L'angolo adatto per nani, ballerine, cantanti, troie, alcolizzati e illusi. Ovviamente qui nulla è serio...se sei dei nostri...benvenuto, entra pure

venerdì, dicembre 21, 2007

Lui e ...

Ora state attenti, visualizzate bene lo schermo...non accadrà niente.
Ma è di "niente" che si riempiono le nostre anime. O mi sbaglio?
Ma è anche di percorsi che si nutrono i nostri corpi. Di passi in avanti, di passi indietro, ma è sempre un susseguirsi di passi, una scansione lenta con accelerazioni improvvise.
Lui aspettava la fine del vecchio percorso per iniziarne uno nuovo.
Non che fosse stanco di quello passato, ma era arrivato alla fine con uno strano mix addosso, un misto di serenità e inquietudine, di gioie e paure, di amori e di odi.
Se lo sentiva, il nuovo percorso lo stimolava, avrebbe fatto nuove esperienze, trovato nuovi lidi e visitato nuovi porti. Il tutto restando dove si trovava, in continuo movimento ma senza lasciare il suo Mondo.
Per quest'anno avrebbe lasciato tutto lì, chiuso nel suo cassetto, ma ci avrebbe provato sino in fondo.
Aveva obbiettivi da sradicare, castelli di carta da annullare e fantasie altrui da smontare.
Innanzitutto per se.
Era troppo tempo che sentiva freddo sulla sua strada, non quello che senti fuori, ma quello che gela dentro. Con quello ha scelto di cessare la convivenza. Che non è proprio un cambiar testa o cambiar vita, certe abitudini gli resteranno, Lui può perdere il pelo ma non il vizio. Però vuole certezze e condivisioni e solo a quel punto abbandonerà il vizio.
Poi Lui vuole soddisfazioni ed esperienza. Almeno questo mi ha confidato.
Ha una voglia matta di mettere da parte esperienze e contenuti, storie e passato. Vuole creare qualcosa di bello e si impegnerà a fondo in questo.
Lui vuole esultare e festeggiare in campo, questa volta. Senza odi e botte, senza se e senza ma...vuole la gioia vera di una festa che parta in campo e duri tutta notte e poi ancora...
Vuole il passo, che non vuol dire niente di male e neppure molto di bene.
Non vuol dire mettere la testa a posto del tutto e neppure cambiare, nonostante tutto si piace anche così.
Se tra un anno non sarà così, allora penserà di andarsene, sarà Messico o Brasile, Africa o Australia...non si sa, magari anche dietro casa...ma sarà ora di cambiare.
In tutto ciò la convinzione che il 2008 spaccherà, ad anni alterni è sempre così...

...ma ci sarà sempre troppa poca tonica nel mio vodka gin tonic...tranquilli

lunedì, dicembre 17, 2007

Natale alla porta

Conosco molto bene quanto sia sottile la pellicola che ricopre le mie certezze.
Basterebbe una parola mal detta a far crollare ogni singolo castello di carta che cerco di cementificare al suolo.
La finestra starà chiusa anche il giorno di Natale.
In quell'inutile pranzo senza commensali avrò al mio fianco volti noti e altri meno. Tra un brindisi e l'altro, sentirò lo scorrere lento del tempo, felice di essere presente alla festa del niente.
Mi piacerebbe brindare tra Totò e Peppino prendendo al santo Natale, pensando che anche Osama e George W. lo staranno festeggiando, tra ricordi e passioni e lampi di inventiva.
Saranno dinanzi a un panettone anche il Dalai e il rabbino Capo, magari scambiandosi messaggi di cortesia con Papa Benedetto o Gesu Cristo in "persona".
Ma mettendo su uno specchio ogni singolo secondo da qui alla prossima venuta, capisco che all'evento si deve arrivare attenti. Coperto molto bene alle intemperie e al bombardamento dei regali di Natale, parteciperei al pranzo interessato ai cazzi altrui.
Alle prodezze dei parenti, ai fidanzamenti degli amici, con il volto attento e sveglio verso i sogni che ho dentro, nientaltro che pure e semplice banalità del mio quieto vivere.
Mai come quest'anno arrivo sereno al mio Natale.
Passando l'ultima mano di cera al pavimento, accoglierei gli ospiti muniti di bottiglie di vino, magari intrattenendoli con discorsi non banali, con ospiti speciali, con succosi contenuti.
Aver presenti Jodorowsky o Sepulvéda a dialogare e chissa'lcazzo a intrattenere i convenuti, con me stanco e assente, preso in disparte dalla noia di quei giorni che il ricordo mi riporta.
Che cosa chiedere di più al Natale? Nulla, solo serenità, la salute per chi mi è vicino ( e per chi legge) e la voglia di tirare avanti sognando il paradiso terreno e restando sempre qui, tra queste quattro fottute mura. Almeno finchè non potrò dire di averlo fatto o di averci provato sino in fondo.
A fare cosa? Magari ve lo dico in un altro posto, però ha a che fare col Natale, quello da cartolina, senza fuliggine e puzza di marcio. Quello che sognavi da bambino e ora ti sembra scemo.
Quello che...che poi in fondo anche questo non è poi così male.

