...ecco 5 cose non interessanti che non sapete di me. Si comincia...

1.a sei anni andavo a scuola con le foto delle ragazze nude che trovavo sui giornali e le davo ai miei amici dicendo che erano mie cugine, zie, insomma parenti a caso...ora mi viene da dire solo "magari...". Però che cultura alle elementari...

2.una volta mentre i miei erano via ho fatto una cena con due amici. Avremmo avuto 18 anni, insomma ero davvero piccolo, però più maturo di ora, ma questo è un altro discorso. Insomma, facciamo questa cena e l'alcol scorre a fiumi, perchè eravamo solo tre, ma nei progetti dovevamo essere 6. Poi la tabella prevedeva il "Raimbow Club", per pogare sino all'alba. Il fatto è che giunti al locale, dopo birre, vino, vino di merda al metanolo e vodka alla menta, io non stavo in piedi. Mi han riportato a casa e io dopo un quarto d'ora ho sboccato l'anima in tutto il corridoio. Era un mare di vomito...e il giorno dopo...il giorno dopo...mamma mia, che ricordi...

3.quando sono a casa da solo ho paura del buio. Per lo meno sino a poco tempo fa era così, ma mi dava fastidio, non volevo dormire da solo. Certo poi lo facevo (cioè dormivo), anche perchè con me non vuole dormire nessuno, soprattutto nessuna fanciulla...però era così...caspita!

4.odio i piccioni, non mi piacciono gli uccelli in generale. Ma i piccioni non li posso vedere. Non li sopporto mi fanno troppo schifo.

5.non so mai cosa dire quando devo parlare di me, soprattutto di queste cose. Poi di tutto quello che ho fatto ultimamente sapete tutto, chiaramente quasi tutto ma se non ve l'ho dettonel blog, vuol dire che "sono solo fatti miei".

Lo so, non è interessante, ma che ci posso fare, non mi veniva altro...ora passerò ad altre 5 il compito. Già ma a chi...
WhiteDog...perchè so che anche lui odia queste cose
Mapy...perchè ha riaperto il blog
JhonnyDurelli...perchè ha sostituito Marghe
Fra...perchè non so perchè
Viola...perchè mi va
Ho scelto a caso...per cui tutti gli altri che hanno voglia lo facciano pure, sono curioso...anche nei commenti

domenica, gennaio 14, 2007

@Krepa's Tower


Non saprei che altro aggiungere, ispirazioni particolari non ne ho. Devo andare a fare l'aperitivo, per cui vi lascio solo le immagini, in attesa di trovare ispirazione e voglia, pensando meno a ciò che ho in cuore e in testa in questi giorni, tra le poche certezze che ho e i mille dubbi. Ma sono pur sempre dei bei pensieri. Magari di questi dubbi o certezze farò qualcosa di concreto. Qualcuno la chiama la ricerca della felicità...forse qualche scrittore o regista o attore...ma ha ragione.

venerdì, gennaio 12, 2007

Krepa Social Club

Ventata di bontà nel mio fine settimana lavorativo perchè c’è bisogno d’amore soprattutto dopo il cinismo che ogni Natale mi lascia dentro. Anche se quest’anno devo dire di essere stato più smielato del solito, più natalizio insomma. Infatti ho concentrato tutte le mie attenzioni irose nei confronti del virus del BabboNatale arrampicante. Ma non mi dilungo in questo.

La questione quale? avrete notato tutti il banner di B4= ovvero bloggerforequity. I baldi giovani del sito, vedendo il mio interesse, mi han detto se avrei potuto fargli un pò di pubblicità e siccome non mi costa un cazzo e in fondo mi fa piacere...lo faccio.
Insomma fatelo anche voi amici blogger di ogni colore e ceto sociale, vicini e lontani, donne maschietti gay o transessuali. Laici cattolici ebrei o musulmani, amanti dello sport o juventini, insomma spero di avervi inclusi tutti.
Aggiungete il banner. Con tutte le cagate che ci sono ai lati dei vostri blog, questa sarebbe onorevole (...dai scherzo...).

