Passo dopo passo corre tutto sotto i piedi.
Me lo dicevo l'altra sera prima di una birra a due con Davide dopo un appuntamento terminato a Villapizzone. Percorrevo la strada tra Duomo e Viale ConiZugna senza pensare troppo alla distanza, all'aria calda o alle zanzare.
Pensavo a Milano, la mia Milano.
Quella che tutti odiano e, come tutti i grnadi amori, non riescono a lasciare. Quante volte e quanti giorni mi sono trovato per strada a far chilometri a piedi o con i mezzi, vedendola vivere e vegetare anche quando tutto il resto dorme o è appisolato. Vedevo ViaTorino e i suoi negozi, la Milano delle griffe, quella un pò fighetta, con i sua Sanca, le sue modelle, le discoteche e la cocaina a cunette sui tavoli dei posti giusti. Tutto scorre comunque anche nelle strade di periferia tra la mia Giambellino, dall'aria multiculturale, con l'aroma algerino, marocchino e un pizzico di spezia senegalese mischiata alla durezze del freddo dell'est. Senza scordare il fascino asiatico del cinese itinerante e del cingalese operante. La mia periferia è uguale a quelle di altri cento o mille facce delle case popolari, Barona, Gratosoglio, Quarto Oggiaro...facce semplici e esistenze complicate, gente perbene e vite spezzate.
Troppo facile parlare di zone infami quando viene da un posto con domani assicurato.
Ho preso mezzi a tutte le ore tornando a casa tardi da ogni situazione. La 90 da Lambrate a PiazzaNapoli con il pieno di estero e la pochezza di Italia e il fascino del 14, serpente per Milano, che insieme alla metro ha intrecciato mille storie. Di amori passati e di scopate fugaci, serate con rientri a casa malandati e bestemmie gridate ai ritardi. Corse per prendere l'ultimo mezzo e passaggiate non volute nel cuore della notte.
Come amo Milano e quanto la odio, per qella nebbia che ti avvolge in inverno e il caldo che ti appiccica addosso anche i pensieri.
Navigli, Colonne e Sempione, serate trascorse sull'orlo del bicchiere, tra il locale fighetto che non vuole il sandaletto alle bottiglie spaccate sul ciglio della strada. Il ritrovo del Mom al mercoledì e la ricerca della birra a tre euro nella settimana.
Il tutto passo dopo passo, con qualcuno affianco. La mia Milano internazionale col suo carico di sporco, zingari e letame, Quella di San Vittore e di Montenapoleone, molto meglio il Leoncavallo dell'Hollywood con Inzaghi e Briatore...la Milano che balla, la fotomodella, il Rattazzo, il '68 e i capannoni della rivolta tramutati in capannoni per sfilate. La Milano del Duomo che brucia il campo nomadi, la Milano fascista che porta avanti protesta di sinistra e la Milano perbenista che insigna come si manda affanculo il resto del Mondo.
La Milano che odio, la amo alla follia.
9 commenti:
PRIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO...
:-D
Sembra una pagina di Gianni Biondillo ( è un complimento! - ndr).
Un abbraccio meneghino :-)
ho letto questo post sorridendo...ci sono i miei posti, ci ritrovo le mie immagini mentali..e le mie scie..sono venuta a milano stamattina, riparto domani, e stasera ero in giro che respiravo a pieni polmoni lo smog e la caldazza come se stessi facendo la scorta di aria pura di montagna...!
bello bello bello.
cià:)
Bel post.
Mi ha fatto chiaramente ricordare, con un po' di nostalgia, l'odiata ed amata città.
Musicomane.
M'hai fatto venire voglia di rivederla.sono riamsta affascinata dal tuo amore per Milano.
@alberto:grazie dei complimenti...
@cler:magari eravamo anche vicini, al Mom...un abbraccio
@musicomane:già, milano o la ami o la odi, come tutte le cose belle e importanti...ma puoi anche amarla e odiarla contemporaneamente
@viola:quando vieni sai chi contattare
hai dimenticato le biondine dei circoli Arci.
e le serate Bottellon organizzate tramite mail (Nota per tutti: stasera in piazza Leonardo)
e il pavè, che quando sei in moto lo maledici, ma poi capisci che è un'altra impronta di una Milano che non c'è più - dicono - ed invece c'è ancora - parrebbe.
e il lavoro, che è tanto ma in realtà è poco, e noi che ci siamo nati nella città verso la quale tutti tendono, proprio noi pensiamo di andarcene
e poi, hai dimenticato gli accenti.di tutta italia, di tutta europa, di tutto il mondo. che il bauscia alla ranzani ormai esiste soltanto come caricatura; ed il resto è altro
hai dimenticato tante cose, ma tutte quelle che hai scritto sono vere, molto vere, e belle, molto belle
ho dimenticato anche i rasta della Casa139, le birrazze al Confine in ConiZugna e gli aperitivi di 6 ore all'HoraFeliz...i Botteion...i campi di perifieria...e tante tante altre fottutissime cose e luoghi che mi fanno amare Milano
Una mia carissima amica, cui sono legata da una vita, vuole lasciare Roma e trasferirsi a Milano, città che l'ha sempre attratta irresistibilmente.
So che mi mancherà da matti. Anche se ci si dice sempre: "Restiamo in contatto", so che non sarà più la stessa cosa. Non potrò più chiamarla all'improvviso e dirle: "Usciamo", solo perchè ho voglia di raccontarle di persona qualcosa di bello o brutto che mi è capitato o di ascoltare le ultime news sulla sua vita.
Ma è il suo sogno. E perciò, a malicuore, le auguro di realizzarlo.
Anche se non posso fare a meno di prenderla un po' in giro, scoraggiandola scherzosamente. "A Milano c'è solo la nebbia, che ci vai a fare"... Sapendo benissimo che non è così.
E c'è una canzone che le canto sempre. La canzone dei suoi amatissimi Afterhours, che hai scelto come titolo del post...
"Milano non è la verità".
Non so se sia la verità. Lascio che sia la mia amica a scoprirlo. Magari per lei lo è.
@museum:gran pezzo degli After...Milano o la ami o la odi. Ma anche tutte e due le cose. Sono appena tornato dalle vacanze, sono stato benissimo, ma mi mancava. Sembra strano...per la tua amica, se ha bisogno, dalle questo indirizzo
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