L'angolo adatto per nani, ballerine, cantanti, troie, alcolizzati e illusi. Ovviamente qui nulla è serio...se sei dei nostri...benvenuto, entra pure

mercoledì, febbraio 14, 2007

Happy San Valentine

Achisièalzatoconlavogliadisboccareperlaseraprimaehailcerchioallaeunaragazzaononlahaèlavorrebbe.
AchisisentecomeLinuscon"laRossa"eciòlofasentirevivomasarebbemeglioaverla.
Achinonlofesteggiaperchèèsolounatrovataeconomica.
Achicredesiasolounmotivoperscopare.
Achicredenell'amore,efabene.














Ti hanno mai donato dei fiori così?
Non devi dire "mamma che schifo!!! dei culi..." ma "Che bei fiori!!!". Cerca sempre di vedere il bello, anche in san Valentino...oltre a me...

lunedì, febbraio 12, 2007

La notte dei sogni viventi

Accendo una candela...
Sarà una notte come le altre notti. Finita in una sveglia affrettata o in un mal di testa che tarda a calare. Se penso a tutte le ore delle mie serate che non ricordo penso ci si possa scrivere un libro.
Ciò che rammarica è che siano spesso le ore più interessanti.
Ancora un paio d'ore, forse anche tre, e sarà sonno. Ma non si dorme mai completamente quando si hanno troppi sogni e un paio di pensieri e neppure le mille pecorelle ti fan trovare la via del sonno. Magari una pecorina, ma quelli sono altri discorsi.
Discorsi e discorsi che ti passano per la testa senza portare a un capo, progetti che non si differenziano dai danni, amori che equivalgono a dolori.
E allora buonanotte a chi adesso non ha di meglio da fare che leggere queste mie cagate, magari pensando siano vere o rivedendosi in queste righe. Ma soprattutto a chi sta passando la notte in giro, godendosi il momento o anche a rompersi i coglioni davanti a una birra nel solito locale. A chi ha la fortuna di far l'amore o semplicemente sta scopando per passare il tempo.
Proprio quando sei nel bello di un sogno e ti svegli con un senso di incompiuto che ti porti per il resto della giornata. La parola che non hai detto o la cazzata che invece hai fatto.
Buonanotte a chi va a letto presto perchè domani va a lavoro e a chi rivolge l'ultimo pensiero a chi non c'è abbracciando un cuscino che non può rispondergli. A chi vorrebbe essere con qualcuno lontano e chi pensa di scollarsi la voglia altrui di coccole dopo una mezzora di passione. A chi non trova mai sonno e vuole viversi la notte, portando in giro occhiaie firmate sotto gli occhi. A

A tutti quelli che passeranno il San Valentino con la persona amata, ma anche a chi sta insieme solo per scopare. In particolare a chi non ha mai festeggiato questa stupida formalità, che però ti fa capire che almeno per un giorno l'amore conta e costa. Notte a chi pensa che conti e chi non troverà sonno per i costi.
Insomma volevo solo darvi la buonanotte miei cari, io non dormo, ma chissà che prima o poi non inizi a farlo. Ma i sogni restano svegli...