Piccola nota nera a margine di un post colorato, almeno nel sentimento.
Sono contro la pena di morte. Per tutto. Tranne per una cosa.
Giù le mani dai bambini, in questo sono vicino addirittura ai peggiori malavitosi.
In questo non ho pietà, non vedo commiserazione, non trovo scuse.
Pena di morte per i pedofili e per chi li uccide.
Giù le mani dai bambini.
Uccidere è già cosa deprecabile, farlo per motivi futili ancora di più, ma un bambino...
non mi viene neppure da vomitare, vi ammazzerei e basta.

mercoledì, gennaio 10, 2007

Aggiungi un post al blog: Ca

Una nuova rubrica, anzi la prima. Apro settimanalmente il blog ad un amico o amica che non ne ha uno. Persone interessanti che hanno cose più o meno interessanti da dire, ma sempre meglio delle mie stronzate. La sigla è quella di "Aggiungi un posto a tavola", ma cambian le parole. Ovviamente non metto becco su scelte e argomenti.
Bene, esco di scena e buona lettura...

Gli uomini vengono da Marte, le donne vengono da Venere.
E’ il titolo di un libro che nel mio ufficio pare abbiano letto tutte, scritto da un americano e basato sulle differenze che contraddistinguono i due modi di vedere e di pensare delle rispettive categorie di appartenenza, presumibilmente diverse in ogni minima sfaccettatura.
Chi mi conosce sa che ritengo che queste siano cazzate, che non si possa generalizzare, e che dovendo scegliere in base alle affinità probabilmente mi inserirei nella categoria degli uomini.
Però. Però è capitato che ultimamente io stia leggermente cambiando idea su alcune cose. Una volta mi è capitato di incontrare e perdermi per una persona che:

1. mi identificava come persona speciale e meravigliosa, il genere di tipa che non ti fa mai paranoie per niente, che ti rende la vita facile e magica;
2. mi seduceva con dolci parole e lunghi giri di frasi, circuendomi con poesie e lenti colorate rosa;
3. mi ha portata a letto (anzi, “a fare l’amore”) dopo una nottata passata a guardare le stelle riflesse sull’acqua di un lago….e dopo tutto ciò…..;
4.…non si è fatto più sentire.

Ora, non è che io sia particolarmente complicata come persona, lo giuro, non è solo una posa. Però mi è difficile comprendere come alcuni uomini possano sprecare fiumi e fiumi di parole, decine di mail, e tutto sommato un sacco di tempo per qualcosa che, guarda caso, avrebbero avuto anche senza tutte queste grosse ansie.
Una delle persone che più ho stimato nella mia vita, malgrado si trattasse di un gran figlio di buona madre, è un ragazzo che con la sua schiettezza mi ha reso la vita molto meno incasinata. Il suo approccio era molto semplice: “io non sono innamorato di te e non lo sarò mai, però con te mi diverto, quindi se ti va andiamo a letto insieme, ma niente paranoie, né chiamate, né smancerie.” Tre mesi fantastici e senza complicazioni.
Ma chi ve l’ha detto che le donne preferiscono “Ti amo” a “Dammela e zitta”???
Che poi non si limita tutto al rapporto uomo-donna. Anche i rapporti fra persone dello stesso sesso non sono poi cosi diversi (leggi: meno complicati). Anche li, c’è chi affronta tutto con leggerezza e trasparenza, e chi invece non si sente pronto e tergiversa. C’è chi mente e fugge, e chi spera e resta ad aspettare. Secondo il libro che ho menzionato all’inizio, queste relazioni dovrebbero invece essere molo più semplici, proprio perché fra “marziani” o “venusiane” ci si dovrebbe capire.Ma per tornare alla mia situazione personale… ammetto di non aver preso in considerazione il fatto di essere una chiavica a letto e che questo possa essere il motivo dell’improvvisa volatilizzazione del mio “buon amico”. E se non l’ho preso in considerazione è solo perché SO che, modestamente parlando,…..hehehe, scherzi a parte: se solo smettessimo di prenderci per il culo e dicessimo una buona volta quello che veramente pensiamo, piuttosto che quello che l’altra persona vorrebbe (a nostra opinione) sentirsi dire, allora forse non verremmo più da due pianeti diversi, ma vivremmo entrambi, uomini e donne (uomini e uomini, donne e donne) in un meraviglioso, unico pianeta chiamato Terra. Un pianeta dove le persone trovano ciò che cercano, a prescindere dal fatto che coincida o meno con l’opinione socialmente accettata di ciò che è o non è giusto e approvabile. Un pianeta con i suoi innamoramenti, ma anche con le scopate di una notte, che non avranno il merito di farti camminare a dieci centimetri da terra, ma non importa, quello spetta ad altre storie, ad altre persone. Nel frattempo, tanto vale passare una serata piacevole con qualcuno che non andrà bene per la vita, ma per una notte si cazzo.

lunedì, gennaio 08, 2007

Ieri. L'altro ieri. Insomma sempre al passato.

