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venerdì, novembre 23, 2007

se fosse oggi a che ora sarebbe?

E fù così che presi quel treno, perchè quel biglietto non mi dava alternativa.
Viaggio per chissà dove oppure 100 soldoni.
La scelta non ha vie d'uscita, è troppo l'affetto per i 4 soldi che ho, che aggiungerne altri mi farebbe pensar male sul loro adattamento. Non vorrei litigassero, insomma sono abituati ad esser pochi, meglio non rovinare un ecosistema.
Al tal paese è morto un re, almeno così dicevano nei telegiornali.
Al mio paese il re coglione è stato mandato via, ma dopo tanti anni ancora cercano il successore.
A quel paese, mi dice un tipo, gira gente strana. Tutti contro tutti ma fingendo l'armonia, sembra di essere al Vaticano, ma non ci sono praticanti adulanti.
Facendo due più due mi rendo conto che come ormai non c'è più un dio, sarebbe anche ora che non ci fossero più re, ma società autogestite dalla fantasia di persone giovani e sincere, multirazziale e monoreligiose, professanti l'amore. Col preservativo unico e vero totem alla procreazione, regalato quotidianamente quale fonte di amore e progresso.
Se mi dessero un incarico istituzionale dichiarerei subito la pace a tutti i paesi, alleati e non, inviando fiori di campo, erba di camporella e rose rosse. Non sia mai si dica in giro che non sono un signore. Al massimo un cavaliere senza cavallo.
Mentre penso a tutto ciò, un pesce che vola da quelle parti mi dice che da anni nel suo regno funziona così. Spero non sia plagio allora, in fondo per ora è solo un pensiero.
Mi sposto a tutto tondo e vedo scribacchini intenti al manifesto del nobile di rango giunto in piazza per la resa dei conti. Sento proclami e promesse e memorie e mi confondo. Per un attimo ripenso al mio conto e ai 4 soldi che ho lasciato là, staranno bene?
Mi arresto, immobile, e guardo oltre la piazza e vedo faccie sorridenti, sorrisi a mille denti e addirittura un uomo insieme alla sua donna che fan l'amore. Dicono sia il matto del paese, che se ne freghi di quello che pensano gli altri, che legga e scriva e arrivi a malappena a pagarsi le spese.
Erano le tre e fuori pioveva, ma son sicuro che da altre parti il sole stesse splendendo, alto forte e bello, magari anche con gli occhi azzurri. Come quei giorni in cui tutto va male e basta un niente per farli raddrizzare o quelle pezze con le automobiline che da piccolo mettevi sui jeans rotti. Io li spaccavo apposta solo per avere nuove toppe. Ecco a volte mi faccio andare tutto storto per cercare qualcosa di bello che mi dia gioia.
Come un fiore, una chiamata, un messaggio o un biglietto regalato.
Che poi quei quattro soldi non li ho mica mai spesi e neppure un gioco tecnologico di clonazioni ci ha diviso. Hanno un nome e stanno molto bene, ma non mi piace vederli soffrire solo per il mio benessere personale.
Poi al ritorno, mentre torno tutto bagnato, spengo la luce perchè è tempo che l'arcobaleno faccia il suo ritorno. Attendo che le gelatine in cielo si sciolgano e attacchino i mille desideri al sogno che farò.
Ti ci hanno mai mandato a quel paese?

7 commenti:

gioia ha detto...

al di la' della fluidità con cui scrivi..e della bellezza di alcuni pensieri, tipo "come ormai non c'è più un dio, sarebbe anche ora che non ci fossero più re, ma società autogestite dalla fantasia di persone giovani e sincere, multirazziale e monoreligiose, professanti l'amore. Col preservativo unico e vero totem alla procreazione..." hai fatto riaffiorare il ricordo di quella volta in cui, incolonnate sul raccordo anulare, cantavamo a squarciagola TE C'HANNO MAI MANNATO A QUER PAESE, SAPESSI QUANTO GENTE CHE CE STA', ER PRIMO CITTADINO E' AMICO MIO, TU DIJE CHE TE C'HO MANNATO IO..E VA..E VA..VA AVANTI TU CHE ADESSO C'HO DA FA...
ah ah ah..mitico Albertone!!
cmq...belli i tuoi pensieri spettinati...

Davide ha detto...

non fa mica male ogni tanto prenderequel treno e andarci a quel paese che poi quando torni ti accorgi che una dignità non ce l'hai poi tanto e che ce l'ha quel matto che fa l'amore in piazza perché sa che l'amore è da ricchi

krepa ha detto...

@gioia:non era Manfredi???grazie delle belle parole
@davide:viva i folli

la rochelle ha detto...

krepa: lo sai? hai preso un insulto alla lettera e l'hai trasformato in una poesia.

krepa ha detto...

@laRochelle:lo prendo come un complimento...scherzo...ma mi mandano troppo spesso in quel posto, che ormai ci vedo del bello

gioia ha detto...

no no no no
Manfredi cantava "tanto pe' canta'"
indimenticabile anche lui....

krepa ha detto...

@gioia:dici???mi fido di te...