L'angolo adatto per nani, ballerine, cantanti, troie, alcolizzati e illusi. Ovviamente qui nulla è serio...se sei dei nostri...benvenuto, entra pure

martedì, giugno 27, 2006

L'aiFisNau

pa parapa parapa parapa pa pa

non voglio parlare di tattiche o allenatori, ne di canguri o di botte di culo.
So solo 3 cose.
1. il primo tempo doveva finire 2 a 0
2. spiegatemi l'espulsione si Materazzi...non l'ho capita.
3. quando un terzino al 91', dopo 40 minuti in 10, scende sulla fascia dopo un lancio di sinistro, sottolineo sinistro, di Totti...entra in area resistendo ad un carica...rende babbo un difensore che gli si "zerbina" davanti...rigore...e quel difensore non è Djalma Santos ne tantomeno Maldini, ma Grosso. Molti diranno solito culo...io dico MERITATA FORTUNA.
Ho goduto come solo il calcio fa godere, quasi come Italia-Olanda del 2000.

Poi mi sono rotto i coglioni di chi dice che giochiamo male e gli altri sono più bravi. Ma andate a cagare, le scimmie le lascio al circo, i numeri a chi va a casa. Voglio il gioco all'italiana, maschio, duro e colpire quando si può. Come con le donne.
Il resto sono solo chiacchiere da bar o da coglioni grassi da televisione.

Poi fa niente se qualcosa mi sta sul cazzo e qualcuno non lo/la capisco. E' la vita e come mi insegna er pupone L'AIFSNAU.

PS: Auguri Bianka

lunedì, giugno 26, 2006

stralci di un matrimonio

Ha sempre queste luci e colori la piazza di Treja alle 5 di pomeriggio.
Tutti gli anni, tutte le estati, i colori e le luci, persino i suoni, sono sempre gli stessi.
I volti della gente sono più o meno quelli, qualcuno se ne è andato, ma resta vivo nei gesti e nelle usanze della gente.
Quell'orizzonte che, come mi spiegava mio nonno, arriva sino al mare ma ti fa vedere anche le montagne, i rintocchi del campanile.
Mai come l'altro giorno ho ricordato tutto, o quasi tutto, di quelle interminabili estati.
Anche i punti dove "passa la corrente" e si può stare più frechi sono sempre quelli.
Ma è la prima estate che vengo, anche se per poco, e non ci sono più i miei nonni.
Un anno esatto fa era morta mia nonna.
Un anno esatto dopo si sposano due miei amici.
Due persone cui volevano bene, lei mia compagna di giochi da quando avevo 6 anni e lui con cui mi sono ubriacato decine di volte, da quando ne ho 17.
Per questo per me contava esserci.
Perchè ai matrimoni si mangerà pure, sarà il coronamento dell'amore (se esiste) (max lo sappiamo io e te che sei innamorato)...però...
Perchè magari è stato il solito matrimonio e a tratti mi sono rotto i coglioni, però come ha detto bene mia madre alla sposa (una delle poche cose giuste che ha detto, oltre che le mie scarpe sono bellissime) "siamo qui in tre ma è come se fossimo in 5 con L e B".
Forse baratterei la vacanza in Messico per un'altra estate come quand'ero piccolo...forse...

venerdì, giugno 23, 2006

sarti burnich FACCHETTI...

sarti burnich FACCHETTI...
Una poesia e un'ossessione per chi, interista, cresce col mito e la
passione dei colori.
Quella squadra di papà Moratti, con Suarez Corso Mazzola Jair e un
capitano, il bel Giacinto. Il Presidente, perchè ora lui lo è.
Son giorni che si conosce la sua malattia, al pancreas, ma stasera la voce
della sua morte mi ha rovinato la festa per la mia squadra.
Di fronte a certe cose non ci sono bandiere e colori, ma per chi ama alla
follia una maglia, per chi sposa la fede nerazzura sino a farne una malattia,
non può che essere triste. Chi ama il calcio non può far altro che dedicare,
nel profondo del proprio cuore, un minuto di silenzio.