Ieri o forse prima. L'altroieri, non oggi. E' tornato Jack e una sicurezza è tornata. Ora sarà dura andare a letto presto la sera.

Ieri, molto più probabilmente l'altro ieri. Forse venerdì. Tornavo a casa dal lavoro e sulla metropolitana, fermata Sant'Agonistino sento un bambino che mi saluta. Io stavo leggendo, ero preso dalla cosa e non gli presto molta attenzione. Lui alla domanda della sciura che lo accompagnava dice "era il mio allenatore". Io lo guardo e ricordo. Quel bimbo mi ha fatto passare uno dei quarti d'ora pù freddi della mia vita. Consegnandoli una lettera una sera, io e un amico, gli dicemmo di darla alla mamma. Lui con la tranquillità di un vecchio esperto ci disse, continuando a fare la borsa "La mamma non c'è...non viene...è morta quando ero piccolino". Il sangue si congelò nelle vene mie e di P. Due adulti che rimasero lì, come imbecilli. Povero L., ho rivisto quella scena in due secondi.

L'altro ieri, ma molto probabilmente sabato ho visto la mostra di Chagall e Mirò. Bella ricca e interessante. Il problema è che prima di andare, per un'ora e mezza non ho visto nulla dall'occhio sinistro. Tutto era appannato, tutto non era nulla. Poi è passato, ma è un chiaro segnale che me ne sto andando. Vi lascerò presto, ma tranquilli, prima mi dovrò divertire ancora un pò e lasciare qualche altra testimonianza.

Oggi, ma tra poco sarà ieri. Ho fatto forse la mia solita cazzata, ma sono stato sincero. Ho espresso solo sentimenti e forse spesso è sbagliato. Qualunque siano le decisioni e i risvolti futuri, un grosso abbraccio e la speranza di non perderTi.

Un post su Ieri. Su cose accadute, fatte e ormai passate. Non si torna sul passato, i ricordi servono solo a far crescere l'albero della nostalgia, che ha per foglie le foto e per frutti i resti del nostro passato. Ieri è ormai andato e tornare indietro, pensare al potevo fare...avrei potuto dire...non serve a un cazzo.

Domani, forse, cercherò di essere un uomo migliore.

domenica, gennaio 07, 2007

La catena

Prendo la catena in mano...dopo qualche tempo dall'invito.
No, non ti preoccupare, non devo picchiare nessuno.
Sono molto peace&love.
La catena è un gioco (posso definirlo tale?!?) per diffondere un pò i propri gusti letterari.
Dunque in primis ringrazio l'amico whitedog per l'invito, poi in secundis spiego la questione.

1. Prendere il libro più vicino.
2. Sfogliare sino a pagina 123.
3. Contare le prime 5 frasi della pagina.
4. Riportare nel blog le 5 frasi seguenti.
5. Suggerire il gioco ad altri 3.

Il libro è "Quando Teresa si arrabbiò con Dio", di Alejandro Jodorowsky.
Non sto a dire che è un capolavoro, perchè non sono all'altezza neppure di dire se il retro del cartone del latte sia ben scritto. Però descrive atmosfere paradossali, magiche e profonde, con ironia e un pò di magia. Tratta temi seri come la religione, la povertà, l'emarginazione e il tutto in modo a stupendo. Premessa conclusa...eseguo l'ordine.

"Cercò di odiarla ma non ci riuscì. Allora provò a odiare Faccia di Scimmia. Non ci riuscì. Quell'innocente, orfano come lui, non era consapevole. Nell'amore ardente non vi sono colpi; è un dono di Dio."

