L'angolo adatto per nani, ballerine, cantanti, troie, alcolizzati e illusi. Ovviamente qui nulla è serio...se sei dei nostri...benvenuto, entra pure

lunedì, maggio 15, 2006

Faccia di Kane

Faccia di cane si sente forte, sbraita, si azzuffa, minaccia.
E' forte quando è in gruppo. Non parla, non discute, non si informa.
Lui abbaia.
Non è mai solo e quando sta col suo branco è sempre tosto, guai ad entrare nel suo territorio, perchè ogni cosa potrebbe infastidirlo.
Non ha valori, ma si arranca il diritto di tutto, il valore della famiglia, dello stato, la razza e addirittura il quartiere.
La sua zona è il regno ma anche la fine e l'inizio dei suoi limiti.
Il suo gruppo è la sua forza e il suo coraggio, ma anche l'inizio e la fine delle sue paure, delle sue ansie.
Con l'ignoranza e il disprezzo si ciba di agnellini, di anime pure o di chi di se ne fotte dell'arte di litigare o delle sacre scritture dell'insulto.
Nella difficoltà attacca la tua diversità, il tuo colore, la tua maglia diversa e a lui tutto è concesso, lui può abbaiare di tutto.
Il suo ululato può essere tagliente e feroce, ma non dire nulla che tocchi i suoi finti valori.

Faccia di cane è ovunque, tutti ne conoscono almeno uno.
Faccia di cane non fa molta strada, dove iniziano e finiscono le sue paure e i suoi limiti, dove crede di trarre forza e coraggio, muoiono le sue convinzioni e nascono i suoi timori.
Perchè al di là del suo parchetto, senza il suo branco, faccia di cane sà di trovare qualche cane sciolto che, senza branco, non ha paura di lui.
Abbaia bello abbaia...

le foto non c'azzeccano un cazzo con il post, ma è la bella cena di ieri al Sahara, bel posto, bella gente, peccato la zona...scherzo...


poi sto tacco...tantarrobba...troppo fetish underground

domenica, maggio 14, 2006

Se l'avessi scritto

L'avessi scritto ieri sarebbe stato un post pieno di insoddisfazione mista a gioia per come mi vanno le cose. Per il cazziatone sul lavoro, per la serata in palestra, i navigli. Per quanto non me ne fotta un cazzo del cazziatone, per quanto son felice di vedere e vivere i miei amici e per altri modi di insoddisfare il mio corpo e di illudere il mio pene. Riuscendo anche a ingigantire le mie pene con forme di svilimento della mia dignità carnale, inversamente proporzionale alle mie possibilità.
Che poi l'ho so da tanto che le donne son donne anche per come ragionano.

Se l'avessi scritto giovedì sarebbe stato un post pieno di rammarico e paura per come la vita sia imprevedibile e crudele, per quello che è successo al papà di Carletto. Ma davvero in un attimo ti puoi trovare con le spalle al mero e un plotone d'esecuzione di sfighe pronte a scoppiarti addosso.

Se lo scrivessi ogni volta che ho voglia...sarebbe troppo ripetitivo.
Se lo scrivessi ogni volta che mi vedrei bene con una ragazza risulterei patetico.

Lo scrivo ora e domani mi gioco un anno di calcio. Di calcio vero, di passione e amore. Di gioie e sconfitte, di cene e di birre.
Ci giochiamo tutto e non saranno le minacce o i fumogeni, le botte o le celtiche...
Se butti il cuore oltre gli ostacoli superi tutto e se non ci riesci...fanculo...ci hai provato.
Tra poche ore voglio i play-off.

martedì, maggio 09, 2006

che domande

Oggi amici e amiche mi hanno parlato di problemi di cuore o almeno di sentimento.
Ascolto sempre volentieri chi vuole aprirmi i propri sentimenti e il proprio mondo.
Non faccio la portinaia, ma dare la propria opinione (NON consigli) è sempre importante.
Capitano a tutti, momenti in cui sembra tutto ti cada addosso o in cui pensi alle cose brutte, vecchi amori o amori non condivisi.
Credo che siano momenti che ci vogliono, rappresentano l'altra faccia della moneta della felicità, ma viverli vuol dire aver vissuto attimi felici.