pfffff...spengo la candela...buonanotte

venerdì, febbraio 09, 2007

Volano nell'aria e nella carta si accartocciano

Quante volte ho scritto cose che mai hanno trovato un lettore.
Parole date all'aria, donate al prossimo senza che vi fosse motivo per gettarle. Arrivate lì in fondo a un cestino e finite chissà dove.
Ho scritto a chi non c'è più perchè non gli avevo detto tutto quando era qui. Anzi forse non gli avevo detto proprio niente. Ma sono fatto così, e spesso tieni le cose dentro per paura.
Di cosa ancora non me lo so spiegare.
Avevo scritto ad un bambino mai nato, nel momento in cui potevo diventare il padre che spero sarò e alla fin fine forse è meglio così. Ma eran parole al miele, per farlo crescere forte e bello, saggio e buono.
Alle volte mi fa piacere parlare anche con chi non conosco, cercare l'unamo nell'inumano, provare a farmi diventare interessante anche chi non lo è. Non lo sarà forse mai.
Ma provarci non è un reato.
Avevo scritto anche a Babbo Natale, ma quel vecchio ciccione non mi aveva portato ciò che avevo chiesto. Forse non ha neppure letto e da allora lo aspetto, sì, ma per farci due chiacchiere.
Se devo esser sincero avrò consegnato un paio di lettere personali e tutte ultimamente, nell'ultimo anno. Altre due o forse tre ho avuto coraggio e voglia di pubblicarle qui e forse una mail l'ho mandata. Ma a quanti pensieri ho dato anima per poi ucciderli in cestino.
Quanto vento ho fatto prendere ai miei pensieri senza dire un "...." o un ".... ma veramente......". Infantile a tratti e timido ad altri, forse troppo narciso per fare figure di merda.
Quintali di messaggi sul cellulare cancellati al momento dell'invio e non per fare un torto all'operatore.
Ho scritto a chi mi ha fatto stare bene senza che Lei l'abbia mai saputo e l'ho fatto a Lei che spero (o speravo), un giorno mi farà star meglio di ora. Mi farà innamorare. Pensieri che ahn fatto la fine del latte scaduto o del pane vecchio.
Avrò scritto anche a te, è sicuro se pensi che io ti debba dire qualcosa. Magari ti ho anche scritto tra le righe di questi post, tra le pieghe di questi pensieri che dimostrano quanto sia in alto mare.
Sto comunque a galla, non ti preoccupare.
Piuttosto controlla nelle bottiglie vuote che trovi per strada o nei cessi dei peggiori locali che frequenti. Negli occhi del tuo ragazzo o nel corpo della tua ragazza. Potrebbe esserci qualche mio messaggio che ancora non ti ho detto.

Ma in fondo resta sempre quello. Ti voglio bene chiunque tu sia, ma adesso per favore vai a farti fottere. Devo pensare.

on Air:"Welcome to the cruel world", Ben Harper

mercoledì, febbraio 07, 2007

Aggiungi un post al blog: Stock alias Joe Rokokoko

Secondo capitolo della saga degli amici "a 'mme" che mi fanno l'onore di esporre le proprie idee in codesto orinatoio semi-personale. Chi è Joe???Un grande amico in primis e poi se tutta la baracca esiste lo dovete proprio a lui. Lui mi fece iniziare e ora che sta mettendo ordine nella sua testolina, gli ho chiesto di invadere il mio spazio visto che il suo è momentaneamente sospeso nel limbo. Ora cantati nella mente "Aggiungi un posto a tavola", spengo le luci e a te l'onore...

