Per una volta andare oltre le stupide parole di un qualcuno preso a caso e pagato il solo prezzo dei 5 minuti che dedichi a un suo post.
Poi vedi una marcia, tante voci, ma così forte che anche se fosse solo una, avrebbe il peso e l'importanza di essere ascoltata.
Perchè in italia (lo scrivo appositamente minuscolo) troppe volte si dimentica e come qualcuno al Governo qualche anno fa sottolineava, con certe cose si deve imparare a convivere.
Poco importa se quel qualcuno era il Ministro di Grazia e Giustizia, Castelli, e quel qualcosa era la mafia.
Allora non aggiungo nulla a quella voce e a quella marcia, già abbastanza forte, come un mare di sogni in piena, come tutte le illusioni di libertà...
Solo 4 punti per fissare una storia.
. . . .
Solo 4 punti, piccoli, con dietro grandi verità e altri centinaia di punti.
**un benvenuto sincero al piccolo Andrea, ora a Muggiano siamo uno in più
L'angolo adatto per nani, ballerine, cantanti, troie, alcolizzati e illusi. Ovviamente qui nulla è serio...se sei dei nostri...benvenuto, entra pure
lunedì, marzo 17, 2008
venerdì, marzo 14, 2008
Sarà la primavera a ridare gli occhi alla speranza
Alle prime luci del mattino tendo a perdere completamente il senso dell'orientamento. Lo sguardo è sfuocato, a metà tra la luce del bagno e il bagliore del frigorifero aperto. Soltanto un passo più in là, l'aroma inconfondibile del primo vizio quotidiano. Il caffè.
In testa suono sempre il classico "ma chi me lo fa fare?".
La risposta classica è "la vita". Non intesa come rassegnazione, ma come voglia di non perdersi neppure un secondo dell'interminabile primavera di sensazioni. Al sonno dedicheremo spazi adeguati in momenti consoni. La vecchiaia e la morte, eventi collegati ma non necessariamente che tuttora vedo più o meno lontane. Anche se raggiungibili e a modo loro godibili.
Al caffè segue sempre lo sguardo distratto ai tanti e soliti discorsi confusi su politica e soldi. Oramai il triste autunno che ci porta a un freddo inverno, che congelerà i nostri sogni di gloria.
Non capisco come collegare i discorsi che sento con i dolori di stomaco e troppo spesso confino queste ansie nelle birra della sera prima. Ultimo vizio prima del sogno finale.
Ripercorrendo poi la giornata al contrario ripasso a memoria le madonne invocate a vuoto, le mancanze di certezze, la precarietà del lavoro.
E non ci avevo pensato.
Ritrovo me stesso e la mia voglia mattutina soltanto con gli amici. Con i nostri discorsi, le nostre speranze, la voglia di indipendenza. Casa propria e champagne. Stipendio basso e birra del discount.
Ancora non mi era venuto in mente.
I tempi che si ripetono e mi torna in mente la primavera dei giovani. Erano gli anni 60 e 70, era il rock con le sue forme nuove, Beatles, Rolling, Hendrix, Doors, era Woodstock e la Francia del 68. Erano le rivolte operaie di chi era oppresso dal padrone, di chi voleva ciò che gli spettava e lottava per questo.
Erano anni in cui si lottava l'ipocrisia, senza assecondarla. Anni in cui si parlava di amore e rispetto, si faceva l'amore libero e senza paura di fantasmi a quattro lettere. Lsd e non Aids.
Eran lotte operaie al fianco di proteste studentesche. Non era televisione omologata che propone ciò che vuole e ti fa pensare soltanto al tuo orticello, schifato dal resto.
Spero che tutto ciò che accade attorno ci riporti alla primavera dei sensi.
Alla voglia di amore e rispetto, per se e gli altri. Senza pensare ai soldi, ma al bene, alla ricerca di quella felicità che non deve essere un optional.
Riportiamoci in piazza e diciamo che non possiamo vivere nel precariato, nello scontro a-politico, nell'ignoranza in cui ci mettono. Facciamo sbocciare le nostre idee, magari poche, ma diamole in pasto agli altri, confrontiamoci. E poi parliamo, scriviamo, leggiamo.
Amiamo e ancora litighiamo, lottiamo. Il tutto con uno scopo, un'auto-critica e la voglia di crescere.
Una nuova fottuta e dissacrante primavera, senza Santi in paradiso ma tante teste sulla terra.
Nuovi occhi e nuove voglie.
Ma ancora non ci avevo pensato.
Dovrei scoparmi una milionaria e tutto sarebbe a posto. Grazie, non ci avevo mai pensato prima.
In testa suono sempre il classico "ma chi me lo fa fare?".
La risposta classica è "la vita". Non intesa come rassegnazione, ma come voglia di non perdersi neppure un secondo dell'interminabile primavera di sensazioni. Al sonno dedicheremo spazi adeguati in momenti consoni. La vecchiaia e la morte, eventi collegati ma non necessariamente che tuttora vedo più o meno lontane. Anche se raggiungibili e a modo loro godibili.
Al caffè segue sempre lo sguardo distratto ai tanti e soliti discorsi confusi su politica e soldi. Oramai il triste autunno che ci porta a un freddo inverno, che congelerà i nostri sogni di gloria.
Non capisco come collegare i discorsi che sento con i dolori di stomaco e troppo spesso confino queste ansie nelle birra della sera prima. Ultimo vizio prima del sogno finale.
Ripercorrendo poi la giornata al contrario ripasso a memoria le madonne invocate a vuoto, le mancanze di certezze, la precarietà del lavoro.
E non ci avevo pensato.
Ritrovo me stesso e la mia voglia mattutina soltanto con gli amici. Con i nostri discorsi, le nostre speranze, la voglia di indipendenza. Casa propria e champagne. Stipendio basso e birra del discount.
Ancora non mi era venuto in mente.
I tempi che si ripetono e mi torna in mente la primavera dei giovani. Erano gli anni 60 e 70, era il rock con le sue forme nuove, Beatles, Rolling, Hendrix, Doors, era Woodstock e la Francia del 68. Erano le rivolte operaie di chi era oppresso dal padrone, di chi voleva ciò che gli spettava e lottava per questo.
Erano anni in cui si lottava l'ipocrisia, senza assecondarla. Anni in cui si parlava di amore e rispetto, si faceva l'amore libero e senza paura di fantasmi a quattro lettere. Lsd e non Aids.