Però un pò mi fanno venire paura di innamorarmi di nuovo o di avvicinarmi a qualcuno. Mi chiedo se ne vale la pena, vedendo gli altri "soffrire" o pensare.
Vale la pena di starci ancora male? Forse sì perchè ci stai anche bene, per qualche attimo.
Non so.
Sono domande che mi mandano in ansia e in nervosismo (qualcuno direbbe in malmosta).
Come quando mi chiedono "Tu cosa sai fare bene?" o "Tutto bene nella vita?"...cazzo sono domande pesanti, che se dovessi rispondervi bene sarebbe un dramma.
Dico sempre "quasi abbastanza così così"...in sostanza non rispondo, se no sarebbe ansia dura.

Ma ne vale la pena? Ne vale davvero la pena?
Alla fine mettersi in gioco vale sempre la pena. No?
Mi sa che sono paranoico.

(ps: Jack com'era la canzone sabato? Emilia Paranoika? Di chi cazzo è?)

non prendetemi per un co...

Dicevamo calcio, la cosa che qualcuno minimizza ad uno stupido sport con maschioni in mutandoni che corrono dietro a una palla.

Dicevo altro, non quello. Dicevo l'amicizia, il sacrificio e la voglia di fare con i propri (e spesso pochi) mezzi.
Così domenica col Muggiano ci siamo guadagnati la possibilità di andarci a giocare i play-off con la Comasina, sperando che sarà solo calcio, ma pronti a giocarcela fino in fondo, perchè ce la meritiamo più di tutti. Perchè domenica con gli Olmi abbiamo dato prova di esserci, come squadra e gruppo.
Dicevo dei tornei dei miei piccoli, che devono divertirsi, ma che sono così forti da aver vinto entrambi le partite ed hannp fatto divertire i tifosi-genitori.
Il frutto del lavoro di un anno, passato a farli giocare e perdere spesso contro bambini più grandi di anno. E' bello vederli ora felici consapevoli dei loro mezzi dopo un anno passato a tirar su il morale per le scoppole prese. Fargli capire che conta giocar bene e che con i coetanei sarebbe stata altra cosa.
Ed è unìaltra cosa.

Domenica nell'azione di un goal mi sono quasi commosso. Tre passaggi per uscire dall'area palla a terra. Il centrocampista taglia il campo palla al piede, l'altro centrocampista si muove verso destra e crea spazio. Si apre la difesa avversaria e nello spazio palla rasoterra per il taglio dell'attaccante che si trova solo di fronte al portiere.
Più di anno per vedere la perfezione.
Mi sono commosso

sabato, maggio 06, 2006

Nella merda del Dio pallone

Petrini aveva detto fango.
Ma fango o merda che sia, questa volta ci sono rimosto male.
Passi per le scommesse, il doping e tutti i sospetti che vengono a noi menti malate o a noi che sono anni che non vinciamo un cazzo.
Non vinciamo un cazzo ma siamo lì da quando siamo bambini ad AMARE quella maglia, quei colori, quelle sensazioni che solo un gol o una vittoria ti possono dare.
Abbiamo pianto per il calcio, riso, imitato i nostri idoli e spesso anche rinnegato (per alcuni minuti) il nostro amore dopo le (molte) delusioni.
Non ci interessa il giro di milioni che c'è dietro, perchè a noi basterebbe quel titolo, quella coppa.
Come un bambino...quando c'è un pallone di mezzo torni bambino e allora il mondo del bambino è candido, non ti servono soldi o giochi di potere, basta una palla e due maglioni e hai fatto il tuo SanSiro o il tuo Bernabeu. Ma come in tutti i sogni del bambino, c'è sempre l'uomo nero a spaventarci o il mostro sotto il letto che ci fa dormire con la luce accesa.
Così ci avete tolto anche il sogno della vittoria, della lotta, dell'amore per i nostri colori. Perchè non mi fotte un cazzo dei vostri guadagni, avete preso per il culo milioni di tifosi, che spendono i propri soldi (risparmi sudati) per andare a inseguire un sogno allo stadio. Voi, merde, avete ucciso il sogno di milioni di piccoli bambini che amano il calcio.
Ma in me avete rafforzato una convinzione, cioè che il vero calcio sia quello della terza categoria, del parco, degli oratori. Dove magari non sai giocare, dove scimmiotti il gesto tecnico, ma dove c'è passione, amore. Dove nascono le amicizie e le passioni.
Mi avete rafforzato questa convinzione, grazie davvero.
Ora vado dai miei bambini per un torneo. Dirò loro di divertirsi, non di vincere, perchè il calcio è questo...sacrifio, amicizia e divertimento.
Poi berrò una birra con gli amici di sempre conosciuti grazie ad una palla e voi...voi...
andate a cagare...