**poi leggo le righe di Carlo e quella pellicola si strappa subito nel ricordo di quel momento...mi hai fatto piangere, bastardo...

domenica, dicembre 16, 2007

Krepa goal two times

A volte un goal ti da emozioni enormi e altre ti passa sopra come un onda quando sei immerso nell'acqua.
Certo non sarà stato meraviglioso, sicuramente è stato importante.
Almeno perchè oltre a una mia bella dedica personale, credo sia stato giusto non esultare...
un pensiero doloroso, nella gioia di un risultato, alla quarta vittima per l'omicidio di Torino.
Non è retorica e neppure populismo...solo un pensiero che vorrei condivideste.



Poi sulla squadra, sul gruppo, sul resto, ogni parola sarebbe sprecata.
Non so cosa sia davvero bello e perfetto, ma Noi ci siamo molto vicini.
Grazie di tutto ragazzi...vi voglio bene

giovedì, dicembre 13, 2007

Sulla romantica scia del tram trovo solo preservativi usati

Non capisco i film d'amore.
Non lo faccio apposta, ma ho un senso di ripudio per i lieto fine, sarà che nella mia vita ne ho visti ben pochi e spesso anche male assortiti.
A dire il vero non vado molto neppure al cinema, non ho nessuno da portare con me e adoro andarci solo. Non sopporto i commenti degli altri se un film mi piace. In certi casi i pezzetti del mio ego raggiungono il livello di un totem. Mi ci nascondo dietro.
Adoro invece farmi film in testa, immaginarmi la scenografia del libro che sto leggendo, le inquadrature, gli attori che userei. Il tutto mentre mi immergo nella mia città dentro tram stracolmi o metropolitane che lasciano la scia di fetori orientali e sogni cittadini.
Fatico a leggere il retro copertina degli Harmony che trovo sulle bancarelle.
Preferisco di gran lunga leggere storie di vite vissute davvero, romanzi e storie gialle. Solo un vecchio, che per i fatti suoi leggeva romanzi d'amore riuscì a farmi appassionare a certe "avventure".
Preferisco le poesie, anche d'amore, ma un libro intero non riesco a sopportarlo. Solo dei fiori potrebbero farmi cambiare idea, meglio se malefici.
Continuo la zig zagante malinconia del quieto vivere tra la luci soffuse del mattino e i cieli stellati delle nottate velate da nuvole pesanti e nebbie assorbenti. Tutto svanisce al risveglio lasciando patine ghiacciate su auto e sogni noturni.
Le nature morte non le ho mai comprese e detto tra noi non mi affascineranno mai come l'arte contemporanea.
Il lento scorrere del tempo, che ogni secondo mi fa essere più consapevole di ciò che ero, presto porterà via un nuovo anno. Il prossimo sarà di certo come l'ultimo anno pari, vissuto con determinazioni e commozioni. Lo sento che mi porterà soddisfazione e se mai ciò dovesse accadere almeno avrò la speranza che si avveri.
Molto meglio vivere nella speranza che qualcosa arrivi che vivere nella disperazione che quella cosa non sta arrivando.
Trovo molto scontato il sopravvivere ma mi rendo conto che per molti non è così. Sarà forse per questo che mi accingo a vivere diversamente ogni cosa, a non banalizzare un discorso, a rendere speciale ogni momento. A volte penso di essere affetto da crisi di malinconico rigurcito, inseguendo sogni troppo distanti, ragazze troppo desiderate ed emozioni inappagabili.
Fortunatamente ho smesso con le crisi da ansia da prestazione per una serata, le paturnie sul dove andare e le cose da dire. Ormai cerco di viverle tutte, senza distinzioni. Le falsità le lascio sul cuscino.

