L'angolo adatto per nani, ballerine, cantanti, troie, alcolizzati e illusi. Ovviamente qui nulla è serio...se sei dei nostri...benvenuto, entra pure

martedì, ottobre 10, 2006

JET-to i miei averi...impotente...

Pochi.
Sono ormai pochi i soldi rimasti. La disoccupazione ora forzata sta riducendo i fondi a quasi zero e tornerò a dare un nome a tutti i miei centesimi.
Gli ultimi. E' triste vederli scendere, come in vortice che risucchia tutto. Vorrei qualche camicia, cd, offrire qualche birra a qualcuno. Invece non posso.
Sensazione di impotenza.
La cosa che più mi fa incazzare. Perchè hai i mezzi e la voglia e invece tutto si ferma per un'inezia, una cazzata...qualcosa che ti rende impotente.
Così mi sto sentendo anche per il calcio. Ci stiamo facendo il culo, giochiamo benino e solo 2 punti in due gare. Parole, impegno, sudore sul campo e poi...niente...
Ciò che mi manda in bestia è questo, l'impotenza.
Il non riuscire nonostante l'impegno, la voglia.
Chissà che farò quando sarò impotente...

Impotenza che supererò andandomi a vedere i Jet, perchè di soldi ne ho pochi ma riesco comunque a buttarli...non posso farne a meno...


lunedì, ottobre 09, 2006

Puttane

Dev'esser bello scoprire suoni e sapori di un nuovo continente quando vieni da lontano.
Se non hai nulla nella tua realtà, credo si sia disposti a tutto pur di portare avanti un sogno.
Centinaia o migliaia di chilometri sono niente a confronto di ciò che faresti per il miraggio di un futuro felice.
E la città, le sue strade, le luci infinite e i colori sfuocati della notte. Tutto è diverso dalla tua realtà, tranne il sogno fermo nella tua mente, al centro di ciò che eri e ciò che vorrai essere.
Niente sono i sacrifici che hai fatto, la nostalgia di casa e la paura di non essere all'altezza o del male che potrebbeto farti per i soldi o peggio ancora è quello che potrebbero fare ai tuoi cari, lontani, ma vicini alle tue vicende.
Tante sono le luci in coda, vanno a coppie di due. Sono i cavalli di questi occidentali, con gli occhi che abbagliano e ti accecano. Ma guardi avanti fiera, perchè hai un sogno.
La violenza di chi ti "protegge" sfiora appena il dolore di ciò che non hai e capisci sempre più che è lontana la libertà, ma viva la speranza.
Sopporti vecchi e ciccioni, coglioni e violenti.
Non fa per te l'amore, pensano loro.
Non puoi capire, non sai cos'è la vita. Devi solo succhiare e prendere i soldi.
Quello che ti hanno promesso...i soldi, il successo, una casa...
tutte cazzate.
Ma tu ami, lontano, i tuoi cari.
Magari hai anche un amore vero, un uomo.
Ma tutto è lontano. Irreale. Refrattario.
Per cui resti sfruttata, insultata.
Ma in cuore resta il sogno della libertà, nel freddo dell'inverno, nel calore di un fuoco, nelle luci delle macchine in fila che all'inizio erano gioia e ora solo...
ora solo...dolore...

per cui, forse, non ti serve la mia compassione, anche perchè tante volte ho fatto sfregio al tuo essere puttana, per cui la prossima volta invece di dirmi "sciao belo"...mandami pure a fare in culo, senza rancori...a me e questa società che ti criminalizza ma ti scopa per 50 euro.
Un bacio.