Eran lotte operaie al fianco di proteste studentesche. Non era televisione omologata che propone ciò che vuole e ti fa pensare soltanto al tuo orticello, schifato dal resto.
Spero che tutto ciò che accade attorno ci riporti alla primavera dei sensi.
Alla voglia di amore e rispetto, per se e gli altri. Senza pensare ai soldi, ma al bene, alla ricerca di quella felicità che non deve essere un optional.
Riportiamoci in piazza e diciamo che non possiamo vivere nel precariato, nello scontro a-politico, nell'ignoranza in cui ci mettono. Facciamo sbocciare le nostre idee, magari poche, ma diamole in pasto agli altri, confrontiamoci. E poi parliamo, scriviamo, leggiamo.
Amiamo e ancora litighiamo, lottiamo. Il tutto con uno scopo, un'auto-critica e la voglia di crescere.
Una nuova fottuta e dissacrante primavera, senza Santi in paradiso ma tante teste sulla terra.
Nuovi occhi e nuove voglie.
Ma ancora non ci avevo pensato.
Dovrei scoparmi una milionaria e tutto sarebbe a posto. Grazie, non ci avevo mai pensato prima.
mercoledì, marzo 12, 2008
Postcards from Hell
Solo e stanco nella strada scura, il giorno passato ormai andato e il futuro troppo avanti per essere raggiunto.
Di certo non può esser colpa delle stampelle. Poi quelle le posso sempre usare per scacciare i soliti vecchi fantasmi. Ormai sono convinto che non abbiano un cazzo da fare se non rompermi i coglioni.
Ho anche pensato che mettermi una camicia e farmi la barba potesse essermi d'aiuto.
Non lo è stato. Mai.
Esco a far due passi, ma non ho miglioramenti. Entro e leggo, ma non ho pause.
Alcune volte in certi casi mi confrontavo con Dio, il Dio che credevo mio, quel qualcosa lontano dai bigotti e dagli ori del Vaticano e vicino a speranze e condivisioni. Ma anche a terre di nessuno, quelle che spesso vengono considerate il Sud del Mondo, all'estremo, all'opposto, anche lì, ho capito che non serviva a nulla.
Mi sono allora barricato dietro le apparenze, al fatto che apparire bravo o buono o al limite sano, mi potesse dar vantaggi. Ma anche lì ho dovuto mio malgrado imbattermi contro l'ipocrisia, contro la stessa fottuta legge che imperversa in certi ambienti. Allora sempre meglio sporco, sbronzo, fatto e disperatemente bello, bello con se stesso, senza il problema di guardarsi allo specchio.
Penso di star bene sempre dove gli altri si trovano a disagio.
Pane e salame, accompagnato da ottimo vino.
Col tempo ho anche imparato a farmi passare le voglie represse, quelle violente. A non aver voglia di spaccare la faccia a chi mi parlava, a non volere che accadesse qualcosa a chi mi remava contro. C'è voluto tempo, ma almeno ho dato qualcosa da fare ai miei cambiamenti, altrimenti troppo interni e poco visibili.
Ora adotto l'indifferenza come estremo atto di violenza, quando si perdono le mie traccie, quando non sono più raggiungibile, semplicemente smetto di essere. Non avrà lo stesso impatto di un pugno, nel breve, ma alla lunga si sente forse di più.
Indifferente sino "al" fondo, ma sempre pronto a guardarti in faccia, se ne hai voglia. Ho imparato addirittura ad ascoltare le persone, adesso sono quasi più bravo ad ascoltare che a parlare delle mie stronzate. Forse non sai quanto son bravo a parlare delle mie stronzate.
A volte quando mi innamoravo di una ragazza non osavo il minimo contatto, troppo timido per espormi per ciò che sono. Ora ho imparato ad aprirmi e farmi capire, provarci almeno. Non è facile avere a che fare con l'instabilità di uno che ne pensa cento per sbagliarne mezza. Mi apro a tal punto che i risultati non cambiano, ma almeno sto meglio con me stesso.
Con l'altro me stesso e addirittura con suo fratello.
Io passo tutto il tempo dentro il mio supermercato personale, non comprerò niente di tutto quello che tocco, non mangerò nulla di tutto ciò che è sano e attenderò la data di scadenza degli amari esposti in vetrina.
Aprirò delle lattine se avrò sete, userò tutti i deodoranti per coprire ogni traccia di me, appena trovo il reparto della carta igienica ti lascio immaginare cosa farò.
Metti insieme tutte queste mezze verità, non rendono giustizia a ciò che mi è stato chiesto, ma ci vogliono provare.
Come i soffioni, che lasciano nel vento le proprie spore, quelle partite da quel fiore, qui hanno trovato tal vita. Sperando di non aver deluso chi le ha soffiate, preferisco non far dire a nessuno i propri segreti.
Trovo noiose certe rivelazioni fatte a tutti e poi non vorrei mai litigare col mio vicino di casa.
L'indirizzo mettilo tu.
**questo è Creme, "famoso", da Sulla collina puoi seppellire ciò che non ami più
Di certo non può esser colpa delle stampelle. Poi quelle le posso sempre usare per scacciare i soliti vecchi fantasmi. Ormai sono convinto che non abbiano un cazzo da fare se non rompermi i coglioni.
Ho anche pensato che mettermi una camicia e farmi la barba potesse essermi d'aiuto.
Non lo è stato. Mai.
Esco a far due passi, ma non ho miglioramenti. Entro e leggo, ma non ho pause.
Alcune volte in certi casi mi confrontavo con Dio, il Dio che credevo mio, quel qualcosa lontano dai bigotti e dagli ori del Vaticano e vicino a speranze e condivisioni. Ma anche a terre di nessuno, quelle che spesso vengono considerate il Sud del Mondo, all'estremo, all'opposto, anche lì, ho capito che non serviva a nulla.
Mi sono allora barricato dietro le apparenze, al fatto che apparire bravo o buono o al limite sano, mi potesse dar vantaggi. Ma anche lì ho dovuto mio malgrado imbattermi contro l'ipocrisia, contro la stessa fottuta legge che imperversa in certi ambienti. Allora sempre meglio sporco, sbronzo, fatto e disperatemente bello, bello con se stesso, senza il problema di guardarsi allo specchio.
Penso di star bene sempre dove gli altri si trovano a disagio.
Pane e salame, accompagnato da ottimo vino.