sabato, dicembre 08, 2007

L'Italia è uno Stato fondato sul lavoro

E' proprio questo che recita la nostra Costituzione.
Sarà una cazzo di Ave Maria l'ultima cosa che "sentiranno" prima di esser messi sotto terra per la gioia di familiari e cari che avranno meno spese in casa.
Sicuramente con gioia e soldi faranno i conti i piani alti di qualche multinazionale e l'ufficio fumoso di un politico consenziente.
Il fatto è che 4 persone sono morte in questi giorni sul posto di lavoro e non importano colori, paesi, città e partiti.
Conta che non si può morire sul posto di lavoro, non si deve morire giovani, quando ancora tutto è davanti, ancora da costruire. Siamo nel 2007 e ogni anno circa mille persone sul posto di lavoro hanno infortuni gravi o addirittura muoiono.
Una cosa credo peggiore di una guerra. Anzi una vera e propria guerra.
Adesso parliamo di questo cazzo di Natale, facciamo trasmissioni buoniste o che danno la caccia al killer di turno e diamo il culo alle multinazionali.
Andiamo avanti così, si liberano posti di lavoro.

Da un posto sicuramente border-line, un pensiero forte va a chi ci ha rimesso la vita per arricchire il proprio capo. Va ai metalmeccanici di Marghera, ai camalli di Genova, agli extracomunitari sfruttati, a chi lavoro senza le dovute protezioni e magari a 24 anni si ritrova con un tumore ai polmoni...perchè tutto questo NON deve accadere.

Amen

venerdì, dicembre 07, 2007

forse un pò confuso, ma parla d'amore di vita e di me

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giovedì, dicembre 06, 2007

PaZienZa

Come un parto di nuvole pesanti
che cade a terra
e non bagna il terreno.

Cadevano lente
nello scorrere del fiume
che lento, scendeva verso sud.

Sale in alto il pensiero
come un raggio isolato
verso l'alto, verso...