venerdì, ottobre 06, 2006

Non dovete badare al BloGGer

1-i blog sono fatti per lo più da esibizionistisi trova la fuffa peggiore,
senza un orientamento. Umberto Eco.
2-il sociologo Pascal Lardellier, docente dell'Universita' di Digione, in Francia, parlando del fenomeno blog in un'intervista pubblicata sulle pagine dell'inserito D de La Repubblica, sostiene (letto su manteblog):
Domanda: Cosa le ispira l'esplosione dei blog?
Risposta: In un certo senso e' il reality show dei miserabili. Milioni di persone mettono in linea la loro piatta vita che non interessa a nessuno. Siamo passati dall'esibizionismo in TV a quello su Internet.
Diceva una canzone "non dovete badare al cantante..." e via dicendo. L'ha scritta un cantante.
Vi dico "non dovete badare al blogger". Lo dice uno che ha un blog.
Pare infatti che oggi sia opinione comune tra molti intellettuali interrogati su questo "fenomeno" dire che questa razza di umanoidi sia un branco di depressi e persone sole e che per sfogarsi usino intenet e scrivono, senza saperlo fare, le loro piatte esistenze e irrealizzabili filosofie.
Si credono tutti critici, filosofi, "uomini di mondo"...farebbero tutti meglio di coloro che in realtà le cose le fanno.
Qualcuno scrive le proprie emozioni, sogni, amori e cazzate, pensando che interessino davvero a qualcuno. Altri danno consigli dall'alto di chissà quale saggezza o esperienza.
C'è chi scrive solo per fare il figo e proporsi sotto mentite spoglie, chi per mettere le proprie foto nudo o con amici. Qualcuno pensa di saper scrivere o avere buone idee.
Popolo di illusi, popolo di depressi e repressi, con il bisogno di un luogo(anche virtuale) in cui avere il comando.
Deve proprio dar fastidio tutto questo piattume a chi fino ad ora si è arricchito con parole ed atteggiamenti, lo dico perchè prendersela con un povero coglione che scrive su internet senza obbligare nessuno a leggere, senza soldi in ballo, senza pretese...mi sembra facile e scontato.
Come attaccare l'Iraq o il Libano.
Come prendersela con froci o secchioni.
Come pippare al Quirinale o in Vaticano.
Come chiamarsi Lapo e andare a trans.
In fondo che problema c'è se sono narcisista e ignorante. Se pubblico le mie foto e la mia scialba vita. Se dico cose cui non fotte un cazzo a nessuno e nessuno le legge.
Io questi intellettuali non li capisco troppo...hanno pienamente ragione...
però pubblico le mie foto...
...ad esempio la mia nuova acconciutura

mercoledì, ottobre 04, 2006

siNceraMenTe -NoN- so Il PerChé

ti ricordi noi...il giorno in cui...c'era la neve, la prima volta che ero di lì...
i miei blue jeans, bagnati e poi...era la neve era intorno a noi......
where are you now?
...........
ti ricordi noi...lo sguardo in cui...dicevi basta, dicevi adesso...era un bacio e poi...
lo sguardo tra noi......
where are you now?
...........
ti ricordi poi...l'addio tra noi...ricordo tutto, ricordo l'alcol...sarà l'ultima volta che
ci vedremo così......
where are you now?
...........
Sarà che è passato del tempo e mi sono bevuto dei neuroni.
Sarà che non so quante persone sei.
Sarà che forse non è il momento.
Sarà che non mi ricordo un cazzo...ma dove cazzo sei?

Sarà che l'ispirazione la trovo leggendo libri al contrario.
(thanks to Malla per far finta di essere scemo come me)

lunedì, ottobre 02, 2006

@ Jack'S PartY perCHè PArTi

Ho appena visto ciò che ho fatto ieri sera e mi sto rendendo conta che a 25 anni non posso andare avanti così...devo farmi la barba e tagliarmi i capelli da persona seria...
Altrimenti morirò giovane.
Non ricordo un cazzo ma ho un filmato fatto dal Bianka (che ride come un pazzo) di Punta che mi dice "...facciamo PartyBoy...spogliati", Jack canta come un pazzo e io mi spoglio con Punta che mi butta a terra e riproduce il kamasutra.
Poi ricordo la polizia che ci ha fermato...le grida in mezzo alla strada (che penso mi abbiano fruttato una figura del cazzo)...non possiamo più fare certe cose ragazzi, abbiamo un'età.

Però per Jack che parte...questo ed altro...buon viaggio vecchio leone e quando avrai un pò di nostalgia per i quattro coglioni che lasci qui, ricordati che purtroppo tra tre mesi torni a casa.






