Spero sia falso e Giacinto possa festeggiare la prossima vittoria della
Beneamata, allo stadio. Da grande uomo e persona pulita qual'è, in un
mondo di merda come si è dimostrato il calcio attuale.
Lassù ci sarà Peppino ad accoglierti e saranno risate amare quando la Juve
e i cugini si troveranno a pagare il duro prezzo dei loro sgarbi alla tua, alla
nostra, lealtà.
Se ciò che mi han detto è vero...
un'ultima sgroppata sulla tua fascia e poi il meritato riposo di un guerriero.
Un grazie di cuore da un fiero tifoso nerazzurro, che tornerà a ripetere alla
noia sarti burnich FACCHETTI... così come zenga bergomi brehme...

giovedì, giugno 22, 2006

destini IncRociaTi

Ci sono momenti in cui tutto sembra girare giusto e quello che gira
sbagliato te lo lasci scivolare addosso.
In quei momenti il destino va di pari passo con le tue necessità.
Così nel giorno della cena a casa di una tua amica conosci bella gente,
ma sempre quella sera...
Tutto inizia col messaggio del Bianka "E' uscito il comunicato".
Secco. Preciso. Lapidario.
Io sto facendo il mio lavoro di merda, da schiavetto sottopagato e
malvisto, ma questo messaggio mi investe di emozioni.
Così inizia il tam-tam fatto di messaggi di fumo e uccelli viaggiatori e
alla fine pare, ma sottolineo pare, che il Muggiano sia in seconda.


Per cui poi metti insieme tre come me Malla e Toffa, tre belle ragazze come Cate Ingrid e Carhine, un pazzo come Marco e alla fine serata bellissima.
Poi lasciamo stare se al Mom si era fattissimi e ora mi scoppia la testa.
Che la serata fosse strana lo si capisce dal fatto che subito troviamo parcheggio.
Abbiamo parlato mezzo inglese e mezzo spagnolo con ragazzi spagnonorvegestatunitensi che si chiamano Hans Pedro John boh...tutti inventati, ma i nomi più o meno son quelli.
Toffa che non si spiega perchè in Italia i chupito costino il triplo che in Spagna, Malla che cerca chissà chi e trova l'amico Rosario il tipo delle rose. Le rose. Arriva Jack e broccola la rumena (o romana?!?).
Così va bene, non c'è un cazzo da dire.

Inizio a lavorare, che mi stanno guardando male.
Grazie Cate per la serata, quando vuoi noi ci siamo. Una cosa però...tranquilla...
Le foto più tardi...brutti Pacciani...












mercoledì, giugno 21, 2006

come un pezzo rock

Come una ballata rock.
Come un fottuto e semplice pezzo rock.
Lo so che la frase l'ha già usata qualcun'altro, ma non mi interessa.
Tutto può accadere e tutto può capitare, ma il pezzo va avanti, sempre.
Non è un rock duro, spigoloso, ma un pezzo lento che cresce.
Parla di quello che vuoi, di quello che senti. A tratti ti lasci andare, altri
sei più lento, ma l'acuto è sempre dietro l'angolo.
Non essere banali ma profondi, finchè si può, perchè troppo vorrebbe dire
non risalirne e sprofondare nella noia.
Rock e deciso, senza cazzi, senza chiacchiere al vento, perchè il vento
deve portare il mio messaggio.
Nel tempo continua, perchè non ha tempo, ma ha memoria.
Senza ansia e rancore, perchè non ne sono capace.
Immagina la tue ballata preferita, immagina cosa ti da sulla pelle,
nel cuore, il ricordo di quando l'hai sentita dal vivo e quel pensiero in testa...


...non rompetemi i coglioni, voglio sognare...

Bene io voglio sognare e allora...allora inizino le chitarre

lunedì, giugno 19, 2006

C'era una volta un re che...

Le favole ti perseguitano da quando sei piccolo.
Quelle della nonna erano sempre le migliori, le più vere, e se sento
dire "C'era una volta un re..." mi si accappona un pò la pelle.
Ma cresci sempre con miti e fiabe, oggi giorno è forse meglio dire
sit-com o serialtv, ma il risultato è quello, cioè farti credere che
non tutto è merda e indorare la supposta prima di fare la nanna.
Mi han fatto credere che i re e i principi erano buoni e onesti, con
morale ferrata e pieni di buonsenso verso i poveri, ma poi un
giorno vedo che son puttanieri e falsari.