Una volta non c'erano i cellulari: quanto si stava bene... Non c'erano messenger, le email, tutte ste cazzate. C'erano, però, il Krepa, Joe e compagnia bella. C'erano gli spogliatoi vecchi all'Orione, e ci si stava alla grande. Al martedì ci si faceva in fretta la doccia perchè in tv c'era il Maresciallo Rocca. Altri tempi. Si baldorieggiava in pochi metri quadri, ci si raccontava la vita di tutti i giorni. La prof troia, la tipa troppo figa che non ti guarda, i progetti strampalati, i concerti. C'era Joe e c'era il Krepa. In campo i due si rispettavano, ma senza realmente amarsi (Joe odiava i passaggi a mezz'altezza del Krepa, perchè non sapeva stopparli, ma era inutile provare a spiegare. Sarebbero arrivati solo quelli, e per molto tempo). Fuori, si amavano senza rispettarsi. Ma si amavano veramente.
Joe lo capì presto. Non subito, ma presto. Quel pirla diceva così tante cazzate che andare agli allenamenti era un piacere: la cricca di deficienti che affollava lo spogliatoio, d'altronde, garantiva un paio d'ore di serenità, lontano dai compiti in classe e dalle sturie malate. Mancava sempre qualcosa (il tempo), eppure era tutto perfetto.
L'amore sbocciò nel fango, dunque, ma vide veramente la luce nelle notti in cambusa. Notti alcoliche, folli, spensierate. Si cominciava di rito con la "carezzadiddio", un cocktail che in realtà era una leggenda: ogni volta il barista fattone ci propinava qualcosa di diverso. Qualcosa di catastrofico per il fegato, ovviamente. Ma stavamo diventando grandicelli, e ce lo potevamo permettere. Il Krepa, poi, l'uomo finto per eccellenza, si poteva permettere qualsiasi cosa. Ok, vi spiego sta storia dell'uomo finto: dovete sapere che il Krepa è un finto ubriacone. perchè beve come un dannato, ma poi regge benissimo. E' anche un finto guascone, perchè sotto sotto è timido. Ed è un finto timido, perchè quando vuole sa come esporsi. Insomma, è sempre finto. Talmente finto che è vero. Ed era veramente ubriaco quella sera, quando in via Caterina da Forlì corse insieme al suo amico Joe (poco ubriaco pure lui) col culo all'aria per tutta la via salutando le macchine che passavano. Da notare che quella sera i due erano praticamente i messi meglio di tutta la combriccola (Dani si addormentò sulla panchina, degli altri meglio tacere).
In quelle sere in cambusa era davvero tutto perfetto; eppure mancava sempre qualcosa.
Arrivarono i cellulari, gli sbattimenti, le donne, le sturie malate, l'università. C'era sempre meno tempo ed allora bisognava inventarsi qualcosa. Agli allenamenti si cantavano i cori tutta la sera, ormai era impensabile tornare a casa prima delle dieci e venti. E gli allenamenti finivano alle nove e mezza eh. Ma noi come dei coglioni a fare i contest, chi esce prima dalla doccia è ricchione, e via dicendo. Poi la domenica capitava di non giocare, di attapirarsi, di rimuginare su tutto. Ed allora il Krepa capiva e accompagnava il fratello Joe quasi fin sotto casa, allungando la strada per fare due chiacchiere. Il mister è un pirla, manca la voglia, che cazzo devo fare. Discorsi importanti, mentre l'Inter regalava l'ennesima illusione e di fare la patente non se ne parlava nemmeno. Krepa e Joe si guardavano e vedevano un doppio di loro stessi. Una coppia di coglioni fatta e finita, con tante idee e poca chiarezza in testa.
Sono passati anni ormai, dall'ultima partita giocata insieme. L'ultima chiacchierata invece, ce la siamo fatta di recente. Solite storie: donne, alcol, serate, esagerazioni di ogni tipo.
Quanto tempo che è passato. Una volta Joe era magrissimo e il Krepa aveva i capelli lunghi. Appena entravano in campo per l'allenamento, si immedesimavano in Francioso e Carparelli ed ogni sera festeggiavano la promozione del Genoa a Marassi all'ultimo minuto dell'ultima partita. Là dove non c'erano che vecchi a giocare a bocce, loro vedevano la curva in festa. E si abbracciavano e gridavano e tiravano in mezzo gli altri, in una contagiosa follia collettiva.
Oggi Joe non è così magro, e Krepa non ha i capelli così lunghi. Ed anche quella sensazione che manchi qualcosa è alla fine scomparsa: ha fatto posto ad un qualcosa di diverso. E' la sicurezza di aver costruito qualcosa di importante, in mezzo a tutte le cazzate dette e fatte.
E non è cosa da poco.

"E' l'ultimo minuto di recupero. Sono tutti in area in attesa del calcio di punizione di Carparelli. Ecco che parte il cross... stacca Franciosoooooo... GGGGGGOOOOOLLLLLLL... MIMMO FRANCIOSOOOOO!!! GENOA IN VANTAGGIO!!! IL GENOA HA SEGNATO ALL'ULTIMO SECONDO!!! INCONTENIBILE LA GIOIA DI FRANCIOSO CHE CORRE AD ABBRACCIARE CARPARELLI, E' IL DELIRIO A MARASSI!!! IL GENOA TORNA IN SERIE A!!!"