Un uomo tradito, che nella bontà non riesce a odiare la moglie e l'amante, ma se ne assume la colpa, perso nell'immenso amore...c'è molto di più. Che libro.

Ora non dico a nessuno di farlo, perchè tutti i blogger che conosco mi pare abbiano tutti già aderito. Per cui chiunque voglia può farlo nei commenti, sarebbe bello avere consigli e parlare di chi sa davvero scrivere su questo blog. Un invito a tutti.

giovedì, gennaio 04, 2007

Milano mia, portami via, fa troppo freddo tutto solo e i miei perchè...

“Beato te che vieni da Milano...”

Quante volte mi sono sentito dire questa frase da chi non sa cos’è Milano. 25 anni di Milano mi hanno aiutato a capire cos’è, ma sinceramente non so bene cosa sia. Milano è una ma ha anche mille facce. Città di destra e del LeonKavallo, dove non luoghi tuoi se non li tagli dal cemento.
Città delle Kolonne e dell’Hollywood, dove si predica nel deserto in attesa di un prato in fiore.
Dura la vita a Milano città.

E costa tutto molto caro. Una birra 5 euro, allora cerchi pub che faccian doni di Natale dando birre un pò annacquate a 3 euro e 50, che ti servono per uscire dall’ombra di una giornata passata senza sole. Perchè a Milano non c’è il sole, è grigio e spento o ti fa pezzare fino al culo.
Dura la vita a Milano città.
E tutto è più grande di un paese, anche intorno a te ti costruisci il tuo Mondo. Io ho i miei amici, che son tanti, il bar vicino a casa, un paio di locali da frequentare, la mia squadra, la mia palestra, i miei “piccoli”, in fondo è anche questo un paese, no? Certo ho più scelta, più locali, concerti, SanSiro e tanta, ma tanta gente di merda in più. Tanta spazzatura da rigettare e merda da scaricare.
Dura la vita a Milano città.

E tanta troppa gente intorno a te che schizza veloce, va di qua, va di là. Senza interesse, senza preoccuparsi di chi ha vicino. Pensa alla stazione e quanti destini che si incrociano. In metropolitana sei immerse tra mille persone e sei più solo che nelle tue mutande. Purtroppo è tutto molto vero. A Milano alla domanda: “come va tutto bene?” si risponde “perchè? c’è qualcosa che non va!” in maniera stizzita.
Dura la vita a Milano città.

E troppa gente non ce la fa a pagarsi l’affitto, la simmhental o le scarpe di pezza, perchè tutto è caro. Io con 400 euro al mese e senza spese vivrei appena, ma solo grazie ai miei. A Milano ti viene voglia di andartene via verso città dove i giovani sono valorizzati.
A Milano hai voglia di avere un abbraccio caldo, da innamorati di paese, ma il cinicmo ti uccide. E diventi stronzo.
Milano ti odio. Ma in fondo per odiare bisogna anche amare tanto.
A malincuore lo dico...ti amo...
Dura la vita a Milano città.
Ma domani torna "Jack from London"...forse a voi non frega, ma qualcosa cambierà.
Ps:domani sera non so dove(lo scriverò nei commenti) ma venite a salutare il grande ritorno!!!

mercoledì, gennaio 03, 2007

Simone e G

Sono G. Non sono uomo e neppure donna. Non ho corpo e neppure Dio.
E adesso non ho alcuna voglia di ridere.
Riempio la bocca delle persone, copro lo scempio e giustifico le malefatte.
Alle volte.
Ma sono al Mondo per l’opposto, per regolare la vita e la morte.
La morte, sì…spesso inflitta in nome mio. Io che regolo la vita.

Sono i paradossi dell’uomo.
Quelli che quando mi vogliono morale o religiosa vietano la fine di un incubo a un anima viva in un corpo di stenti e dolore. Che copre e cela le mire arriviste di stronzi in divisa di preti armati del loro ruolo dei potenti.
Spesso gli stessi mi oppongono al mio stesso essere e mi trovo a uccidere per dimostrare che esisto, che c’è democrazia, che siamo in pace. Ma io ho una certa età e di cose ne ho viste. Ho visto venirmi accostate guerre mondiali, deportazioni e genocidi.
Ormai ci faccio poco caso e pochi fanno caso a cosa sono realmente, ormai tutto è Giustizia, tutto quello che fa comodo a noi…a Voi.