Ricordo ancora la favola del cow-boy buono contro lo stronzo indiano
e vedo che lo stronzo cow-boy non perde mai la voglia di voler fare
lo sceriffo del Mondo, solo che ora se la prende col nero o col beduino.
I trenini e le tettone della televisione, i benpensanti e santi in terra
che mi insegnano la vita, esattamente nel modo contrario di come
mi vanno le cose.
Mi han fatto crescere con l'immortalità, il siero della giovinezza e
del benessere e oggi vedo che le città son tutto cemento, il fumo
spegne il cielo e tutto fa male (una volta mi avrebbero detto la bua).
Quasi tutto quello che fa male me lo da chi mi dovrebbe proteggere
(sigarette, smog, benzina) e poi mi dice che la cura al cancro
è a buon punto.

La perfezione, il capello a posto, la cellulite.
Il prete mi diceva che le seghe mi avrebbero fatto diventare cieco e
nonostante una costante applicazione ci vedo benissimo.
Sempre loro mi han detto che siamo tutti uguali e poi mi dicono che
i gay sono diversi e alcuni loro amici sono i primi a parlare di
differenza razziale, ma in Chiesa vanno sempre.
Poi che ci sono sette donne per ogni uomo, però qui mi incazzo perchè
faccio fatica ad averne una (che non ho) e quando mi è capitato
di uscire con più ragazze contemporaneamente sbagliavo a mandare
i messaggi e confondevo i nomi.
Quella dell'amore...
Certo poi nulla a che fare con chi mi dice di fare una guerra per la
Pace e la Democrazia...
La migliore...? Quella di Palahniuk in NinnaNanna, che basta leggere
per ammazzare chi stai pensando.

Non che abbia mai creduto troppo alla favole, certo che oggi con
Cenerentola ci uscirei a cena e Biancaneve me la farei.
La fatina di Pinocchio poi...
Però le fiabe della nonna sono sempre state le migliori, anche se poi
non ci capivi un cazzo e i finali sempre raffazzonati non erano lieti.
Ma almeno non erano cazzate.

Lo dice un sognatore che non crede nella favola di Adamo ed Eva e
che non vuole vivere felice e contento, ma solo stare bene,
ma non cado nel patetico, se no poi si dice che sono un bravo ragazzo
e che qui (ma qui dove?) sono diverso da come sono nella realtà.
Magari un giorno, al mio funerale si dirà...

..."C'era una volta un ragazzo..." il resto non lo conosco...

Questa è per chi ci ha fatto credere (a me e a Lillo) che Vigevano fosse come Rio de Janeiro

venerdì, giugno 16, 2006

***3cEnTO***

...trecentesimo post...
se penso a quante parole ho buttato su queste pagine (?!) mi viene da ridere. Se almeno me le avessero pagate al chilo, non andrei in giro con le pezze al culo.
Che poi sono quasi tutti post scritti, cioè con poche foto, per cui ne ho dette di cose.
Sempre, o quasi, ho assillato (...e continuerò a farlo) con i miei cazzi e le paturnie da seghe fisico-mentali. L'ho chiuso e l'ho riaperto.
Ha avuto belle parole e qualcuno che giustamente non ha apprezzato.
Ma di questo mi fotte poco, mi è sempre servito come divertimento, come sfogo, come terapia alle mie ansie, paure da (come direbbe qualcuno) depresso sotto effetto di psico-farmaci.

Però alla fin fine mi sono raccontato e ho aggiunto in chi legge qualcosa che di me non sapeva pur conoscendomi. Poi ho conosciuto gente nuova, qualcuno non ha ancora un volto, qualcuno neppure un nome.
Ma non importa. Una cosa però mi sento di chiedere, con questo post.
Un favore...
Io mi sono "sputtanato" tanto tra pianti e sbronze, "2 di picche" e fallimenti.
Per cui ora voi che passate e leggete, voi che fate parte di questo "mio" Mondo, voi lettori o lettrici anonimi/e, lasciate un cenno.
Qualcosa che mi volete raccontare, qualcosa di bello che abbiamo fatto insieme e vi è rimasto nella "capa", qualcosa per cui volete farvi conoscere o che ne so.