lunedì, dicembre 03, 2007

La lunga notte di Piero, stagista in pensione

Se tutto potesse raccontarsi dalla fine.
Si potrebbe ripercorrere al contrario tutta la strada fatta dalle sue insostuibili AllStar rosse, ormai disfatte. Se rifacessimo tutto riavvolgendo il nastro, forse, non sarebbero nuove neppure appena comprate. Ha un grande dono, quello di rendere tutto vintage, mal che vada senza tempo.
Ma srotolando la storia, ora, alla fin fine, lo si trova lì, rilassato bello e felice.
Per tutto ciò che ha perso e non ha più, per le certezze che gli annullavano la mente.
26 anni contano dal momento in cui li cominci a pesare e quando stai bene anche soltanto prendendo l'acqua quando piove perchè l'ombrello ti opprime, devi ammettere che forse non crescerai mai. Ma Piero aveva un lavoro adesso, piccolo onesto e senza pretese.
Un lavoro vero, senza vincoli o scadenza, solo la sua fiducia nei confronti del capo, un vecchio sognatore ancora povero perchè troppo ricco di pensieri. Era come lui che voleva invecchiare.
Troppi stronzi inseguiti nei corridoi, a consumare scarpe di pelle comperate ai Grandi Magazzini, per trovare un lavoro serio, in ufficio, come avrebbero voluto i genitori di Lei, come avrebbe voluto la Mamma. Troppi calci in culo presi da scarpe migliori delle sue, dietro ordini di migliaia di fotocopie e umiliazioni per la sua troppo giovane età. Come se non essere vecchi fosse un crimine.
Sei mesi di stage, belle premesse e poi la conferma di non essere confermato, come nelle battute che si faceva la sera con gli amici in birreria, quando la scaramanzia giocava con la realtà. Poi i discorsi dei suoi, gli incoraggiamenti degli amici, le critiche di Lei.
Non riusciva neanche più a fare l'amore. Ogni tanto scopava, con rabbia...ma perchè buttava via il tempo così? Il suo tempo...
Sarebbero stati ancora lavori a tempo, centri commerciali e maglioni da piegare, clienti isteriche e colleghi senza voglia. Intanto le AllStar consunte diventano sempre meno nuove e anche il rosso sembrava quasi un pò bordeaux.
600 euro per le serate, una cena con Lei che era sempre meno sua e un'altra occasione per essere di nuovo come lo volevano. Stagista.
Accettare è adesso una sfida con se stesso e non son certo troppi i complimenti avuti. Le stesse storie e gli stessi fulmini, neanche tre mesi e tutto è di nuovo punto e a capo.
Ma adesso basta. Come diceva il gruppo di cui non ricordava mai il nome, abbiamo sogni che teniamo per noi stessi. Ma neanche un giorno avrebbe più regalato a quella vita, a Lei e a fotocopie ingiallite.
Avrebbe scelto solo lunghe passeggiate, sempre con quelle scarpe lise e poi tante corse, ma non dietro stronzi incravattati, sempre solo dietro a ciò che gli altri non vedevano ma in realtà c'era.
Non ci avrei mai creduto se non lo avessi visto seduto a quel modo con lo sguardo sognante a fissare le foglie cadute a terra dicendomi "non è fantastico?...cadono a terra senza far rumore".
Era tranquillo.

A tutti i "bambocci" dello Stato Italiano

"NeL miO ScrIGnO", sono i Perturbazione con Manuel Agnelli...per quella sera al MilanoFilmFestival e per quella al MiaMi...a chi c'era...e per Ringhio: AuGuRi!!!!!

venerdì, novembre 30, 2007

Leggere parole

Me l'avevan detto.
Che a volte la poesia contasse meno della prosa, dei fatti e delle cose. Ma spesso ho pensato che l'unico modo per uscire da alcune situazioni fosse lei, con i suoi mondi e suoi colori, magari ispirati da un paio di birre di troppo (fai anche tre), per cancellare i contorni e rendere tutto più vago e per questo definibile di nuovo. Ridefinire le certezze per rendere tutto più relativo e inconsistente. Dargli nuova forma e nuova compattezza. Cercando il bello.
Che di per sè come parola non significa nulla, lascia spazio alla soggettività, per cui al tempo stesso alle chiacchiere e così via. Son sempre parole che si inseguono. Come goccie d'acqua nell'aria o macchie d'inchiostro su un foglio di carta.
Sia chiaro sono convinto che certe cose siano oggettivamente belle, che certe ragazze siano belle come "La notte stellata" di VanGogh o il "White Album" dei Beatles.
Ma le parole hanno possibilità di poter descrivere cosa sia bello e cosa no, senza cadere per forza nel "brutto", forse in questo hanno importanza.
Se dico occhi non mi viene in mente quello sguardo e se penso bacio non ricordo sere buie, fredde e momenti intensi.