Sono Simone e in pochi giorni ho visto analizzare la vita in modo diverso.
In entrambi i casi il tema era il finale, il senso ultimo, la morte.
Ho visto giustiziare un uomo che ha compiuto crimini, un uomo ripagato con la stessa moneta che per anni aveva usato: la violenza bruta.
Un uomo come certi che lo hanno voluto ammazzare e per anni accompagnato nelle sue tragedie.
Ma spesso è facile dare addosso all’untore e sentirsi puliti dopo. Ma una vita ha valore di un’altra vita, mi dicono che di fronte al Signore tutti abbiamo pari valore. La livella diceva Totò.
Già, se solo tutti avessero il punto di vista di un comico, di un clown, nel vedere il Mondo, ci renderemmo conto di ciò che davvero è tragico e di ciò che fa ridere.
Non dico che Saddam fosse santo, lungi da me farlo.
Dico che la democrazia e la pace non nascono da un’impiccagione.

Sono Simone e prima di Natale vedo scoppiare un caso enorme sulla morale di una morte.
Una morte annunciata, una morte voluta. Una spina.
Dieci anni in cui non si è vissuto e si è sofferto coi propri cari.
Ma la morale dei belli fuori è forte. Io nel mio piccolo ho vissuto momenti simili.
Vedere i nonni star male, care persone che non sarebbero più tornate alla vita.
Il mio cinismo mi ha portato a sperare la fine del loro male, del dolore di tutti.
Del non vederli più vivi. Io l’ho sperato perché li amavo.
E’ brutto dirlo, ma lo faccio.
Piangevo nel vederli così, non l’ho fatto al momento dell’addio.
Non so se sia giusta l’eutanasia, non so cosa sia giusto e cosa no.
Sono portato a lottare sempre, non mollare mai.
Ma in certi casi, di fronte a certe cose si deve sentire l’idea dell’interessato e si non intende dei suoi cari. Sono discorsi duri,ma Simone ci teneva a dirle, per l’amore verso i suoi nonni e per queste parole, che in fila tra Rimini e Ancona hanno fatto scendere una lacrima dal suo cuore di merda:

“Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa”
Piergiorgio Welby

lunedì, gennaio 01, 2007

non lo so, NON LO SO

non lo so, non lo so, cosa mi devo aspettare
non lo so, non lo so, cosa mi devo meritare

sono qui tutto sporco dal giorno di festa
occhio spento testa piena e nulla mi resta
non lo so, non lo so ma ho voglia di cantare
fuori è brutto tutto grigio ma mi va di cantare

una donna un bel lavoro non credo di meritare
la mia strada, quella strada, porta solo a stare bene
sono qui tutto fiero stanco ma sempre contento

era piazza era piena, quanta gente ho abbracciato
era Roma era eterna, quanto alcol viaggiava
tra bottiglie abbracci e mani, amici vicini e lontani

non lo so sono qua e mi va di cantare
anno nuovo vita vecchia e io me la tengo stretta
domattina mi alzo presto, devo andare a lavorare
la mia strada non la so
per solo 400 euro al mese

puzzo di vino, ho male ai piedi, ma fanculo a quei cenoni
avevo Roma ed era mia, per i miei sogni e i miei amori
era lì, la città eterna, mentre qui fa troppo freddo
tutto è grigio tutto triste
non mi importa, non lo so, io son contento dentro

non lo so, non lo so cosa mi meriterò
non lo so, non lo so, ma davvero non mi importa
la mia strada, questa strada, non prevede previsioni
previo avviso farò i tarocchi per sapere dei miei amori
sono qua che scrivo zitto e guardo il monitor perplesso

non lo so, non lo so perchè ma son troppo contento
ora mi spoglio, non mi lavo, di mangiare non ho voglia
dormo, sogno e resto lì e stasera tiro tardi
lo farò col cuore bello, sì lo so sono contento e non lo so
non lo so, non ho motivo ma lo sono

sono qua a scrivere
potrei andare avanti ore e lo faccio
solo per me, senza niente da insegnare
ora però devo andare inizio l'anno a cagare