venerdì, maggio 05, 2006

Ticket for Cancùn

Alla fine l'altro giorno il biglietto è stato fatto.
Così ora mi tocca lavorare per pagarmelo.
Però il 3 agosto sarà partenza, sarà Messico.
Mi vengono in mente le vacanze passate, i 4 anni in Grecia, la prima vacanza solo lontano da casa, in cui feci i 18 anni e si risparmiava sulla carta igienica. Un piatto di pasta e 1 bottiglia d'acqua al giorno, eccessi concessi solo per l'alcol. Il "timore" per le ragazze straniere e la timidezza, scacciate negli anni successivi in cui non ce ne fuggiva una.
Le corse in motorino, senza casco, in cui l'aria in testa e i territori grezzi, senza case, ti facevano sentire davvero altrove con la testa, con il cuore e la mente su un'altra dimensione.
Ma le serate balorde, alcolizzate e malate, le donne e i milioni di "duedipicche", le amicizie fatte e le compagnie cambiate. Le foto.
Quel viaggio in motorino con Riky, noi soli uniti dal patto di non parlare e staccare la testa.
Ma la Croazia non si può dimenticare, perchè anche nella merda di una vacanza si è coltivato il fiore dell'amicizia.
Poi l'Italia e quella Spagna "rovinata" come sempre da una donna, una ragazza...che però non mi ha rovinato la vacanza. Non mi ha rovinato il sogno e la voglia di andare. Di rivevere quei momenti in cui non ci sono problemi, non ci sono donne o scazzi che ti blocchino. Sei solo tu e i tuoi amici, i tuoi sogni e la voglia di sentirti vivo.
Non so se è naturale essere così ora, quasi come un quindicenne con in mano "LeOre" o PlayBoy e nell'altra la propria intimità, ma è tanta la voglia di andare e di "vivere". Senza giudizi barriere o sbattimenti.
Conscio che forse l'estate, o un viaggio, ti fa vivere ma la sua fine è un pò come morire.

giovedì, maggio 04, 2006

Un volto

Non che non ci dormissi la notte, ma alla fine la mia curiosità ha colmato la sua fame.
Non senza aver lasciato spazio ad un pò di imbarazzo o di impaccio.
Fatto è che finalmente ho visto colei che mi fece un bel regalò senza sapere chi fossi, ma solo per il blog. Ho visto chi è stato a fare tal gesto e lo stupore è stato che è carina e anche intelligente(che leccaculo...però non so perchè legga certe cose...). Così ci siamo trovati a parlare per ore, l'ho sicuramente asciugata e non le ho regalato una rosa, ma si sa il perchè, perlomeno lo sappiamo noi e quei due alle colonne.
Vabbè, serata strana, nel senso che...boh...le ho già spiegato.

Magari stasera scrivo qualcosa di più "serio".
Comunque mi sono divertito anche se abbiamo parlato parlato parlato parlato, anzi forse ho asciugato, ma non importa.
Alla prossima.

lunedì, maggio 01, 2006

Buon PrimoMaggio

A TUTTI I COGLIONI
I LAVORATORI
I PRECARI
I PENSIONATI
AGLI ILLUSI CHE ANCORA CI SPERANO
A CHI FA FATICA AD ARRIVARE A FINE MESE
AI DISOCCUPATI
A TUTTA LA BRUTTA GENTE "MANGIA BAMBINI" DI SINISTRA
AGLI STUDENTI
GLI SFRUTTATI & SOTTOPAGATI
LE CENTINAIA DI LAVORATORI
MORTI SUL POSTO DI LAVORO

Che voglia di essere in piazza SanGiovanni, ci sono stato nel 2001 ed è stato davvero bellissimo...

venerdì, aprile 28, 2006

Manca qualcuno?


















*DoTtoRI*

quattro anni per un foglio con scritto che "per raggiungere la conoscienza devo aggiungere qualcosa ogni giorno, ma per raggiungere la saggezza devo togliere qualcosa ogni giorno"...
A parte questo, è stato davvero molto bello. Ma non per la laurea in sè, ma per l'atmosfera, tutti gli amici intorno, aver finito INSIEME. Il vinello che scendeva a fiumi, poi i cocktail, i brindisi, gli abbracci e i baci. Sono tornato a casa piegato alle 2 e trenta...
...il primo giorno da dottore passato a fare scatoloni e fotocopie, il mal di testa e la voglia di cacare. Ma in fonda basta divertirsi...e appellarsi a San Precario



Poi nel mio piccolo la convinzione che seppure l'università sia finita, le amicizie non finiranno.