Raccontami qualcosa...anche più di una...

giovedì, giugno 15, 2006

iMMeritato

Sapevo che non me la sarei meritata una cosa del genere.
Meglio dire un incontro del genere.
Però col destino non si sa mai e ti può sempre giocare un brutto gioco.
Li chiamano giochi del destino.
Del resto non è stato niente di che, ma quella birra l'avrei potuta pagare più dei 4 euro che ho dato e sicuramente avrei maledetto chi mi ha portato in quel birrificio e non altrove.
Altrove, non so dove, ma altrove da pensieri e paranoie che vuoi o non vuoi la carne e le ossa ti danno, più di luoghi e fatti.
Perchè quei luoghi sono andati, non ti appartengono più e forse mai ti sono appartenuti, ma quel sorriso, quella carne, una volta sì, erano "tue".
Ma visto che non voglio pensieri in testa e gli scheletri nell'armadio li ho eliminati tutti, uno ad uno e senza risparmiare colpi, quell'incontro non lo meritavo.
Non l'ho meritato e non l'ho avuto.
Così anche l'ultimo fantasma ha avuto il suo colpo di grazia, alla testa; perchè un colpo in testa è definitivo ed essenziale come la giustizia.

Così potrò dedicarmi solo alle mie preoccupazioni...le calze colorate, l'olio per la pelle, i peli delle ascelle e combattere i colpi (diuretici) del guaranà. Tutto essenziale e meritato

mercoledì, giugno 14, 2006

Già...

Già...serate come questa servono a farti venir voglia di uscire.
La sensazione di pacco o mezzo pacco mi fa venir voglia di contropaccotto.
Ma mi impongo di esser bravo e buono oltre a bello, quindi lascio stare, tutto deve scivolarmi addosso (o a dosso come direbbe qualcuno).
Certo ha ragione chi stasera mi ha detto "il mio obbiettivo è buttare il cellulare, senza quello starei meglio".
Una profondissima cazzo di verità.
Ma anche una verità del cazzo.
Perchè isolarsi per stare bene? io non riesco, dopo un pò vado in ansia stando solo.
Non che pulluli di incontri o mondanità, frequento solo posti affollati.
Già...ma affollati da amici o conoscenti, non da coglioni qualsiasi, sennò sarei punto e a capo.
Non mi interessa neppure del pacco (sempre che lo sia) o del resto.
Se vado o non vado, se gira o non gira.
Serve un ricorso.
Serve tranquillità.

Già...serve una cazzo di vacanza.
Poco fa, in televisione il video di Nord Sud Ovest Est, Messico e il grande Mauro Repetto che balla come un finto deficente o un vero cretino.
Decidi tu.
Ma mi ha messo voglia di Messico. Ma soprattutto di quel dolce far nulla che sono le mie vacanze. Di rincorrere le gonnelline, bere, mangiare e tirar tardi.

"Nord Sud Ovest Est...starò cercando lei o forse me"





Questa è solo per pochi amanti del genere, quasi da lacrime agli occhi...

martedì, giugno 13, 2006

Notti magiche

Sempre la solita storia.
Le partite della Nazionale, per chi è drogato di calcio di club come me, non sono mai importanti durante la stagione.
Poi arrivano gli Europei o soprattutto i Mondiali e divebtiamo pazzi.
Io sono uno di quelli che durante l'inno si alza in piedi e, con la mano sul cuore, canto a squarciagola.
Son passato da Italia '90 e sogno ancora quelle notti magiche, quel goal di Schillaci all'Austria nella prima gara con a Roma...Giannini, er Principe, agli Stati Uniti e poi il grande Roby alla Cecoslovacchia. Che nazionale era quella...Vialli Baggio Baresi Mancini Ancelotti Maldini Zenga Donadoni Giannini...pelle d'oca.
Poi gli Usa e quei cazzo di rigori. Ma anche Italia-Norvegia in 10. La Nigeria...e quindi l'immensità di Roby Baggio.
La Francia e le lacrime quando il mio Gigi Di Biagio sbagliò quel rigore.
Cazzo Di Biagio...chi di voi non si è esaltato quando all'Europeo2000, in casa dei padroni di casa, ad Amsterdam andò sul dischetto e calciò uno di quei rigori che ci portarono in finale.
Finale...lasciamo stare...
Gli ultimi mondiali ed Europei li lascio stare.

Ma ieri ho visto la squadra operaia che dobbiamo essere. Con tanta classe quando serve.
Cattiva, corta, veloce nel ripartire. Se siamo questi non dobbiamo aver paura di nessuno.
Dobbiamo giocare all'italiana.

Voglio cantare l'inno perdendo la voce sino al 10 luglio.