A volte si usano concetti stupendi ricondotti a una sola parola.
Ma con goal non descriverai mai cosa si prova a vedere quel pallone che gonfia la rete e con concerto non descriverai mai cosa vuol dire essere sotto il palco a guardare e sentire ciò che ti rende vivo. Neppure sesso può descrivere quanto sia bello far l'amore la tua ragazza o quanto sia appagante, a volte, una bella scopata.
Se dico ritmo non mi viene voglia di ballare e poesia non mi fa pensare ad albe o sogni.
Ma a volte si abusa delle parole stesse. Quante volte con amore, si chiama colui o colei che in realtà amore non sono. Amico viene spesso affibbiata a persone che si conoscono ma con le quali non hai mai neppure condiviso una sbronza, una doccia, due lacrime o un sogno.
Vomito non mi mette in testa una serata passata a cento all'ora e vecchiaia non mi dice niente né sui miei nonni né sulle prospettive della mia vita. Neppure bimbo mi fa pensare al futuro, alla cacca o alle api colorate che girano.
Ci sono comunque parole che aprono un mondo, parole che non dimenticarai mai, parole tue, nostre...ma pur sempre parole...
Che sian parole e che le parole restino solo per l'attimo in cui vengon pronunciate me ne accorsi già da piccolo, quando le promesse non mantenute facevan crollare castelli e boschi incantati.
Poi mi sono accorto di quanto conti più un abbraccio, della bellezza di un sorriso, di quanto un vaffanculo sia relativo. Anche perchè non mi fa venire in mente nessun posto.
Le parole nell'acqua non si sentono, ricordo lo scherzo a Jack ad Acapulco,
con lui sott'acqua ad indovinare le canzoni che noi fuori "non" cantavamo.
Però sott'acqua un bacio, una carezza o un dito medio si capiscono lo stesso...
Grande Jack...un abbraccio a te, lo mando a Londra...

mercoledì, novembre 28, 2007

scontri frontali vs amori banali

Si incontrarono nel tepore assonnato di un freddo Pomeriggio autunnale. Forse credevano fosse autunno soltanto perchè davano poco peso al lento scorrere del Tempo e non avevano ben chiaro l'inizio, e la conseguente fine, delle stagioni.
Il chiarimento non era dovuto, ma siccome l'incontro avvenne per caso, lo stesso caso volle che i due chiarissero.
Cosa? Vecchie ruggini, antiche abitudini e certo anche nuove passioni e neonati bisogni.
Se da una parte per uno stava iniziando la giornata, l'altra si accingeva a finirla, sfinita dal troppo lavoro e dallo stress, rallentata dallo sfarzo della sera prima che Lui aveva portato a casa, nelle pieghe dei vestiti e nel peso di un fisico bistrattato.
Era tutta lì la lamentela che lei voleva venisse a galla, senza per questo sembrare "vecchia e passata". Neppure troppo "responsabile e rigida". Ma, cazzo, era dura ultimamente avere la lucidità necessaria per Mattina, dopo nottate passate, dall'altro, Notte, tra bagordi alcol e locali.
Era tutto lì, perchè Lui non voleva darsi pace e seppure avesse un fisico che poteva permettersi ben altri palcoscenici, per Lei era dura rialzarsi con i mal di testa e i tempi di recupero sempre più lunghi. Per non parlare delle odiose occhiaie e dei capelli sempre arruffati.
Non erano neppure le diverse "mignotte" che ogni tanto si trovava affianco al mattino, seppure fosse segretamente innamorata di Lui, al punto da seguirlo spesso nei suoi vagabondaggi fuori orario.
Ma il sorriso smagliante e beffardo dell'altro, la portò alla pazzia di folli grida e insulti. Lo stress del troppo lavoro le aveva portato via anche la voglia di scherzare.
Basta, ormai era troppo. Sarebbe arrivata al punto di legarlo al letto appena il Pomeriggio fosse andato a letto. Ma non sarebbe stato facile perchè Pomeriggio era il meno interessato.
Rifocillato dal pranzo, si rifaceva con dormitine e sbadigli per presentarsi al suo socio in forma dignitosa. Si permetteva anche palestra o allenamenti di calcio. Gli stronzi...
No, non ce la faceva più.
Fu in quel momento che decise per una scelta drastica, il suicidio. Sperava di segnare anche il loro destino. Senza Lei, cosa sarebbe stato di Loro?
Un gesto folle. Esasperato e folle, ma anche sicuramente inutile.
Inutile perchè ogni giorno prevede una Mattina, soprattutto dopo che il tramonto rende spazio all'oscurità e il bel Notte è libero di fare il suo passaggio.
Dopo il lampo suicida, si accorse di aver esagerato. Forse saran meglio altre due aspirine domattina per il mal di testa e lasciare che quello stronzo si diverta...arriverà anche per Lui il momento del giudizio e forse anche l'amore.
In fonda la Mattina avrà pure l'oro in bocca, ma Notte è sempre più giovane.