Col tempo ho anche imparato a farmi passare le voglie represse, quelle violente. A non aver voglia di spaccare la faccia a chi mi parlava, a non volere che accadesse qualcosa a chi mi remava contro. C'è voluto tempo, ma almeno ho dato qualcosa da fare ai miei cambiamenti, altrimenti troppo interni e poco visibili.
Ora adotto l'indifferenza come estremo atto di violenza, quando si perdono le mie traccie, quando non sono più raggiungibile, semplicemente smetto di essere. Non avrà lo stesso impatto di un pugno, nel breve, ma alla lunga si sente forse di più.
Indifferente sino "al" fondo, ma sempre pronto a guardarti in faccia, se ne hai voglia. Ho imparato addirittura ad ascoltare le persone, adesso sono quasi più bravo ad ascoltare che a parlare delle mie stronzate. Forse non sai quanto son bravo a parlare delle mie stronzate.
A volte quando mi innamoravo di una ragazza non osavo il minimo contatto, troppo timido per espormi per ciò che sono. Ora ho imparato ad aprirmi e farmi capire, provarci almeno. Non è facile avere a che fare con l'instabilità di uno che ne pensa cento per sbagliarne mezza. Mi apro a tal punto che i risultati non cambiano, ma almeno sto meglio con me stesso.
Con l'altro me stesso e addirittura con suo fratello.
Io passo tutto il tempo dentro il mio supermercato personale, non comprerò niente di tutto quello che tocco, non mangerò nulla di tutto ciò che è sano e attenderò la data di scadenza degli amari esposti in vetrina.
Aprirò delle lattine se avrò sete, userò tutti i deodoranti per coprire ogni traccia di me, appena trovo il reparto della carta igienica ti lascio immaginare cosa farò.
Metti insieme tutte queste mezze verità, non rendono giustizia a ciò che mi è stato chiesto, ma ci vogliono provare.
Come i soffioni, che lasciano nel vento le proprie spore, quelle partite da quel fiore, qui hanno trovato tal vita. Sperando di non aver deluso chi le ha soffiate, preferisco non far dire a nessuno i propri segreti.
Trovo noiose certe rivelazioni fatte a tutti e poi non vorrei mai litigare col mio vicino di casa.
L'indirizzo mettilo tu.
**questo è Creme, "famoso", da Sulla collina puoi seppellire ciò che non ami più
lunedì, marzo 10, 2008
L'amore non ha età
A volte bastano un paio di maglioni e un pallone colorato, magari con il logo della Champion's League, e ti senti uno di loro.
Che poi anche a starne fuori, ti ci ritrovi dentro sino alla fine, sino all'ultimo secondo.
Nello scorrere lento del tempo, tanti saranno i momenti in cui il fondo ti appare sempre più vicino, in cui soffri, anneghi e provi ad uscire dal fango.
Ma verranno anche i momenti dei ricordi, di quando pensi a certe glorie, certe gioie, certi momenti irripetibili e pensi che forse aver sofferto anni ne è valsa la pena.
Sei diventato forte dentro e sicuramente non hai la spocchia e la volgarità di molti altri, coperti dall'oro e dalla fortuna in anni più o meno vicini.
Se credi in certe corse, in certe Coppe, in certi uomini.
Se sei cresciuto con la consapevolezza che nella vita l'amore è la cosa più bella, non sarà un episodio a farmi perdere la fede. Perchè io credo nell'amore, credo nelle bandiere e mi atteccherò sino alla fine alla speranza, anche a costo di morire di illusioni, fino all'ultimo secondo, all'ultimo fischio.
Se poi sarà amaro il risveglio, spero solo di uscire a testa alta, tra gli applausi, non avere più voce perchè ho dato tutto e non avere lacrime perchè ho sudato tutto.
Anche stando fermo, in casa. Anche in stampelle.
Ti giuro che il giorno dopo il mio amore non avrà mosso nemmeno un passo indietro, ma sarà più forte, perchè ti difenderò come un padre difende il proprio figlio di fronte alle intemperie della vita.
Perchè di te ho amato le sofferenze, la grinta, il brutto gioco ed ora apprezzo la classe, gli svolazzi e gli eccessi.
Se dovessi scegliere il mio Undici di sempre, andrei in confusione, perchè solo il pensiero di certe persone mi fa venire le lacrime agli occhi.
L'undici di Trapattoni è nelle mie vene, Zenga Bergomi Brehme, Matteoli Ferri Mandorlini, Bianchi Berti Diaz Matthaeus Serena.
Ho pianto alla prima Coppa Uefa e quella di Simoni per me vale una Coppa dei Campioni. Simeone Djorkaeff Ronaldo Moriero Pagliuca, ma anche lo Zio, Winter, Ganz e soprattutto il cileno Zamorano.
Dimenticare chi ha riempito la mia vita anche se a tradito, non mi è possibile.
Ho amato alla follia Ronaldo, il suo far orgasmare uno stadio intero. Per questo lo odio.
Ho sempre detto e sempre dirò, che Vieri è stato il più grande centravanti per un decennio.
Non ho parole degne per dire che hanno vestito la nostra maglia Luis Figo e Roberto Baggio. Eterni.
Chissà chi dimentico e non parlo dell'Inter di Herrera perchè non l'ho vista, tantomeno di Spillo, il Becca, Oriali e Baresi.
Posso solo dire di aver visto Facchetti e Prisco e di esser fiero di far parte della stessa famiglia, fiero di essere interista sempre e comunque.
Non parlo dei giocatori di oggi, non ne nomino neppure uno.
Domani si fa la storia, si tenta di farla. come 45 anni fa, con la differenza che la storia la dobbiamo riscrivere.
Sarà sempre e solo amore. Esagerato?....non mi rompere i coglioni, c'è solo l'Inter...
Che poi anche a starne fuori, ti ci ritrovi dentro sino alla fine, sino all'ultimo secondo.
Nello scorrere lento del tempo, tanti saranno i momenti in cui il fondo ti appare sempre più vicino, in cui soffri, anneghi e provi ad uscire dal fango.
Ma verranno anche i momenti dei ricordi, di quando pensi a certe glorie, certe gioie, certi momenti irripetibili e pensi che forse aver sofferto anni ne è valsa la pena.
Sei diventato forte dentro e sicuramente non hai la spocchia e la volgarità di molti altri, coperti dall'oro e dalla fortuna in anni più o meno vicini.