(partorito dall'insana mente di Joe Rokocoko)

Due maglioni. Tu in porta. La palla è mia, giochiamo?

Ho la foto appesa di quando giocavo a pallone. A 11 anni.
Affianco le foto dei miei bambini, intorno a una palla spelacchiata e un campo che sembra SanSiro ma non lo è.
Ho passato tanto tempo sui campi di calcio, quasi quanto ne ho passato a letto o in file varie. Molto più di quanto ne ho passato su mezzi pubblici o a letto con ragazze più o meno belle. Di certo non si vedono i risultati...sul campo.
Non mi è mai interessato arrivare da nessuna parte, ho sempre e solo amato il campo, il sudore, lo spogliatoio, il fango e l'atmosfera.
Stasera in doccia, dopo aver lavato con cura le scarpe, le ho annusate e avevano quell'odore, quello che hanno le scarpe usatissime di un brutto giocatore di categoria, certo non quelle di Beckham.

Ma sento troppi dire che il calcio è malato e osannare sport nobili e belli come il rugby. Troppi dire che girano soldi droga e puttane. Nessuno dire che manca la cultura sportiva e non.

Non sarei ciò che sono, nel bene e nel male, se non avessi giocato a calcio. Le emozioni che solo lui mi ha dato, le avrò già dette mille volte, ma sono uniche. Solo uno spogliatoio ti da certe regole, certi discorsi, certe emozioni. Alcune doccie in cui devi tirare fuori te stesso, i tuoi problemi. Quegli infortuni da cui lotti per tornare in campo, quegli allenamenti duri che alla fine ti fanno star bene. La neve, il fango, il caldo e sempre lì. Pantaloncini corti, felpe, abbinamenti scandalosi.
Amici e litigi per un fallo, un fuori. Ma poi alla fine è sempre un abbraccio. Come dopo quei goal che ti hanno segnato la vita. Il primo che feci alla mia prima partita, con mio nonno là in tribuna. Il goal di Stock e l'abbraccio a Dany che aveva perso il padre in settimana ma era lì e tutti intorno a dirgli che c'eravamo. La spontaneità di quel gesto mi fa ancora venire da piangere. Il primo goal a Muggiano, in un periodo difficile e la lettera che mi scrisse Dade, anche qui lacrime. Il boato al goal di Yuri ai playoff 2004, a Cisliano, ragazzi che roba. Nulla come quello di Dino l'anno scorso, che ci ha mandato ai playoff e successivamente in seconda categoria. Ho sentito scoppiarmi il petto dalla gioia. Un'emozione pari solo al rigore decisivo di Grosso...ma più forte...
Mi ha dato amici veri.

Chissà perchè tutti attaccano il calcio ma poi il 9 luglio eravamo milioni in piazza, ubriachi di gioia.

Finchè avrò un maglione per fare il palo a terra e la voglia di continuare a sognare di essere a SanSiro, lavatevi la bocca quando parlate del calcio.

lunedì, febbraio 05, 2007

un POST sull'amicizia per dire che...

Il sentimento più vero lo prova una madre per il proprio figlio. Parzialmente lo prova il padre per la propria prole. Sicuramente l'amicizia quella vera, forte e fottutamente dannata la provi verso un amico. Verso quella persona con cui passi le ore a parlare, ma anche senza parlare perchè tanto basta uno sguardo. Quello che tanto sa meglio di te come sei fatto, che ti conosce bene. Che sa chi sei e gli puoi raccontare quello che vuoi, ma tanto la maschera te la toglie subito. Ne ho di amici così, per me l'amicizia è una delle cose più care al Mondo.
Forse la più cara. Per i miei amici provo nel mio piccolo a dare tutto me stesso, in ogni situazione, nei limiti della mia insana consapevolezza.
Ho la fortuna di avere tanti amici così. Quelli che a volte sei fortunato ad averne un paio. Io ne ho di più e non perchè ho livelli di sopportazione bassi.
Con questo post ringrazio tutti voi. E tu se hai amicizie così raccontamele...

