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mercoledì, novembre 28, 2007

scontri frontali vs amori banali

Si incontrarono nel tepore assonnato di un freddo Pomeriggio autunnale. Forse credevano fosse autunno soltanto perchè davano poco peso al lento scorrere del Tempo e non avevano ben chiaro l'inizio, e la conseguente fine, delle stagioni.
Il chiarimento non era dovuto, ma siccome l'incontro avvenne per caso, lo stesso caso volle che i due chiarissero.
Cosa? Vecchie ruggini, antiche abitudini e certo anche nuove passioni e neonati bisogni.
Se da una parte per uno stava iniziando la giornata, l'altra si accingeva a finirla, sfinita dal troppo lavoro e dallo stress, rallentata dallo sfarzo della sera prima che Lui aveva portato a casa, nelle pieghe dei vestiti e nel peso di un fisico bistrattato.
Era tutta lì la lamentela che lei voleva venisse a galla, senza per questo sembrare "vecchia e passata". Neppure troppo "responsabile e rigida". Ma, cazzo, era dura ultimamente avere la lucidità necessaria per Mattina, dopo nottate passate, dall'altro, Notte, tra bagordi alcol e locali.
Era tutto lì, perchè Lui non voleva darsi pace e seppure avesse un fisico che poteva permettersi ben altri palcoscenici, per Lei era dura rialzarsi con i mal di testa e i tempi di recupero sempre più lunghi. Per non parlare delle odiose occhiaie e dei capelli sempre arruffati.
Non erano neppure le diverse "mignotte" che ogni tanto si trovava affianco al mattino, seppure fosse segretamente innamorata di Lui, al punto da seguirlo spesso nei suoi vagabondaggi fuori orario.
Ma il sorriso smagliante e beffardo dell'altro, la portò alla pazzia di folli grida e insulti. Lo stress del troppo lavoro le aveva portato via anche la voglia di scherzare.
Basta, ormai era troppo. Sarebbe arrivata al punto di legarlo al letto appena il Pomeriggio fosse andato a letto. Ma non sarebbe stato facile perchè Pomeriggio era il meno interessato.
Rifocillato dal pranzo, si rifaceva con dormitine e sbadigli per presentarsi al suo socio in forma dignitosa. Si permetteva anche palestra o allenamenti di calcio. Gli stronzi...
No, non ce la faceva più.
Fu in quel momento che decise per una scelta drastica, il suicidio. Sperava di segnare anche il loro destino. Senza Lei, cosa sarebbe stato di Loro?
Un gesto folle. Esasperato e folle, ma anche sicuramente inutile.
Inutile perchè ogni giorno prevede una Mattina, soprattutto dopo che il tramonto rende spazio all'oscurità e il bel Notte è libero di fare il suo passaggio.
Dopo il lampo suicida, si accorse di aver esagerato. Forse saran meglio altre due aspirine domattina per il mal di testa e lasciare che quello stronzo si diverta...arriverà anche per Lui il momento del giudizio e forse anche l'amore.
In fonda la Mattina avrà pure l'oro in bocca, ma Notte è sempre più giovane.

8 commenti:

Joe Rokocoko ha detto...

ma un giorno dovremo cominciare a preoccuparci anche dei Pomeriggi, mi sa...

Davide ha detto...

io preferisco un scontro frontale, ma di quelli che il carrattrezzi ti guarda con un po' di pena e ti dice guarda, non mi devi nulla. ah vivere

Sara ha detto...

un racconto surreale dove riconosco la tua impronta, è sempre bello leggerti

krepa ha detto...

@joe:secondo me quel giorno è ancora lontanissimo...siamo ancora troppo gggggiovani
@davide:vivere la vita sino ad ubriacarsi, diceva qualcuno
@sara:grazie

Colombina ha detto...

La parte sul suicidio mette i brividi, infondo chi non 'ha pensato almeno una volta nella vita?

pat ha detto...

che fascino, ragazzo!
da vendere.

krepa ha detto...

@colombina:anche se per un solo secondo, credo tutti...
@pat:grazie pupa...davvero

Anonimo ha detto...

MI RICONOSCO MOLTO NEL TUO RACCONTO!!!
IN FONDO QUELO CHE BISOGNA TEMERE E' IL PROPRIO GIUDIZIO SU SE' STESSI CHE QUELLO DEGLI ALTRI, PERCHE' E' QUELLO PIU' PERICOLOSO, PERCHE' NON PUOI RACCONTARTI BUGIE.
VIVERE AVENDO POCHI MOTIVI PER FARLO E' SICURAMENTE LA SCELTA PIU' CORAGGIOSA.