Se credi in certe corse, in certe Coppe, in certi uomini.
Se sei cresciuto con la consapevolezza che nella vita l'amore è la cosa più bella, non sarà un episodio a farmi perdere la fede. Perchè io credo nell'amore, credo nelle bandiere e mi atteccherò sino alla fine alla speranza, anche a costo di morire di illusioni, fino all'ultimo secondo, all'ultimo fischio.
Se poi sarà amaro il risveglio, spero solo di uscire a testa alta, tra gli applausi, non avere più voce perchè ho dato tutto e non avere lacrime perchè ho sudato tutto.
Anche stando fermo, in casa. Anche in stampelle.
Ti giuro che il giorno dopo il mio amore non avrà mosso nemmeno un passo indietro, ma sarà più forte, perchè ti difenderò come un padre difende il proprio figlio di fronte alle intemperie della vita.
Perchè di te ho amato le sofferenze, la grinta, il brutto gioco ed ora apprezzo la classe, gli svolazzi e gli eccessi.
Se dovessi scegliere il mio Undici di sempre, andrei in confusione, perchè solo il pensiero di certe persone mi fa venire le lacrime agli occhi.
L'undici di Trapattoni è nelle mie vene, Zenga Bergomi Brehme, Matteoli Ferri Mandorlini, Bianchi Berti Diaz Matthaeus Serena.
Ho pianto alla prima Coppa Uefa e quella di Simoni per me vale una Coppa dei Campioni. Simeone Djorkaeff Ronaldo Moriero Pagliuca, ma anche lo Zio, Winter, Ganz e soprattutto il cileno Zamorano.
Dimenticare chi ha riempito la mia vita anche se a tradito, non mi è possibile.
Ho amato alla follia Ronaldo, il suo far orgasmare uno stadio intero. Per questo lo odio.
Ho sempre detto e sempre dirò, che Vieri è stato il più grande centravanti per un decennio.
Non ho parole degne per dire che hanno vestito la nostra maglia Luis Figo e Roberto Baggio. Eterni.
Chissà chi dimentico e non parlo dell'Inter di Herrera perchè non l'ho vista, tantomeno di Spillo, il Becca, Oriali e Baresi.
Posso solo dire di aver visto Facchetti e Prisco e di esser fiero di far parte della stessa famiglia, fiero di essere interista sempre e comunque.
Non parlo dei giocatori di oggi, non ne nomino neppure uno.
Domani si fa la storia, si tenta di farla. come 45 anni fa, con la differenza che la storia la dobbiamo riscrivere.
Sarà sempre e solo amore. Esagerato?....non mi rompere i coglioni, c'è solo l'Inter...
venerdì, marzo 07, 2008
Coltivo i Fiori del Male con la mia felicità irrazionale
A quanto è dato il dolore al mercato del tuo quartiere?
Non penso si venda ma almeno un prezzo, un'idea di quanto sia il suo valore sul mercato, te la sarai fatta. Un'idea.
No. Nemmeno io, non frequento mai quei posti, anche se adoro la puzza che c'è di fianco alla bancarella del pesce. Esce tutto il marcio della città, eppure arriva dal mare.
Io posso dire che calcolerei il male a sorsi. Anche se la tua ipotesi di uniformare i bicchieri per avere un'unità di misura precisa non è errata, io la ritengo una stronzata.
Se già stai male devi preoccuparti di versare la birra nello stesso bicchiere del vino o del whisky.
Sarebbe tutta una scocciatura, un controsenso. Bevo per non pensarci e dovrei pensare al giusto dosaggio per averne una stima precisa.
Magari mi vieti anche glia alcolici andati a male che tanto mi piacciono. Li adoro prima dei pasti, mi servono a mandar giù gli antidolorifici.
Già ma il male cos'è? Uno stato d'animo, una batteria che batte troppo forte, l'amore, una semplice necessità, una voglia improvvisa o soltanto dolore fisico.
Puoi calcolarlo in riti funebri o in fosse comuni? Forse sì, ma allora anche in lacrime versate anche per una tazza di latte caduta. Troppo vago, ogni strage sarebbe dolore allora e non soltanto un motivo valido per una campagna elettorale.
Mi duole cercare di capire se pesi di più in litri, chili o sensazioni. Se muore affogandolo nell'alcool o vive nutrendolo di emozioni. Forse vive con l'alcool, ma cazzo è ancora peggio quando l'acqua la usa per farsi scorrer sopra le cose, senza farle entrare in profondità. Perchè di solito se è così mi trovo al bivio:
mi butto giù o esco dal bozzolo.
Ma se fosse tutta una questione di distanze? Quanto corri per scacciarlo, quanti passi fai.
Qualcuno non ben ricordato si fermò a cento prima di essere ammazzato.
Alla fine la cosa importante non credo sia misurarlo e nemmeno pronunciare parole a caso.
Forse basterebbe pisciarlo fuori quando se ne ha bisogno, quando si è deciso dove coltivare i propri e fottuti Fiori del Male.
Non penso si venda ma almeno un prezzo, un'idea di quanto sia il suo valore sul mercato, te la sarai fatta. Un'idea.
No. Nemmeno io, non frequento mai quei posti, anche se adoro la puzza che c'è di fianco alla bancarella del pesce. Esce tutto il marcio della città, eppure arriva dal mare.
Io posso dire che calcolerei il male a sorsi. Anche se la tua ipotesi di uniformare i bicchieri per avere un'unità di misura precisa non è errata, io la ritengo una stronzata.
Se già stai male devi preoccuparti di versare la birra nello stesso bicchiere del vino o del whisky.
Sarebbe tutta una scocciatura, un controsenso. Bevo per non pensarci e dovrei pensare al giusto dosaggio per averne una stima precisa.
Magari mi vieti anche glia alcolici andati a male che tanto mi piacciono. Li adoro prima dei pasti, mi servono a mandar giù gli antidolorifici.
Già ma il male cos'è? Uno stato d'animo, una batteria che batte troppo forte, l'amore, una semplice necessità, una voglia improvvisa o soltanto dolore fisico.
Puoi calcolarlo in riti funebri o in fosse comuni? Forse sì, ma allora anche in lacrime versate anche per una tazza di latte caduta. Troppo vago, ogni strage sarebbe dolore allora e non soltanto un motivo valido per una campagna elettorale.