Abbiamo spaccato, spero non giungano denunce...con i poliziotti ha parlato Jack, la gente che si affacciava alla finestre non dovrebbe conoscerci così bene, in caso contrario me ne scuso sentitamente.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla festa di addio del nostro Jack, che andrà a Londra, inizierà da cameriere e presto farà carriera sino a diventare ristoratore. Si innamorerà di una bella italiana e si sposerà, restando in quel di Londra a lungo.
Cazzate a parte, ci vediamo a Gennaio.
Ma se solo riuscissi a pubblicare quel video...cambierebbero un sacco di cose...

sabato, settembre 30, 2006

87 giorni al Natale

Ottobre sta per iniziare, portando con se la fine dell'estate, degli amori nati e finiti con un "non ti preoccupare, mi faccio sentire io", con sogni finiti e la classica domanda sul "chi cazzo me lo fa fare di tornare, la vera vita era là". Che poi quel LA' è qualsiasi posto tranne casa tua. Ricominciano le vecchie abitudini cui aggiungere nuove paure, timori spesso creati per darci un peso, un'importanza e uno stimolo per svegliarci al mattino.
Grazie a Dio i sogni non si sono realizzati e ci tengono giovani e speranzosi per l'inverno, che sarà freddo e lungo soprattutto per il cuore e le mani.
87 giorni al Natale e quello che vedo mi fa sempre più...sorridere
Ma bisogna anche cominciare a pensare ai regali. Perchè si deve sempre sorprendere, non con quello che si è ma con quello che si ha. Quindi attendo dietro la barricata il bombardamento di pubblicità e pajette, di culi e dolciumi per le feste che dobbiamo fare, per l'obbligo di dimostrarci credenti al culto del commercio.
87 giorni al giorno di Natale e ciò che vedo mi sempre più...incazzare
Il vestito bello è l'obbligo minimo per poter sedere al tavolo degli invitati alpranzo del parente Y che hai visto sulo due o tre volte e non ricordi come cazzo si chiama. Ma devi andare anche se preferiresti una birra e pane e salame, magari a casa, magari solo.
Freddo è fuori e il buio di certo non aiuta la sensazione di calore che comunque non hai neppure stando dentro, fingendo di essere allegro addentando una povera bestia morta giustamente per la tua fame. Ma fame di cosa, di chi? e soprattutto perchè?
87 giorni alla messa di Natale e ciò che vedo mi fa sempre più...cagare
Pensi davvero che si festeggi soltanto per un motivo religioso e ti accorgi che in realtà tu che sei l'unico a non fingersi credente pensa a questo lato della cosa. Quindi anche quando non conti un cazzo sei dalla parte opposta. Due volte contro perchè non festeggi religiosamente ma rompi anche i coglioni su questo. Faresti bene a fingere e a volte ammetto di averlo anche fatto, tra una tombola e il torrone, prima delle bottiglie di vino che fanno compagnia.
87 giorni alla celebrazione del Natale e ciò che vedo mi fa sempre più...vomitare
Ma ciò che più non mi riesce è esser buono in quei giorni. Sono ancora più stronzo. Con chi va a messa in pelliccia e panciotto per farsi vedere, per chi dice "ama il prossimo" e poi inneggia alla Bossi-Fini, a chi dice "amo Dio" e poi odia il suo conterraneo medio-orientale, a chi si dice cristiano e bastona il negro e il frocio, a chi va a messa con moglie e bambini e poi va a trans con la bocca marcia di whisky o vodka, a chi si fa saltare in aria o ammazza per un altro Dio.
In tutto ciò oggi come ieri e come domani e dopodomani c'è chi non festeggerà mai il Natale o la festa di chissà quale cazzo di Dio, ma l'importante è spendere ed essere dove conta tra 87 giorni. Non mancare.
87 giorni al Natale e poi un'altro anno di buonismo da dover ingoiare.

Almeno regalate cazzate ai bambini. Giochi e "non regali utili", i pigiami o i maglioni metteteli voi.
Se no poi crescono e la pensano così.
Non mancherò di farvi gli auguri.