Ma in particolare faccio gli auguri al mio migliore amico. Quello con cui condivido la strada da 2o anni. Quello che sa quasi tutto di me, di cosa penso e di cosa non penso. Con cui ho passato tutte le fasi, con cui sto ben invecchiando, perchè alla fine facciamo la nostra figura e allora fanculo vecchio...
auguri e come dici tu "già la vita è troppo complicata, perchè cazzo dobbiamo complicarcela da soli?"

Hai ragione...that's entertainment!!!

così vi racconto una storia. era il 1987, settembre, primo giorno di scuola dei nati nella leva 1981. scuola Zuara, a Milano. la classe è già disposta, tutti hanno il loro piccolo compagno di banco tranne uno (chi sarà mai?). d'un tratto entrano due guance, in ritardo, e l'unico posto
è vicino a un tipo cicciottello. "Posso sedermi?"-fanno le guanciotte. "E' l'unico posto libero, certo"-risponde cicciottello...il resto che ve lo dico a fare...è storia recente.


Auguri ancora zio...alla fine si continua a correre...finchè non ci troveremo vecchi su un'isola a raccontarci, con un cuna in mano, come cazzo eravamo coglioni a vent'anni...

domenica, febbraio 04, 2007

non esiste e non diciamo cagate

Due righe, solo due righe. Perchè già parlano troppi stronzi.
Ma mi sono rotto il cazzo. Esce dallo stomaco, come vomito.
Troppa ignoranza, troppi animali in giro. Bestie senza testa.
Troppo buonismo del cazzo. Troppe parole e si parla e basta.
Non sono tifosi, non hanno ideologie, non sono persone.
Come Carlo che morì qualche anno fa per una manifestazione, ora un poliziotto per una partita.
Non mettete in mezzo il calcio, non parlate di tifosi.
Non mi dite che è la vostra ideologia manifestare picchiando e spaccando tutto.
Siete solo gente che ha bisogno di mettersi in mostra. Senza avere nulla da dire.
Da una parte e dall'altra.

E porco *** la vita è una.
Era una per Carlo, morto per l'idiozia dello Stato.
Lo era per Filippo, morto pe l'idiozia dell'animale uomo.
Lo era per il dirigente di terza categoria "morto ammazzato" per una partita.
Ma porco *** io non sopporto il buonismo di ora.
Pene dure e carcere a vita per chi sgarra.
Non esiste e non diciamo "giusto" o "è vero". Agiamo già da noi e intorno a noi.

sabato, febbraio 03, 2007

Sabato al cinema-2

Due ragazzi...due destini...un solo obiettivo
sarà la vita?
sarà il lavoro?
sarà la voglia di emergere?
sarà la volontà di farsi una famiglia?
ma andate a cagare

da un romanzo di Davide Mengacci
la prima opera seconda di krepa&punta
dopo il successo di "Sciallandocelacela...mela"
le prime riprese ultime di jack


"oooh...!!!mi sciacquo le ascelle...e arrivo!"






Hanno detto del film:

Bruce Willis:"La parte di Krepa era mia...mia...cazzo...ma va bene, la lascio a un amico fraterno come lui"
Beppe Bigazzi:"Sta volta ho dormito pure meglio....bravi"
Luxuria:"due icone gay...un grande carico di umanità...e Punta ne sa, chissà che amatore"
Andrea G.Pinketts:"Bevono poco ma i sentimenti si vedono ugualmente...sembra la Passione di Cristo...."
Mel Gibson:"Le riprese di Jack...da Oscar. Sentirò i ragazzi per il mio prossimo film, il remake di Gianni e Pinotto"

giovedì, febbraio 01, 2007

Quel quadro è bello, ma non c'entra un cazzo con l'arredamento

So come sono fatto anche se mai ho studiato psicologia. Cosa già sentita, ma reale. Anche se in effeti un esame l’ho anche dato, 28, ma avevo copiato tutto.
Finisce oggi il mio stage nella redazione gioenalistica-finanziaria, ormai troppo esperto del settore, mi dirigo verso altri lidi.
In un famoso film recente, uno stage gratuito faceva parte della ricerca dela felicità del protagonista. Ora questo stage gratuito farà parte della mia personale ricerca, che dura da tempo e che mi porta temporaneamente, a sprazzi, ad esserlo. Non ho detto di cosa sia la ricerca, ma si capisce dai. Il fatto che sia solo a sprazzi è normale, non è una mia malattia. Ma non si è sempre felice, sempre spensierati, sempre buoni.