Mi duole cercare di capire se pesi di più in litri, chili o sensazioni. Se muore affogandolo nell'alcool o vive nutrendolo di emozioni. Forse vive con l'alcool, ma cazzo è ancora peggio quando l'acqua la usa per farsi scorrer sopra le cose, senza farle entrare in profondità. Perchè di solito se è così mi trovo al bivio:
mi butto giù o esco dal bozzolo.
Ma se fosse tutta una questione di distanze? Quanto corri per scacciarlo, quanti passi fai.
Qualcuno non ben ricordato si fermò a cento prima di essere ammazzato.
Alla fine la cosa importante non credo sia misurarlo e nemmeno pronunciare parole a caso.
Forse basterebbe pisciarlo fuori quando se ne ha bisogno, quando si è deciso dove coltivare i propri e fottuti Fiori del Male.
mercoledì, marzo 05, 2008
C'era la Pace in città
Poi capitò che...
esci dalla tua palla di vetro, chiamala pure Università, fuori è tutto più grande, chiamalo Oceano. Se vuoi. Se prima intorno a te c'eran solo pesciolini belli e colorati e giovani come te, adesso fuori ci son solo pescecani, squali famelici, voglioso del tuo entusiasmo e tu. Nuota solo se puoi.
I modelli che ti offrono per il tuo futuro sono i figli di papà, l'azienda di famiglia, il macchinone, la cocaina, la puttanella figa e tu ti senti fuori luogo...
I discorsi che ti fanno partono dal timore di Dio e dal culto della famiglia e finiscono in uso di droga, abuso di parole, puttane, trans e ipocrisia.
esci dalla tua palla di vetro, chiamala pure Università, fuori è tutto più grande, chiamalo Oceano. Se vuoi. Se prima intorno a te c'eran solo pesciolini belli e colorati e giovani come te, adesso fuori ci son solo pescecani, squali famelici, voglioso del tuo entusiasmo e tu. Nuota solo se puoi.
mancano 3 giorni alla festa della cosa più bella che ci sia,
porta colore col suo sguardo, porta amore col suo viso,
porta armonia con le sue forme e porta miele col suo bacio
Ti danno competenze fasulle in quella palla che chiami Università. Fuori prendono il tuo sapere e spesso lo valutano zero, un tondo ma molto meno gioioso e rubicondo di come lo puoi intendere. Come il compenso che ti corrispondono per farti fare esperienza, dicono loro. Tu chiamalo "stage", se vuoi, la loro esperienza invece è fotocopia.3 è il numero perfetto per rendere un ruffiano omaggio a tutte voi che leggete, c
ome i giorni che mancano alla vostra festa, delle vostre mamme nonne e zie,
perchè nulla saremmo senza voi, nulle sarebbero le perversioni
Posti buoni li trovi, amici appagati ne hai, ma ovunque e comunque, tutti sotto a farsi il culo perchè 8 ore non bastano e il sorriso deve sempre splendere anche quando le lacrime avrebbero un senso.I modelli che ti offrono per il tuo futuro sono i figli di papà, l'azienda di famiglia, il macchinone, la cocaina, la puttanella figa e tu ti senti fuori luogo...
I discorsi che ti fanno partono dal timore di Dio e dal culto della famiglia e finiscono in uso di droga, abuso di parole, puttane, trans e ipocrisia.
perchè se anche si festeggiarà fra tre giorni è giusto omaggiare
chi cambia la luce di un istante soltanto aprendo gli occhi,
chi col pensiero non vi fa chiudere occhio, vi dona pene e gioie di cuore
Ti trovi già sulla porta della decisione difficile. Dietro hai un burrone e davanti è tutto buio. Corri al limite tra i due fuochi, forse hai solo la tua età ma ti dicono che in molti altri paesi saresti già vecchio. Allora accetti il rischio, accetti il compromesso, guardando sognante altri posti lidi spiaggie dove non ci sono mafie camorre o Chiese a dettare i confini del tuo futuro.sabato sarà mio compito render omaggio a tutte voi
che mi avete fatto penare, sognare, amare e
mi auguro lo farete ancora perchè questo inseguo, l'amore...
40 anni, forse anche di più, son corsi via lungo le strade che non portano mai niente e siamo ancora qui a piangere 5 vittime che hanno il solo difetto di esser nate operaie. Perchè nei mille morti l'anno non ci sono mai industriali o politici. Perchè se hanno ti propinano calciatori coglioni, attori incapaci o cantanti stonati come idoli ed eroi, ricorda che i veri esempi da seguire sono gli sfigati che si alzano ogni mattina per andare a pagare il mutuo, le tue scarpe o il tuo motorino. Togliti il sorrisino, sarà fottuto populismo, ma secondo me è un omaggio al popolino che per quattro soldi si è stancato di vedere i propri figli morire.tra 56 giorni è il primo Maggio, data inutile al giorno d'oggi
ma diamole colore, rendiamola forte.
La festa dei lavoratori, per ricordare che non si vive per lavorare,
ma non si deve neppure morire per questo.
giovedì, febbraio 28, 2008
Ho preso a cuore la tavolozza dei colori
Non riesco a sostenere il tuo sorriso. Sarà che fatico a immaginare qualcosa di così bello.
Al limite vedo sparsi e vaghi bagliori di quei momenti.
Alzo il tiro da certe visioni e capisco che l'illusione a volte può essere l'unica certezza.
Certo sarebbe molto meglio avere una sana certezza ogni tanto, almeno ogni due o tre birre.
Ora colora tutto col rosso più acceso.
A volte immagino di vederti correre su un campo, insieme a tante piccole creature.
Ma tu saresti ovviamente diverso, non per tutti, ovvio. Per me.
Avrei pensieri diversi su tutto, anche sulla spesa più necessaria.
Mi priverei dell'aria, penso addirittura anche del pensiero, per non farti mancare niente.
Lo so son solo parole stupide.
Adesso immergi tutto nel blu, è quel colore simile al cielo delle sere d'estate, quando l'orizzonte non ti fa più paura.
Da piccolo, poco più grande di te, pensavo che crescendo sarei riuscito a scavalcarlo.
Ma scavalcare cosa e soprattutto per arrivare dove?
Mi hai sentito parlarti tanto, senza ottenere mai una risposta.
Nel chiuso del tuo angoletto buio hai visto veramente aprirsi il mio cuore.
Lo vedrai sempre così per te, rosso forte e pulsante.
Entraci quando vuoi e usalo per sfogarti. Spero sempre prima o poi le persone cui lo apro vi entrino.