venerdì, settembre 29, 2006

giovedì, settembre 28, 2006

Voglio ubriacarmi con i MonChery

Giorni uguali a giorni uguali a giorni.
Sarebbe bello andare a dormire e svegliarsi tra un mese o due, vedere com'è andata e non mettere becco sulle questioni della vita.
Mi basterebbero due mesi.
Senza esagerare. Spegnere il cellulare, anzi buttarlo via, tagliare i contatti con tutti e poi tornare, barba lunga e deperito, effetti collaterali di un periodo di coma voluto e controllato.
Che tristezza fare il giro delle capinere...a diciotto ha senso. Ma che senso ha?
Un figlio due figli. Cazzo il matrimonio...ma come ti vedi tu tra cinque anni? io non mi vedo.
Tra dieci? gran casino, ma mi vedo già di più. Però non so come, dove o con chi.
Non so se sarò ancora Krepa.
Ma spero di vedermi in un certo modo.
Magari dormire sino ad allora.
Voglio fare il bravo però e non mi metto a dormire. Farò il solito figurante e proverò ancora a stringere contatti e rapporti. Per un pò, poi dopo un'ultimo sguardo all'arredamento chiuderò la porta e chi s'è visto s'è visto.
Quanti MonChery dovrò mangiare prima di sentirmi ubriaco e iniziare a vomitare?

mercoledì, settembre 27, 2006

**The Jean Michel BAsqUiaT Show**

Si chiude la trilogia dell'arte contemporanea di miti della Pop Art ormai morti e sepolti ma soprattutto geniali e discussi.
Dopo Warhol(che non ho visto) e Keith Haring lo scorso anno, dopo 365 giorni esatti e a tre mesi dal Natale, tocca a Basquiat.
Devo dire che non lo conoscevo, avevo visto qualcosa leggendo di Haring, ma la mostra mi è piaciuta molto.
Lui è fuori, come tutti i geni. Stranamente, ma sicuramente mi sbaglio, non è gay o non del tutto.
Esprime però tutto il suo sconforto e malumore per il peso dei soprausi alla sua razza e al popolo.
Viene da Brooklyn e come tutti i "neri" del posto esprime questa rabbia, ma non col rap, con la sua arte.
Firma le prime opere come SAMO (Same Hold Shit) e bla bla bla che ti leggi qui o qui.

Io ti consiglio di andare.









lunedì, settembre 25, 2006

Una prece

O Signore dell'Universo ascolta questo figlio perverso che cerca di andare,
prova a capire, con la fiera consapevolezza di saper sbagliare.
Aiutami a conoscer meglio gli altri, anche quando pensano di sapere già chi sono e dove andrò, dammi la calma di non arrabbiarmi anche se sai quanto mi dia fastidio.
Non mi importa chi si loda e si crede migliore, riesco ad ascoltare e le mie spalle sono abbastanza larghe per poter continuare.
C'è da pregare? sai che spesso lo faccio.
Per che cosa? ancora non lo so.
Non so chi sei, se ci sei e a questo punto mi chiedo anche per chi ci sei.
Per quali facce, quali tipi e quali conti in banca. Se ti piace stare sul cruscotto di un'utilitaria o preferisci un altare in una villa in brianza.
Certo mi servi, eri vicino se avevo bisogno. Almeno credo.
Perchè in fondo sta tutto lì, nel credere in qualcosa, in qualcuno di più grande.
Ricordo quando pregavo e chiedevo. Chiedevo piccole cose, ma grandi nel mio piccolo.
Speravo e in fondo mi proteggevo in quelle richieste.
Dietro muri che neppure pensavo fossero reali. Ma in fondo chi non l'ha mai fatto.
Ora non ti chiedo più nulla, o quasi.
Bestemmio troppo, è vero.
Non chiederò neppure una donna o una risposta che mai arriva.
Terzani dice che si ha bisogno di una consorte per condividere la propria sorte,
il proprio tour sino alla morte.
Un saggio russo dice che l'amore è qualcosa che capita e non si cerca.
Un saggio di viaTolstoj dice che è tutta questione di aspettative.
Come chi ti aspetta da sempre, come chi interpreta i tuoi segni.
Ma di chi in fondo?
Se fosse tutta una trovate delle major? se fosse come babbo Natale?
Perchè a me non importa se sei ebreo, musulmano o cristiano.
Bianco nero giallo o a chiazze. Per me conta solo un messaggio che spesso nelle religioni è nascosto dall'odio e dal desiderio di supremazia e si vede nelle immagini dalle favelas, dal sud del Mondo, dalle chiese del Chiapas dall'Africa e dall'India. E' il messaggio d'amore e il desiderio di pace che tutti nel Mondo chiedono, forse tranne da quelli che si professano a te più vicini.
Senza colori, credo e nazione. Senza lacrime e senza sangue. Senza se e senza ma.
Ma se ci sei batti un colpo, se non per me, per chi ne ha bisogno.