Quando non lo sono, felice, resto sempre sereno. Ormai ho semi equilibrio psicopatico, momenti di sclero alternati a placida calma, quasi mistica. Capisco le cose e le persone, valuto più o meno le soluzioni nel modo che ritengo migliore. Prendere una decisione tra il bene e il male è una cosa che anche una scimmia potrebbe fare. Ma scegliere cosa è migliore tra due buone cose o peggiore tra due cattive, è da persona saggia. Quanto meno sensata. Io non sono saggio e non ho un senso, soprattutto certe sere dopo una certa ora, quando vedo il sole anche in mezzo alle nebbie e ai pensieri.

Non so dove mi porterà la nuova cosa, ma ho tempo per vederlo e pensare al futuro quando non so come gestirmi il singolo attimo, mi sembra esagerato. E’ come non sapere dove portare ipoteticamente a cena Monica Bellucci nel momento in cui ti stai masturbando. Più o meno...credo...

Vivo alla giornata, già detto, già ripetuto. Siccome domani non lavoro, il mio week-end inizia oggi. Un paio di mostre e tanto di tutto, senza pause. Voglio essere così, perchè in fondo lo sono.
Mi viene in mente Quello che non c’è degli Afterhours e quelle parole che lasciano senza parole, forse perchè le annientano...
“Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è
”
Perciò maledirò il mio mal di testa mattutino. Maledirò il mio correre dietro palloni che mai prenderò e sogni che mai realizzerò. Maledirò me per essere così ordinatamente irrazionale, così sognatore e realista, così fottutamente fuori luogo. Maledirò tutte le ragazze che mi faranno girare e quelle che mi faranno pensare, oltre a tutte quelle che già l'hanno fatto. Maledirò me e chi è con me. Maledirò e amerò tutto ciò.
Insomma non è facile portarmi in giro “mentre mi uccido l’anima...proprio come tutto il resto ha fatto già”*...

*Pop- Afterhours

mercoledì, gennaio 31, 2007

un WEEKend SpaKca cKulo

Qualcuno dice che gli ultimi post fossero troppo mielosi e lasciassero spazio al pensiero. Allora un pò di sano cazzeggio, che poi è il mio lavoro.
L'ultimo week end è stato a metà. A metà ha spaccato a metà mi hanno spaccato (era domenica ed era pomeriggio ed era calcio...era).

Dal Rockets che ci arrivi chissà perchè e la serata spacca e poi si beve qualcosa e c'è il buon GianMarco Moratti che si diventa amici per una sera e gli do il numero ma lui il presidente del Muggiano non vuole farlo e allora alle 3 si va alla casa139 che Ale va lì e c'è Roby che ogni volta ti manda a casa morto e piegato e alla fine è troppo bello vedersi e poi arrivi là e c'è davide che prima era con te ed ubriaco e lo raggiungiamo subito nel mondo alcolico fatato e dorato che poi si parla con Morgan e le Vibrazioni che loro suonano e io ho il blog e blablabla e sabato i BlueBeaters e Giuliano Palma era un pò imbastito ma bello il concerto e domenica sera invece che una birra con Lillo e Jack ce ne facciamo 4 e fanculo a tutti...tutto di corsa...

così il week end finisce e si va verso l'altro. Magari ancora senza amore ma con quello di amici al fianco, che noi stiamo ancora correndo.
E fanculo a chi dice che alla mia età devi già pensare a...
Alle fighe di legno e ai cazzi ingessati...
Agli imbellettati e bravi ragazzi da copertina...
Al prossimo week end in cui mi farò male...