Non sarò mai valido per un consiglio, ma ti farò da esempio per le cose da non fare.
Impugna la matita gialla e dai luce a questa stanza.
Non sopporto il buio, per questo ti immagino all'aria aperta.
Credo che nulla sarà meglio di quando staremo insieme, per me è chiaro. Tu avrai tempo per capire cosa vorrai fare e con chi stare. Spero almeno siano belle.
Perchè le donne vanno amate tutte, possono darti il frutto di una vita e senza non avrai ispirazioni.
Ora prendi il verde e dammene un pò, perchè il verde è speranza.
Il disegno lo conservo nel cassetto. Te lo do quando arriverà il Tuo giorno.
Al limite vedo sparsi e vaghi bagliori di quei momenti.
Alzo il tiro da certe visioni e capisco che l'illusione a volte può essere l'unica certezza.
Certo sarebbe molto meglio avere una sana certezza ogni tanto, almeno ogni due o tre birre.
Ora colora tutto col rosso più acceso.
A volte immagino di vederti correre su un campo, insieme a tante piccole creature.
Ma tu saresti ovviamente diverso, non per tutti, ovvio. Per me.
Avrei pensieri diversi su tutto, anche sulla spesa più necessaria.
Mi priverei dell'aria, penso addirittura anche del pensiero, per non farti mancare niente.
Lo so son solo parole stupide.
Adesso immergi tutto nel blu, è quel colore simile al cielo delle sere d'estate, quando l'orizzonte non ti fa più paura.
Da piccolo, poco più grande di te, pensavo che crescendo sarei riuscito a scavalcarlo.
Ma scavalcare cosa e soprattutto per arrivare dove?
Mi hai sentito parlarti tanto, senza ottenere mai una risposta.
Nel chiuso del tuo angoletto buio hai visto veramente aprirsi il mio cuore.
Lo vedrai sempre così per te, rosso forte e pulsante.
Entraci quando vuoi e usalo per sfogarti. Spero sempre prima o poi le persone cui lo apro vi entrino.
Non sarò mai valido per un consiglio, ma ti farò da esempio per le cose da non fare.
Impugna la matita gialla e dai luce a questa stanza.
Non sopporto il buio, per questo ti immagino all'aria aperta.
Credo che nulla sarà meglio di quando staremo insieme, per me è chiaro. Tu avrai tempo per capire cosa vorrai fare e con chi stare. Spero almeno siano belle.
Perchè le donne vanno amate tutte, possono darti il frutto di una vita e senza non avrai ispirazioni.
Ora prendi il verde e dammene un pò, perchè il verde è speranza.
Il disegno lo conservo nel cassetto. Te lo do quando arriverà il Tuo giorno.
lunedì, febbraio 25, 2008
Completamente
Muore di colpo la Luna, nel cielo c'è un buco è alto è nero se lo osservo sei tu,
se guardo bene ci sei tu.
Sognano vecchie signore un tempo eran belle eran giovani e sono morte così,
tra un sorriso disperso e un amore che non è più tornato.
Cambia ogni giorno la vita, una volta sei teso e un altro giorno disteso, felice e ti
volti al tuo fianco c'è lei. Un sospiro che non muore mai...che non muore mai...
Camminando sul bordo del mare si fa più fatica a tener l'equilibrio in costante allerta,
ma se ti butti dentro, l'orizzonte arriva prima, anche del tuo pensiero.
Guarda bene dietro quello che DICO, ascolta il pensiero senza commenti, se puoi.
Ma guardami dietro le spalle, evita di guardarmi il culo, ma ci son troppe voci di chi
crede di sapermi e di conoscermi.
Han tutti chiare le intenzioni e vivo il pregiudizio che non muore mai, che non muore mai...
Luna che cade nel pozzo non vedi la luce, ma se ti ci tuffi c'è un Mondo, un chiarore che non vedrai
da nessun'altra parte. Leggi tra le righe. Anche con gli occhiali da sole della tua indifferenza non potrai non
scontrartici.
Soffrono i vecchi ricordi, se molti son morti, i pochi che restano non abbandoneranno mai la propria cuccia, ormai schiavi e ormai fidi compagni del buon padrone della casa okkupata.
Metto in fila i vestiti, quelli vecchi son rotti e hanno buchi, hanno macchie ma hanno anche intriso l'odore di vecchie battaglie che han lasciato dietro fantasmi, amori e alcune goccie di umidità colate dal nulla.
Nemmeno un buon domatore riuscirebbe a far saltar fuori dall'armadio gli scheletri di certe cazzate e forse quando ho voglia di piangere non riesco soltanto perchè non ho lacrime...non ho lacrime e non muoiono mai...
Ma alla tua età ero molto più bello di come sei tu oggi e solo il sole ha rovinato il mio viso, ero più forte di te, avevo più coraggio e solo il Mondo, il tuo cazzo di Mondo, mi ha rovinato e fatto diventare come sono.
Ma non mi conoscono, non sanno chi sono e da dove vengo. Conoscimi tu, se hai tempo da perdere dietro cause perse, conoscimi tu.
Non ascoltare chi parla a caso per un fatto, una cosa o un sospetto, non lo sanno e nemmeno lo vogliono sapere. La realtà fa soltanto rima con verità.
La prossima volta sarà soltanto amore, al minimo, sentimento, lo giuro...
ma io non sono proprio capace a fare un cazzo...
Come crepes alla nutella, come giornate passate a far niente, come tutto ciò che ti piace ma disgusta e che non muore mai...
se guardo bene ci sei tu.
Sognano vecchie signore un tempo eran belle eran giovani e sono morte così,
tra un sorriso disperso e un amore che non è più tornato.
Cambia ogni giorno la vita, una volta sei teso e un altro giorno disteso, felice e ti
volti al tuo fianco c'è lei. Un sospiro che non muore mai...che non muore mai...
Camminando sul bordo del mare si fa più fatica a tener l'equilibrio in costante allerta,
ma se ti butti dentro, l'orizzonte arriva prima, anche del tuo pensiero.
Guarda bene dietro quello che DICO, ascolta il pensiero senza commenti, se puoi.
Ma guardami dietro le spalle, evita di guardarmi il culo, ma ci son troppe voci di chi
crede di sapermi e di conoscermi.
Han tutti chiare le intenzioni e vivo il pregiudizio che non muore mai, che non muore mai...
Luna che cade nel pozzo non vedi la luce, ma se ti ci tuffi c'è un Mondo, un chiarore che non vedrai
da nessun'altra parte. Leggi tra le righe. Anche con gli occhiali da sole della tua indifferenza non potrai non
scontrartici.
Soffrono i vecchi ricordi, se molti son morti, i pochi che restano non abbandoneranno mai la propria cuccia, ormai schiavi e ormai fidi compagni del buon padrone della casa okkupata.
Metto in fila i vestiti, quelli vecchi son rotti e hanno buchi, hanno macchie ma hanno anche intriso l'odore di vecchie battaglie che han lasciato dietro fantasmi, amori e alcune goccie di umidità colate dal nulla.
Nemmeno un buon domatore riuscirebbe a far saltar fuori dall'armadio gli scheletri di certe cazzate e forse quando ho voglia di piangere non riesco soltanto perchè non ho lacrime...non ho lacrime e non muoiono mai...
Ma alla tua età ero molto più bello di come sei tu oggi e solo il sole ha rovinato il mio viso, ero più forte di te, avevo più coraggio e solo il Mondo, il tuo cazzo di Mondo, mi ha rovinato e fatto diventare come sono.
Ma non mi conoscono, non sanno chi sono e da dove vengo. Conoscimi tu, se hai tempo da perdere dietro cause perse, conoscimi tu.
Non ascoltare chi parla a caso per un fatto, una cosa o un sospetto, non lo sanno e nemmeno lo vogliono sapere. La realtà fa soltanto rima con verità.
La prossima volta sarà soltanto amore, al minimo, sentimento, lo giuro...
ma io non sono proprio capace a fare un cazzo...
Come crepes alla nutella, come giornate passate a far niente, come tutto ciò che ti piace ma disgusta e che non muore mai...
sabato, febbraio 23, 2008
destinatario: Noi - via Padova 78 - 20100 Milano
Era un appartamento affittato al quinto piano di un vecchio palazzo in Via Padova.
Il numero era il 78. O almeno così mi pare di ricordare.
Non ci penso spesso, ma almeno quando il passato, pur se recente, ti sbatte addosso, capita che ti fermi a pensarci un pò su...stai lì, fermo, lo sguardo nel vuoto e non puoi far altro che sorridere con le lacrime agli occhi. Ma era il modo migliore di vivere quegli anni irripetibili.
Poi su quella frase ci sono rimasto un pò, ed era vero.
La verità e la realtà sono molto diverse. Ma non siamo cambiati di una virgola, forse in peggio.
Perchè se forse allora c'era un obbiettivo nella mia vita, pur se semplice come una laurea, ora si tratta di arrangiarsi ogni giorno nell'arte del fare esperienza per non ripetere gli stessi errori e far tutto sempre meglio.
Forse a volte basta meno peggio.
La realtà dei fatti rappresenta cose approssimative rispetto alla realtà reale. Perchè se è vero che non frequentiamo più quella casa, che ora lavoriamo, che viviamo in altre città o che siamo fidanzati, la verità è che saremmo tali e quali.
Da quel terrazzo che si buttava a strapiombo sul tetto, da cui si discuteva nelle poche albe che ho visto da quel panorama al saluto di oggi, sui binari di un tram. Sono passati tre, forse 4 anni eppure non sembra lontano l'ultimo sabato sera, con pizza e le prese per il culo ai co-inquilini, le troppe "birre di troppo" e poi tutti in birreria. Non era mai un tavolo normale e normali, pur se fottutamente simili a quella dimensione, non lo siamo mai stati.
Troppo profondi per esser visti con lo schermo piatto dell'attualità, troppo uniti per essere inquadrati tutti nella stessa immagine.
Quante volte abbiamo verificato che la sporcizia stava bene con il tempo trascorso lì dentro, tra i mille racconti sulle ragazze e le confessioni omossesuali dei tuoi compagni di casa.
Non dimenticherò mai quei pomeriggi in quella stanza, pomeriggi caldi passati lì mentre il padrone era al lavoro e il letto era troppo piccolo.
Ma se tornassi indietro, di quel tempo che è andato, rivivrei fino alle fine tutto, le serate che solo la ribellione del tempo ci farebbe ritrovare. I ricordi, ahimè, sono annegati nell'alcol.
Era via Padova 78 e dormire poche ore in questi miei due giorni complessi, in cui sono 38 ore che non dormo, mi fa dire che "sì, realtà e verità non centrano davvero un cazzo".
Sarà forse qualche capello in meno, un'esperienza traballante in più o il solito piacere di rivedersi a dire che stiamo prendendo la via giusta, che ovviamente ci porterà lontano da via Padova 78, ma sempre vicini a quelli che eravamo e che siamo.
Perchè se la Dea Fortuna invece che baciarci dovrebbe darci 50 euro o farci un bel pompino, se anche con una camicia addosso potremmo sembrare imborghesiti, ogni tanto nelle nostre teste ci ritroviamo a dire cazzate e bere birre in quella stanza di via Padova 78.
Perchè la realtà è fottutamente distante dalla realtà.
Sperando che non siano tutte parole a caso, come quasi sempre avviene
Il numero era il 78. O almeno così mi pare di ricordare.
Non ci penso spesso, ma almeno quando il passato, pur se recente, ti sbatte addosso, capita che ti fermi a pensarci un pò su...stai lì, fermo, lo sguardo nel vuoto e non puoi far altro che sorridere con le lacrime agli occhi. Ma era il modo migliore di vivere quegli anni irripetibili.
Poi su quella frase ci sono rimasto un pò, ed era vero.
La verità e la realtà sono molto diverse. Ma non siamo cambiati di una virgola, forse in peggio.
Perchè se forse allora c'era un obbiettivo nella mia vita, pur se semplice come una laurea, ora si tratta di arrangiarsi ogni giorno nell'arte del fare esperienza per non ripetere gli stessi errori e far tutto sempre meglio.
Forse a volte basta meno peggio.
La realtà dei fatti rappresenta cose approssimative rispetto alla realtà reale. Perchè se è vero che non frequentiamo più quella casa, che ora lavoriamo, che viviamo in altre città o che siamo fidanzati, la verità è che saremmo tali e quali.
Da quel terrazzo che si buttava a strapiombo sul tetto, da cui si discuteva nelle poche albe che ho visto da quel panorama al saluto di oggi, sui binari di un tram. Sono passati tre, forse 4 anni eppure non sembra lontano l'ultimo sabato sera, con pizza e le prese per il culo ai co-inquilini, le troppe "birre di troppo" e poi tutti in birreria. Non era mai un tavolo normale e normali, pur se fottutamente simili a quella dimensione, non lo siamo mai stati.
Troppo profondi per esser visti con lo schermo piatto dell'attualità, troppo uniti per essere inquadrati tutti nella stessa immagine.
Quante volte abbiamo verificato che la sporcizia stava bene con il tempo trascorso lì dentro, tra i mille racconti sulle ragazze e le confessioni omossesuali dei tuoi compagni di casa.
Non dimenticherò mai quei pomeriggi in quella stanza, pomeriggi caldi passati lì mentre il padrone era al lavoro e il letto era troppo piccolo.
Ma se tornassi indietro, di quel tempo che è andato, rivivrei fino alle fine tutto, le serate che solo la ribellione del tempo ci farebbe ritrovare. I ricordi, ahimè, sono annegati nell'alcol.
Era via Padova 78 e dormire poche ore in questi miei due giorni complessi, in cui sono 38 ore che non dormo, mi fa dire che "sì, realtà e verità non centrano davvero un cazzo".
Sarà forse qualche capello in meno, un'esperienza traballante in più o il solito piacere di rivedersi a dire che stiamo prendendo la via giusta, che ovviamente ci porterà lontano da via Padova 78, ma sempre vicini a quelli che eravamo e che siamo.
Perchè se la Dea Fortuna invece che baciarci dovrebbe darci 50 euro o farci un bel pompino, se anche con una camicia addosso potremmo sembrare imborghesiti, ogni tanto nelle nostre teste ci ritroviamo a dire cazzate e bere birre in quella stanza di via Padova 78.
Perchè la realtà è fottutamente distante dalla realtà.
Sentitamente da me
a chi vive il reale nella verità
e
a tutti quelli che in quelle stanze ci sono entrati a gambe unite
Sperando che non siano tutte parole a caso, come quasi sempre avviene
lunedì, febbraio 18, 2008
Il vento fa il suo corso, ma fa che giri il tempo
Muore di colpo la terra, la mangia la fiera che in petto hai tu u u u u.
Prenditi il tempo per star con gli amici, ma renditi certo che siano felici.
Non essere mai puntuale quando la situazione lo richiede ma fai capire che sei essenziale alla risoluzione del caso, anche quando un caso non c'è.
Dai sempre la massima fiducia in ciò che gli altri fanno, ma verifica sempre che sia corretta...la troppa fiducia a volta lo mette nel culo.
Non piangere mai davanti al nemico, guarda con fierezza il vincitore stando in piedi a testa alta, ma guardando nel vuoto.
Non andarci mai sotto, sia essa una donna o un progetto importante, credi sempre nel giusto e non in ciò che dice la gente.
Pensa sempre e solo con la tua testa e il pacifismo incrostato è scalfito dal vero. Non ci sono marcie e neppure cristoni, ma soltanto idee armate di bastoni. Con i fiori e i dischi ci alletiam le serate e tutto il giorno prendiamo calci uniti a carezze.
Oggi van di moda calciatori e veline e molto spesso equivale a ignoranti e suine, ma a me piace pensarmi pensatore pensoso del profondo concetto del viver penoso, spesso fuori moda anche nel demodè, non ci sono tempi e luoghi per quelli come me.
Non fidarti di nessuno, neanche di quelli che ti leccano il culo. Affezionati sempre alle donne degli altri ma non pensare troppo a tutte quelle che hai avuto.
Cadi sempre in piedi e cerca il vero in ciò che vedi, dietro al più bel ritratto si nasconde un mostro e proprio in quello ti specchi nel mattino ridente.
Non ci sono sessi per definire Amore sia tu uomo donna gay lesbica o trans, ma ama sempre incondizionatamente e anche mamma e papà capiranno le scelte.
Ma quando torna la nonna a darmi le caramelle? le sue erano le più buone e belle.
Tanto so che non torni, il tuo paese è lontano e il tuo sindaco in croce l'han messo i buonisti.
Attendo qui sulla panchina, il vento ha fatto girare il tempo.
Fare un blog è un pò morire se guardi lo scorrere di ciò che scrivi con un senso e una circostanzialità spazio/temporale...già...
Prenditi il tempo per star con gli amici, ma renditi certo che siano felici.
Non essere mai puntuale quando la situazione lo richiede ma fai capire che sei essenziale alla risoluzione del caso, anche quando un caso non c'è.
Dai sempre la massima fiducia in ciò che gli altri fanno, ma verifica sempre che sia corretta...la troppa fiducia a volta lo mette nel culo.
Non piangere mai davanti al nemico, guarda con fierezza il vincitore stando in piedi a testa alta, ma guardando nel vuoto.
Non andarci mai sotto, sia essa una donna o un progetto importante, credi sempre nel giusto e non in ciò che dice la gente.
Pensa sempre e solo con la tua testa e il pacifismo incrostato è scalfito dal vero. Non ci sono marcie e neppure cristoni, ma soltanto idee armate di bastoni. Con i fiori e i dischi ci alletiam le serate e tutto il giorno prendiamo calci uniti a carezze.
Oggi van di moda calciatori e veline e molto spesso equivale a ignoranti e suine, ma a me piace pensarmi pensatore pensoso del profondo concetto del viver penoso, spesso fuori moda anche nel demodè, non ci sono tempi e luoghi per quelli come me.
Non fidarti di nessuno, neanche di quelli che ti leccano il culo. Affezionati sempre alle donne degli altri ma non pensare troppo a tutte quelle che hai avuto.
Cadi sempre in piedi e cerca il vero in ciò che vedi, dietro al più bel ritratto si nasconde un mostro e proprio in quello ti specchi nel mattino ridente.
Non ci sono sessi per definire Amore sia tu uomo donna gay lesbica o trans, ma ama sempre incondizionatamente e anche mamma e papà capiranno le scelte.
Ma quando torna la nonna a darmi le caramelle? le sue erano le più buone e belle.
Tanto so che non torni, il tuo paese è lontano e il tuo sindaco in croce l'han messo i buonisti.
Attendo qui sulla panchina, il vento ha fatto girare il tempo.
Fare un blog è un pò morire se guardi lo scorrere di ciò che scrivi con un senso e una circostanzialità spazio/temporale...già...
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